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Mappe Catastali

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35 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Servitù di passaggio negata ma la sopraelevazione va arretrata
La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa lite tra vicini riguardante le distanze tra edifici e una presunta servitù di passaggio. Il proprietario di un immobile lamentava la violazione delle distanze legali per la sopraelevazione eseguita dal vicino e rivendicava una servitù di passaggio su una particella limitrofa. La Cassazione ha stabilito che la servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia non poteva essersi costituita, poiché la divisione dei fondi risaliva al 1927, epoca in cui vigeva il Codice Civile del 1865 che non ammetteva tale modalità per le servitù discontinue. Inoltre, i giudici hanno chiarito che l'ordine di arretramento per violazione delle distanze deve colpire esclusivamente la parte sopraelevata abusivamente e non l'intero edificio preesistente. Vince parzialmente il vicino costruttore, che evita la servitù sul proprio terreno e limita la demolizione.
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Azione di regolamento di confini: Perizia batte Mappa Catastale
Un proprietario avvia un'azione di regolamento di confini contro il vicino, contestando la posizione di una recinzione e la presenza di un manufatto in lamiera troppo vicino al confine. Il vicino si difende sostenendo di aver acquisito per usucapione la porzione di terreno contesa. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: per definire un confine incerto, il giudice ha ampia libertà di valutazione e può basarsi su qualsiasi prova, come perizie tecniche e fotografie aeree. Le mappe catastali hanno solo un valore sussidiario, da usare come ultima risorsa. La Corte ha quindi dato ragione al vicino, confermando la linea di confine tracciata dal perito e giudicando il manufatto in lamiera come temporaneo, quindi non soggetto alle regole sulle distanze tra costruzioni. Il ricorso del primo proprietario è stato respinto.
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Azione di regolamento confini: Titoli di proprietà vincono su mappe
Un proprietario avvia un'azione di regolamento di confini per definire la linea di demarcazione con il vicino. I giudici di merito stabiliscono il confine basandosi su una perizia che utilizza fotografie aeree e mappe, senza però esaminare i titoli di proprietà. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, ribadendo un principio fondamentale: nell'azione di regolamento di confini, la prova principale sono sempre i titoli di acquisto. Ogni altro mezzo di prova, incluse le mappe catastali, ha un valore solo sussidiario e può essere usato unicamente se i titoli sono mancanti o insufficienti a risolvere l'incertezza. La causa dovrà quindi essere riesaminata.
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Azione di regolamento di confini: Mappe catastali battono siepe
In una controversia tra vicini, la Cassazione ha chiarito i criteri per l'azione di regolamento di confini. Un proprietario sosteneva che il confine fosse una siepe presente da oltre 30 anni, chiedendo l'usucapione della striscia di terreno contesa. L'altro si basava sulle mappe catastali. La Corte ha stabilito che, in assenza o insufficienza dei titoli di acquisto (gli atti di proprietà), il giudice può legittimamente basare la sua decisione sulle mappe catastali, ritenendole prova idonea a stabilire con certezza la linea di confine. La richiesta di usucapione è stata respinta e le mappe hanno prevalso sulla situazione di fatto.
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Regolamento di confini: prevalgono i titoli d’acquisto
Una proprietaria ha promosso un'azione di regolamento di confini contro i vicini, contestando l'occupazione di una porzione di terreno e la posizione di un cancello. La Corte d'Appello aveva confermato il confine basandosi esclusivamente su un muretto esistente, ignorando i titoli di proprietà e i rilievi del consulente tecnico che indicavano una linea diversa basata sulle mappe catastali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che nell'azione di regolamento di confini il giudice deve prioritariamente esaminare i titoli di acquisto e non può limitarsi allo stato di fatto se questo contrasta con la realtà giuridica documentata.
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Regolamento di confini: il valore delle mappe catastali
La Corte di Cassazione ha confermato la validità del ricorso alle mappe catastali in un'azione di regolamento di confini qualora i titoli di acquisto non forniscano elementi certi. Il caso riguardava la contestazione di un'opera divisoria posizionata illegittimamente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del proprietario soccombente, ribadendo che l'incertezza del confine legittima l'uso dei dati catastali e che le nuove prove in appello sono ammissibili solo in casi estremamente limitati.
