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Locupletazione

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84 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Arricchimento senza causa: i limiti dei doveri coniugali
Un ex marito ha agito per arricchimento senza causa dopo aver contribuito all'acquisto di un immobile intestato esclusivamente all'ex moglie e concesso in uso ai genitori di lei. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, considerandola un dovere coniugale. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che le esigenze abitative dei suoceri non rientrano nei 'bisogni della famiglia', configurando quindi un arricchimento senza causa per la moglie. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Mansioni superiori: diritto alla retribuzione
Un dipendente di un'azienda sanitaria ha svolto per anni mansioni superiori a quelle del suo inquadramento formale. La Corte di Cassazione ha stabilito il suo diritto a percepire le differenze retributive, chiarendo che tale diritto sussiste anche in caso di assegnazione di fatto, non formalizzata. La differenza economica va calcolata confrontando i trattamenti economici iniziali delle due categorie (quella di appartenenza e quella superiore), a prescindere dalla retribuzione effettivamente percepita dal lavoratore.
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Risoluzione contratto: costi a carico del venditore
La Corte d'Appello ha stabilito che, in caso di risoluzione del contratto di compravendita di un'auto per vizi occulti, il venditore è tenuto a rimborsare non solo il prezzo, ma anche le spese accessorie come quelle di deposito del veicolo. La sentenza chiarisce che la restituzione del bene da parte del compratore è un effetto automatico della risoluzione e non necessita di una domanda esplicita. Inoltre, ha riformato la decisione di primo grado, aumentando l'importo delle spese legali liquidate al di sotto dei minimi tariffari.
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Cessazione materia del contendere: la rinuncia del creditore
Una curatela fallimentare agiva contro un istituto di credito per recuperare una somma che la banca aveva incassato prima del fallimento, ma che poi, per errore, non aveva detratto dalla propria richiesta di insinuazione al passivo. La banca e la società cessionaria del credito, pur eccependo l'inammissibilità della domanda, hanno dichiarato in giudizio di accettare la riduzione del credito ammesso. Il Tribunale ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la rinuncia della banca a far valere il maggior credito avesse eliminato l'oggetto della disputa.
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