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Manleva

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874 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità direttore lavori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un direttore dei lavori per gravi vizi in un'opera di ristrutturazione. L'ordinanza chiarisce che la responsabilità del direttore lavori, in quanto prestazione d'opera intellettuale, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non ai brevi termini di decadenza e prescrizione previsti per l'appalto. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali sulla nullità degli atti e sulla prova della qualità di eredi dei committenti originari, e ha confermato il diniego della manleva assicurativa a causa di specifiche clausole di esclusione.
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Responsabilità direttore lavori: la Cassazione conferma
In una causa per un contratto d'appalto, la Corte di Cassazione ha confermato la corresponsabilità del direttore dei lavori, che era anche il committente, per i difetti dell'opera. A causa della sua omessa vigilanza su difformità evidenti, è stata affermata la sua responsabilità solidale con l'impresa appaltatrice e il risarcimento a suo favore è stato ridotto del 50%. La Corte ha chiarito che l'eccezione di corresponsabilità sollevata dall'appaltatore era legittima e tempestiva.
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Garanzia impropria e vendita: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di vendita di un orologio di lusso rivelatosi contraffatto. L'acquirente finale ha citato in giudizio il rivenditore, che a sua volta ha chiamato in causa il suo fornitore. La Corte ha stabilito che, in caso di garanzia impropria, la domanda dell'attore si estende automaticamente al terzo chiamato se quest'ultimo viene indicato come l'unico e vero responsabile. Ha inoltre chiarito l'uso della prova presuntiva per determinare il momento della contraffazione, rigettando il ricorso del fornitore originario e confermando la sua responsabilità.
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Responsabilità del notaio: l’errore del Conservatore
Un acquirente perde un immobile a causa di un pignoramento non rilevato al momento dell'acquisto. La Corte di Cassazione annulla la condanna per responsabilità del notaio, ritenendo che la Corte d'Appello non abbia adeguatamente motivato come il professionista avrebbe potuto scoprire l'errore del Conservatore dei registri immobiliari, che aveva trascritto l'atto con un codice fiscale errato.
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Immobile abusivo: niente risarcimento per allagamento
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento dei danni per l'allagamento di un locale seminterrato, poiché l'immobile è risultato essere totalmente abusivo. Secondo la Corte, la condizione di completa illegalità del fabbricato, costruito senza alcuna licenza edilizia, interrompe il nesso di causalità tra il danno e la presunta omessa manutenzione della rete fognaria da parte dell'ente pubblico. Di conseguenza, il proprietario di un immobile abusivo non può pretendere un risarcimento per i danni subiti.
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Responsabilità Direttore Lavori: La Guida Completa
Un caso di appalto con vizi costruttivi porta la Cassazione a definire la responsabilità direttore lavori. La Corte conferma la sua natura contrattuale verso il committente, con prescrizione decennale, e la sua solidarietà con l'appaltatore per omessa vigilanza, rigettando sia il suo ricorso che quello incidentale del committente.
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Responsabilità stazione appaltante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità della stazione appaltante sussiste per i danni a terzi causati da lavori pubblici, anche se progettazione ed esecuzione sono affidate ad altri. L'ente pubblico ha un dovere inderogabile di controllo e vigilanza, specialmente in aree a rischio. La vicenda nasce dalla richiesta di risarcimento di una proprietaria per i danni al suo immobile, causati da una frana durante la costruzione di una strada. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità dell'ente, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di tale principio.
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Appello incidentale tardivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una condanna per risarcimento danni. La decisione si basa su vizi procedurali, tra cui la presentazione di un appello incidentale tardivo e la contestazione di una sola delle due autonome motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, confermando la condanna.
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Condanna alle spese: chi paga se non è soccombente?
Un ex amministratore di condominio, vittorioso in una causa per il recupero dei suoi compensi, viene erroneamente condannato in appello al pagamento delle spese legali relative a una controversia interna tra il condominio e un condomino moroso. La Corte di Cassazione interviene, annullando la condanna alle spese e riaffermando il principio fondamentale secondo cui solo la parte soccombente (perdente) è tenuta a sostenere i costi del giudizio.
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Onere della prova furto: quando basta la denuncia?
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce un principio chiave sull'onere della prova furto in ambito assicurativo. Se la compagnia non contesta esplicitamente e tempestivamente il sinistro, l'assicurato non è tenuto a fornire prove aggiuntive oltre alla denuncia. Il caso riguardava un utilizzatore di beni in leasing che, a seguito di un furto, si è visto negare l'indennizzo dalla Corte d'Appello per mancata prova. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'inerzia o la contestazione tardiva dell'assicuratore non possono aggravare la posizione dell'assicurato.
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Servitù non apparente: quando il venditore è esente
Una società immobiliare ha acquistato un terreno scoprendo solo in seguito una servitù di metanodotto non dichiarata nell'atto. La società ha citato in giudizio il venditore e il notaio per ottenere un risarcimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la garanzia per servitù non apparente è esclusa quando il compratore era a conoscenza del vincolo. La Corte ha ritenuto che, nonostante la servitù non fosse tecnicamente 'apparente', l'acquirente (una società esperta del settore) aveva a disposizione numerosi elementi (documenti urbanistici, segnaletica, vicinanza a impianti) per conoscere l'esistenza della servitù, escludendo così la responsabilità del venditore e del notaio.