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Regolamento di confini: mappe e termini di rimozione
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia relativa al **regolamento di confini** tra terreni confinanti, dove una parte aveva realizzato un muro e depositato detriti su suolo altrui. Mentre la Corte ha confermato l'uso delle mappe catastali come criterio primario qualora richiamate nei titoli d'acquisto, ha accolto il ricorso riguardo alla rimozione delle opere. Il giudice d'appello ha infatti omesso di valutare l'eccezione di decadenza semestrale prevista dall'art. 936 c.c., che limita il tempo utile per richiedere l'abbattimento di manufatti costruiti da terzi.
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Regolamento di confini: i titoli prevalgono sulle mappe
Un proprietario ha contestato una servitù di passaggio e chiesto di definire i limiti della sua proprietà. I tribunali inferiori si sono basati sulle mappe catastali, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. In un caso di regolamento di confini, i titoli di proprietà hanno la priorità come prova. Le mappe catastali possono essere usate solo se i titoli non sono chiari. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Regolamento di confini: il valore delle mappe catastali
In una controversia tra proprietari di fondi confinanti, la Corte di Cassazione ha chiarito il valore probatorio delle mappe catastali. L'ordinanza stabilisce che, nell'ambito di un'azione di regolamento di confini, qualora i titoli di proprietà risultino ambigui e le altre prove incerte, il giudice può legittimamente fondare la propria decisione sulle risultanze catastali per determinare l'esatta linea di demarcazione tra gli immobili.
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Regolamento di confini: quando si usano le mappe?
In una causa di regolamento di confini tra proprietari terrieri, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva stabilito i confini basandosi sulle mappe catastali, ritenendo inaffidabili le altre prove come testimonianze e segni sui luoghi. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che la valutazione delle prove è compito del giudice di merito e che l'uso delle mappe catastali è legittimo in assenza di altri elementi certi.
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Azione di regolamento di confini: valore mappe catastali
In una causa per azione di regolamento di confini, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che privilegiava una recinzione fisica rispetto ai dati catastali richiamati nei titoli di proprietà. La Suprema Corte ha sottolineato che il giudice deve motivare adeguatamente la propria scelta, non potendo ignorare le indicazioni delle mappe catastali senza una valida giustificazione, riaffermandone il ruolo cruciale in caso di incertezza.
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Regolamento confini: quando le mappe catastali valgono?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso in un caso di regolamento confini. La controversia riguardava la proprietà di un cancelletto e di un vialetto tra due fondi vicini. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano correttamente utilizzato le mappe catastali per definire il confine. La particolarità del caso risiede nel fatto che i titoli di acquisto delle parti (decreti di trasferimento) rimandavano esplicitamente a una perizia tecnica redatta in una precedente causa di divisione, la quale a sua volta si basava proprio sulle mappe catastali. Pertanto, in questa specifica situazione, le mappe non sono state usate come prova sussidiaria, ma come fonte primaria richiamata direttamente dai titoli, rendendo legittima la loro applicazione per risolvere la disputa sul regolamento confini.
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Regolamento di confini: il muretto prevale sulla mappa
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito in un caso di violazione delle distanze legali. La controversia verteva su quale fosse il reale confine tra due proprietà: un vecchio muretto a secco, come sostenuto dagli attori, o la linea risultante dalle mappe catastali, come sostenuto dai convenuti. La Suprema Corte ha stabilito che, nel regolamento di confini, il giudice può dare prevalenza a prove materiali e visibili come un muretto esistente da oltre cinquant'anni, relegando le mappe catastali a un ruolo sussidiario. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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Azione di regolamento di confini: i criteri del giudice
Una sentenza del Tribunale di Trento chiarisce la gerarchia delle prove nell'azione di regolamento di confini. In un caso di incertezza su confini montani, il giudice ha privilegiato i cippi storici ritenuti affidabili, ricorrendo alle mappe catastali solo come criterio sussidiario per un punto controverso la cui marcatura fisica era inaffidabile. La decisione sottolinea che, sebbene ogni prova sia ammessa, i segni fisici certi prevalgono sulle risultanze catastali, utilizzate solo in loro assenza.
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Regolamento di confini: il ruolo delle mappe catastali
La sentenza del Tribunale di Bari n. 442/2014 affronta un caso di regolamento di confini tra due proprietà. In assenza di prove fornite dalle parti, il giudice ha stabilito che, conformemente alla giurisprudenza (Cass. n. 12891/2006), il confine deve essere determinato sulla base delle risultanze delle mappe catastali. La decisione evidenzia come, nell'azione di regolamento di confini, l'onere della prova gravi su entrambi i proprietari e come la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), basata sui dati catastali, diventi lo strumento decisivo per risolvere la controversia.
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