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Mandato Ad Impugnare

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185 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato ad impugnare: appello nullo senza firma
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello proposto dal difensore d'ufficio per un imputato assente, in assenza di uno specifico mandato ad impugnare. La Corte ha chiarito che se il processo prosegue per assenza e non per irreperibilità, il mandato post-sentenza è un requisito inderogabile, pena la nullità dell'impugnazione.
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Mandato ad impugnare: Cassazione sul tempus regit actum
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello perché il difensore non aveva depositato un nuovo e specifico mandato ad impugnare rilasciato dall'imputato assente dopo la sentenza di primo grado. La Corte ha stabilito che si applica il principio del 'tempus regit actum', per cui l'atto processuale è regolato dalla legge in vigore al momento del suo compimento, rendendo irrilevante una successiva modifica legislativa più favorevole.
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Inammissibilità ricorso: il mandato speciale difensore
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per uso indebito di carte di pagamento. La decisione si fonda su un vizio formale, ovvero la mancanza di un mandato speciale al difensore, e sulla manifesta infondatezza dei motivi, che tentavano di ottenere una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità. Questo caso sottolinea l'importanza dei requisiti procedurali per l'accesso alla Suprema Corte.
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Mandato ad impugnare: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato dal difensore d'ufficio per un imputato giudicato in assenza. La decisione si fonda sulla mancanza dello specifico mandato ad impugnare, richiesto dall'art. 581, comma 1-quater, c.p.p. La Corte ha ritenuto manifestamente infondata la questione di costituzionalità sollevata, affermando che tale requisito non limita il diritto di difesa ma assicura che l'impugnazione sia espressione della volontà consapevole dell'imputato, evitando automatismi difensivi.
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Inammissibilità appello penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47337/2024, ha confermato la dichiarazione di inammissibilità di un appello penale a causa del mancato rispetto dei requisiti formali introdotti dalla Riforma Cartabia. Nello specifico, l'imputato, giudicato in assenza, non aveva depositato un mandato a impugnare e un'elezione di domicilio successivi alla sentenza di primo grado, rendendo l'impugnazione invalida. La pronuncia ribadisce la rigorosa applicazione del principio 'tempus regit actum' in materia di inammissibilità appello penale, escludendo l'applicazione retroattiva di norme successive più favorevoli.
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Mandato ad impugnare: appello inammissibile senza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché il difensore dell'imputato, giudicato in assenza, non ha depositato lo specifico mandato ad impugnare richiesto dalla Riforma Cartabia. La sentenza sottolinea come questa nuova condizione di procedibilità sia inderogabile per le sentenze emesse dopo il 30 dicembre 2022, respingendo la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla difesa.
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Mandato ad impugnare: appello inammissibile (Cass.)
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'obbligo di un mandato ad impugnare specifico per un imputato giudicato in assenza. La sentenza chiarisce l'applicazione temporale delle norme introdotte dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022), stabilendo che i requisiti per l'impugnazione sono disciplinati dalla legge in vigore al momento dell'emissione della sentenza, mentre lo status di 'assente' è regolato dalla legge vigente al momento della sua dichiarazione, in base al principio 'tempus regit actum'.
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Mandato ad impugnare: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15918/2025, ha stabilito che la norma che richiede un mandato ad impugnare specifico al difensore, successivo alla sentenza, non è incostituzionale, neppure per l'imputato irreperibile. L'appello presentato dal legale di un uomo condannato per calunnia era stato dichiarato inammissibile proprio per l'assenza di tale mandato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che le nuove norme più favorevoli non hanno efficacia retroattiva e che la scelta legislativa mira a garantire una decisione ponderata e personale dell'imputato, bilanciando il diritto di difesa con l'efficienza della giustizia.
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Mandato ad impugnare: domicilio e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15904/2025, ha confermato l'inammissibilità di un appello a causa di un mandato ad impugnare difettoso. Il caso riguardava un imputato condannato per bancarotta fraudolenta e giudicato in assenza. Il mandato presentato dal difensore non conteneva la necessaria elezione di domicilio, un requisito formale previsto a pena di inammissibilità dall'art. 581, comma 1-quater, del codice di procedura penale. La Corte ha ribadito che, per l'imputato assente, tale dichiarazione deve essere specifica e contestuale all'impugnazione, respingendo il ricorso.
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Inammissibilità Appello Penale: Guida alla Riforma
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità dell'appello penale di due imputati per non aver depositato la dichiarazione di domicilio o il mandato speciale come richiesto dalla Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che un richiamo generico a un atto precedente non è sufficiente e che la successiva abrogazione della norma non ha effetto retroattivo sugli atti già compiuti.
