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Liste Di Mobilità

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sgravi contributivi: no se l’azienda resta la stessa
La Cassazione ha negato i sgravi contributivi a un'impresa che aveva assunto lavoratori licenziati da un'altra società, operando però con le stesse strutture e attrezzature. Il beneficio è escluso perché non c'è stato un reale incremento occupazionale, ma solo una continuità aziendale mascherata da un cambio di titolarità, eludendo la ratio della norma.
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Sgravio contributivo: quale norma si applica?
Un'azienda assume una lavoratrice part-time iscritta alle liste di mobilità e richiede lo sgravio contributivo previsto dalla L. 223/1991. L'ente previdenziale contesta, sostenendo l'applicazione di un beneficio minore. La Cassazione dà ragione all'azienda, chiarendo che l'incentivo alternativo richiede un'assunzione a tempo pieno, condizione non presente nel caso di specie. Pertanto, lo sgravio contributivo più favorevole era l'unico applicabile.
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Sgravi contributivi: basta l’iscrizione in mobilità
Un'impresa assumeva una lavoratrice iscritta nelle liste di mobilità, richiedendo i relativi sgravi contributivi previsti dalla Legge 223/1991. L'ente previdenziale negava il beneficio, sostenendo che dovesse applicarsi una norma meno favorevole poiché la lavoratrice percepiva l'indennità di disoccupazione e non quella di mobilità. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'impresa, stabilendo che per le assunzioni a tempo indeterminato perfezionate prima del 1° gennaio 2017, l'unico requisito necessario per accedere ai più vantaggiosi sgravi contributivi era la mera iscrizione del lavoratore nelle liste di mobilità, indipendentemente dal tipo di sussidio percepito.
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Sgravi contributivi: no a operazioni fittizie
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli sgravi contributivi per l'assunzione di lavoratori in mobilità non spettano se l'impresa che assume e quella che ha licenziato sono collegate o controllate da un unico centro decisionale. La natura giuridica non-profit dell'ente che assume è irrilevante se l'operazione mira a eludere la ratio della legge, che è incentivare un reale incremento occupazionale. La valutazione deve essere sostanziale e non meramente formale.
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