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Responsabilità commercialista: condanna per errata IVA
Un imprenditore ha citato in giudizio il proprio consulente fiscale per un'errata gestione dell'IVA su un'operazione immobiliare, che ha portato a un oneroso avviso di accertamento. Il Tribunale ha accertato la responsabilità del commercialista, condannandolo al risarcimento del danno. La sentenza evidenzia come il professionista, pienamente coinvolto nell'operazione, avesse l'onere di agire con diligenza, anche procurandosi autonomamente la documentazione necessaria, e come la sua negligenza nella gestione del regime "reverse charge" sia stata la causa diretta del pregiudizio economico subito dal cliente.
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Canone di depurazione: chi rimborsa se non funziona?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il canone di depurazione non è dovuto se il servizio è inefficiente, anche solo parzialmente. La sentenza chiarisce che la società di gestione del servizio idrico, in quanto controparte contrattuale, è tenuta al rimborso diretto verso gli utenti. Questa potrà poi agire in regresso contro l'ente proprietario dell'impianto. La Corte ha inoltre confermato che l'onere di provare il corretto funzionamento del servizio spetta al gestore e che il termine di prescrizione per la richiesta di rimborso è di dieci anni.
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Responsabilità del committente: colpa e nesso causale
A seguito di un incendio in un magazzino, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società di gestione immobiliare. La sentenza chiarisce che la responsabilità del committente non deriva dalla custodia dell'immobile (art. 2051 c.c.), ma da una colpa specifica (art. 2043 c.c.) per aver affidato lavori pericolosi senza verificare le condizioni di sicurezza, essendo a conoscenza di un impianto antincendio inadeguato. Anche la cooperativa che utilizzava il magazzino è stata ritenuta corresponsabile per aver stoccato merce in eccesso, ostacolando i sistemi di sicurezza.
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Responsabilità scolastica per gita: la condanna
Una donna, infortunatasi a seguito di una collisione con uno studente durante una gita scolastica sulla neve, ha citato in giudizio l'istituto. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità scolastica per 'culpa in vigilando', condannando il Ministero al risarcimento dei danni. La decisione si fonda sulla mancata adozione di adeguate misure di sicurezza, come un numero sufficiente di accompagnatori e una preparazione pratica per gli alunni inesperti, per un'attività potenzialmente pericolosa.
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Vizio redibitorio: qualità promesse e onere prova
Un'azienda agricola ha citato in giudizio i suoi fornitori per averle venduto piantine di pomodoro risultate non resistenti a un virus, contrariamente a quanto promesso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la responsabilità dei venditori e del produttore delle sementi. La decisione chiarisce aspetti fondamentali sul vizio redibitorio, sulla distinzione tra qualità promesse e tolleranza a difetti, e sulle modalità di riproposizione delle domande in appello. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del produttore che quello incidentale dell'azienda agricola, confermando la condanna al risarcimento dei danni per lucro cessante.
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Compenso prestazione intellettuale: la decisione
Un'associazione professionale ha citato in giudizio un proprio cliente, titolare di un'impresa individuale, per il mancato pagamento di compensi relativi a servizi contabili e fiscali. Il cliente si è opposto, sostenendo di aver subito danni a causa di errori professionali e ha presentato una domanda riconvenzionale di risarcimento. Il Tribunale, basandosi sulle conclusioni di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), ha stabilito la correttezza dell'operato del professionista e la congruità del compenso richiesto. Di conseguenza, ha condannato il cliente al pagamento della somma dovuta, ha respinto la sua domanda di risarcimento e lo ha condannato a rifondere le spese legali a tutte le parti, inclusa la compagnia assicurativa chiamata in causa dal professionista.
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Onere della prova: compenso professionale non provato
Una società acquista un immobile con difformità, chiede i danni ai venditori che chiamano in causa il tecnico per la sanatoria. La Cassazione chiarisce che, in assenza di prove adeguate sul compenso del tecnico, il giudice viola il principio dell'onere della prova se liquida equitativamente il danno. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Clausola assicurativa: interpretazione e scopo
Una società di gestione idrica si vede negare la copertura assicurativa per danni da allagamento a causa di una clausola assicurativa ambigua. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che l'interpretazione di una polizza non può essere illogica o svuotare il contratto del suo significato. La Suprema Corte ha chiarito che la clausola di esclusione per 'infiltrazione di acque' si riferiva ai danni causati alle acque stesse e non ai danni provocati dall'acqua a terzi, accogliendo il ricorso dell'azienda e ribaltando le decisioni dei gradi precedenti.
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Doppia imposizione registro: guida alla tassazione
La Corte di Cassazione chiarisce che la condanna al risarcimento del danno e la successiva condanna alla manleva, anche se contenute nella stessa sentenza, costituiscono due atti giuridici distinti e autonomi. Di conseguenza, non si configura una doppia imposizione se l'imposta di registro viene applicata separatamente su entrambe le disposizioni, in quanto ciascuna rappresenta una differente capacità contributiva.
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