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Mandato ad impugnare: la Cassazione e il tempus regit actum
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18984/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato il cui appello era stato dichiarato inammissibile per mancanza di uno specifico mandato ad impugnare. La Corte ha chiarito che, in base al principio tempus regit actum, le modifiche normative più favorevoli, intervenute dopo la presentazione dell'appello, non hanno efficacia retroattiva. La richiesta del mandato è stata inoltre ritenuta costituzionalmente legittima.
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Mandato ad impugnare: appello inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una decisione di inammissibilità di un appello. L'appello era stato presentato per un imputato assente senza allegare lo specifico mandato ad impugnare rilasciato dopo la sentenza di primo grado, come richiesto dalla Riforma Cartabia. La Corte ha chiarito che tale requisito formale era indispensabile per gli appelli proposti prima delle modifiche legislative di agosto 2024, anche se la difesa sosteneva di averlo inviato e che non fosse necessario in caso di rito speciale.
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Tempus regit actum: appello e nuove norme
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22097/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato il cui appello era stato dichiarato inammissibile per un vizio formale. La Corte ha stabilito che, in base al principio tempus regit actum, le condizioni di ammissibilità di un'impugnazione sono regolate dalla legge in vigore al momento della sua proposizione, anche se una legge successiva, più favorevole, ha abrogato quel requisito.
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Impugnazione imputato assente: la regola del tempo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22016/2025, ha stabilito che per l'impugnazione dell'imputato assente si applica la legge in vigore al momento della proposizione del ricorso, non quella successiva più favorevole. Il caso riguardava un appello dichiarato inammissibile per mancanza di mandato specifico. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando il principio "tempus regit actum" e la necessità di rispettare le formalità processuali vigenti al momento del deposito dell'atto di impugnazione.
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Mandato ad impugnare: annullata inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità di un appello. La Corte d'Appello aveva errato nel richiedere un mandato ad impugnare specifico per un imputato assente ma rappresentato in un giudizio abbreviato. Inoltre, la Cassazione ha verificato che il mandato era stato comunque regolarmente depositato telematicamente.
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Mandato ad impugnare: quando non è necessario
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato un ricorso inammissibile per mancanza del mandato ad impugnare specifico, introdotto dalla Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha stabilito che la nuova norma non si applica alle sentenze pronunciate prima della sua entrata in vigore (30 dicembre 2022), a prescindere dalla data di deposito della motivazione, ripristinando così il diritto dell'imputato a un nuovo giudizio d'appello.
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Mandato ad impugnare: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal difensore d'ufficio di un imputato giudicato in assenza. La decisione si fonda sulla mancata presentazione di uno specifico mandato ad impugnare, rilasciato dall'assistito dopo la pronuncia della sentenza d'appello, requisito fondamentale previsto dal codice di procedura penale a pena di inammissibilità.
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Impugnazione sentenza assente: il mandato è decisivo
Un cittadino straniero, condannato in sua assenza per ingresso e soggiorno illegale, ha presentato ricorso in Cassazione contestando sia la dichiarazione di assenza sia la sussistenza del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sulla mancata allegazione di uno specifico mandato ad impugnare, rilasciato dal difensore d'ufficio dopo la pronuncia della sentenza. Secondo i giudici, questo onere formale, previsto dall'art. 581, comma 1-quater, c.p.p., è necessario per l'impugnazione sentenza assente, in quanto prova che l'imputato ha effettiva conoscenza della condanna e della volontà di procedere nei successivi gradi di giudizio.
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Mandato ad impugnare: appello inammissibile se assente
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale perché privo dello specifico mandato ad impugnare, richiesto dalla normativa vigente al momento del deposito dell'atto. La sentenza chiarisce l'applicazione del principio "tempus regit actum", affermando che le modifiche legislative successive non possono sanare un vizio formale originario. Il caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle formalità processuali per garantire l'accesso al giudizio di secondo grado.
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Impugnazione difensore d’ufficio: serve il mandato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un legale d'ufficio per conto di un imputato condannato in assenza. La decisione si fonda sull'art. 581, comma 1-quater, c.p.p., introdotto dalla Riforma Cartabia, che richiede un mandato specifico per l'impugnazione del difensore d'ufficio. Tale requisito è volto a garantire che l'imputato assente sia consapevole della sentenza e voglia effettivamente proseguire con l'impugnazione, evitando così gravami presentati all'insaputa dell'interessato.
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