L'Indagato, accusato di concorso in rapina pluriaggravata, era fuggito all'estero rendendosi irreperibile per diversi mesi prima di essere arrestato in Croazia tramite mandato di arresto europeo. La difesa ha impugnato l'ordinanza che confermava la custodia cautelare, chiedendo la concessione degli arresti domiciliari o misure meno afflittive. La difesa sosteneva che l'arresto dimostrasse l'intenzione spontanea di rientrare in Italia, valorizzando anche l'incensuratezza formale e il risarcimento del danno alle vittime. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Indagato. I giudici hanno ritenuto pienamente legittima la misura cautelare in carcere a causa del concreto pericolo di fuga evidenziato dalla pregressa latitanza e del rischio di reiterazione del reato desumibile dai precedenti penali specifici.
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