La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44927/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi di appello, a fronte di prove schiaccianti come l'ingente quantitativo di stupefacente (oltre 15.000 dosi di cocaina), il suo confezionamento e la detenzione di denaro non giustificata. L'ordinanza conferma che la valutazione della finalità di cessione si fonda su elementi oggettivi e che un ricorso privo di argomentazioni specifiche è destinato al rigetto, con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »