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Luogo Aperto Al Pubblico

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30 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Porto d’armi luogo pubblico: la decisione Cassazione
Un uomo condannato per porto d'armi in luogo pubblico ricorre in Cassazione sostenendo di aver sparato in un ristorante chiuso per difesa. La Corte dichiara il ricorso inammissibile: l'arma è stata prelevata all'esterno e il ristorante è considerato luogo 'aperto al pubblico'. Inoltre, lo sparo è avvenuto dopo la fine dell'aggressione, escludendo la contestualità.
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Luogo aperto al pubblico: la Cassazione decide
Un cittadino ha impugnato una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, sostenendo che una caserma dei Carabinieri non fosse un luogo aperto al pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che qualsiasi luogo in cui sia consentito l'accesso a un numero indeterminato di persone, anche se selezionate, rientra nella nozione di luogo aperto al pubblico. La caserma, pertanto, è stata ritenuta tale, consolidando l'orientamento giurisprudenziale in materia.
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Luogo aperto al pubblico: carcere e oltraggio a P.U.
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una detenuta condannata per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte conferma che un carcere è un luogo aperto al pubblico e che la mera possibilità di percezione delle offese da parte di più persone (altre detenute) è sufficiente per configurare il reato, senza necessità di identificare i presenti o che questi abbiano effettivamente udito le ingiurie.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: la cella è luogo pubblico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la cella di un carcere non è una privata dimora, ma un luogo aperto al pubblico, poiché è nella piena disponibilità dell'amministrazione penitenziaria e il detenuto non ha il diritto di escludere terzi. Di conseguenza, il reato è configurabile anche in tale contesto.
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Luogo aperto al pubblico: la hall di un albergo
Un uomo è stato assolto in primo grado per il porto di un taglierino nella hall di un albergo, ritenuta dal giudice una privata dimora. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che la hall di un hotel è un luogo aperto al pubblico. Di conseguenza, il porto ingiustificato del taglierino in tale contesto costituisce reato e il processo deve essere nuovamente celebrato.
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Luogo aperto al pubblico: la cella del carcere lo è?
Un individuo, condannato per oltraggio a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che una cella penitenziaria non costituisce un luogo aperto al pubblico. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio consolidato secondo cui gli ambienti penitenziari, inclusa la cella, sono qualificabili come luogo aperto al pubblico ai fini dell'applicazione della legge penale.
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Riunioni pubbliche: stadio escluso dal divieto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale, stabilendo che il divieto di partecipare a riunioni pubbliche non si applica alle manifestazioni sportive in luoghi aperti al pubblico, come gli stadi. La Corte ha ribadito che per imporre un tale divieto è necessaria una prescrizione specifica e motivata, distinguendo nettamente tra 'luogo pubblico' e 'luogo aperto al pubblico'.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. L'imputato aveva offeso e sputato contro un agente di polizia penitenziaria. La sentenza conferma che una cella di un carcere è considerata 'luogo aperto al pubblico' ai fini del reato e che la prognosi negativa basata sui precedenti penali dell'imputato giustifica il diniego di pene sostitutive alla detenzione.
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Imposta sulla pubblicità: carrelli spesa e sanzioni
Una società ha contestato l'imposta sulla pubblicità per messaggi promozionali sui carrelli della spesa di un centro commerciale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'imposta è dovuta, poiché la pubblicità nel parcheggio è visibile a un pubblico indeterminato. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo la buona fede del contribuente che si era conformato a precedenti risoluzioni ministeriali, generando una condizione di incertezza normativa.
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Pubbliche riunioni: la Cassazione chiarisce i limiti
Due soggetti sottoposti a sorveglianza speciale vengono condannati per aver partecipato a un evento sportivo. Le Sezioni Unite della Cassazione annullano la condanna, stabilendo un principio fondamentale: il divieto di partecipare a pubbliche riunioni, previsto come misura di prevenzione, si applica esclusivamente alle riunioni in "luogo pubblico" (es. piazze, strade) e non a quelle in "luogo aperto al pubblico" (es. stadi, teatri), a meno che non sia imposta una prescrizione specifica e motivata dal giudice. La sentenza ridefinisce così l'ambito di applicazione di una delle più comuni prescrizioni per i sorvegliati speciali.
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