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Liquidazione

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377 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Recesso ex lege nelle società a partecipazione pubblica
La Corte di Cassazione chiarisce che il recesso ex lege delle pubbliche amministrazioni dalle società partecipate non necessarie avviene automaticamente. Se la partecipazione non viene alienata entro i termini di legge (31/12/2014), il rapporto sociale si scioglie senza necessità di delibera assembleare, liberando l'ente territoriale dagli obblighi contributivi per gli anni successivi.
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Patrocinio a spese dello Stato: limiti compensi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione del compenso per il Patrocinio a spese dello Stato, prevista dalla legge, non può mai portare la somma finale al di sotto dei minimi tariffari inderogabili. Nel caso di specie, un avvocato aveva contestato una liquidazione insufficiente che non teneva conto dei parametri forensi minimi e di attività difensive svolte in procedimenti riuniti.
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Liquidazione difensore d’ufficio e irreperibilità
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un legale che si era visto negare la liquidazione difensore d'ufficio per un assistito irreperibile. La Corte ha stabilito che, se l'imputato è irrintracciabile di fatto, l'avvocato non è tenuto a svolgere inutili procedure di recupero credito prima di chiedere il pagamento allo Stato.
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Liquidazione spese legali: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la corretta liquidazione spese legali, confermando che il giudice può applicare i minimi tariffari se giustificati dall'assenza di determinate fasi processuali. Il ricorso che non specifica analiticamente gli errori di calcolo o i parametri violati è inammissibile per difetto di specificità. Inoltre, chi vince la causa non può lamentare lesioni del diritto di difesa legate a modalità organizzative dell'udienza.
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Correzione errore materiale: rettifica spese legali
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale presentata da una cittadina contro un Ministero. Nel provvedimento originario, i compensi legali erano stati quantificati in soli 3,00 euro a causa di una svista materiale, anziché i 3.000,00 euro spettanti. La Corte ha riconosciuto l'evidenza dell'errore rispetto al valore della causa e ha disposto la rettifica del dispositivo.
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Compensi avvocato gratuito patrocinio: i minimi legali
Il Tribunale ha accolto l'opposizione di un legale riguardante i compensi avvocato gratuito patrocinio, annullando una precedente liquidazione inferiore ai minimi stabiliti dal DM 55/2014. La sentenza chiarisce che i protocolli locali non possono derogare alla legge e che la riduzione massima ammessa sui valori medi è del 50%.
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Liquidazione spese giudiziali: i minimi inderogabili
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino che contestava la liquidazione spese giudiziali effettuata dalla Corte d'Appello in misura inferiore ai minimi tariffari previsti dal D.M. 55/2014. La Suprema Corte ha stabilito che la determinazione globale e indistinta dei compensi, senza il rispetto degli scaglioni di valore e delle fasi processuali, rende illegittima la decisione, obbligando a una nuova valutazione che rispetti i parametri legali.
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Liquidazione compensi avvocato: i minimi tariffari
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Pescara che aveva liquidato i compensi di un avvocato per un importo inferiore ai minimi tariffari. Il caso riguarda la liquidazione compensi avvocato per l'attività di difensore d'ufficio. La Corte ha stabilito che il giudice di merito deve considerare tutte le attività difensive svolte e non può scendere al di sotto delle soglie minime previste dal tariffario forense, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Dimidiazione compenso gratuito patrocinio: sì al taglio
Un avvocato aveva ottenuto un compenso per l'assistenza a un cliente con gratuito patrocinio in un caso di espulsione. Il tribunale di merito aveva escluso la riduzione del 50% della parcella. Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la **dimidiazione compenso gratuito patrocinio**, prevista dall'art. 130 del D.P.R. 115/2002, è una regola generale che si applica anche nei casi di ammissione automatica ("ex lege") al beneficio, dimezzando di conseguenza l'importo liquidato.
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Compenso avvocato: i protocolli non possono derogare
Un'avvocatessa si è opposta alla liquidazione del suo compenso per un caso di patrocinio a spese dello Stato, ridotto a € 700 sulla base di un protocollo d'intesa locale, a fronte dei € 1.700 richiesti. La riduzione ignorava la fase istruttoria del processo penale, terminato per prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il compenso avvocato deve remunerare tutta l'attività svolta e che i protocolli d'intesa, di natura non vincolante, non possono prevalere sulle norme di legge che fissano i minimi tariffari, garantendo l'effettività della retribuzione.
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Liquidazione beni sequestrati: no alla sospensione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16141/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due società contro il diniego di sospensione di un provvedimento di liquidazione beni sequestrati nell'ambito di misure di prevenzione. La Corte ha chiarito che la legge non prevede la possibilità di sospendere l'esecuzione di tale ordine. Il ricorso è stato ritenuto infondato poiché confondeva un'impugnazione di merito con una mera istanza di sospensione, per la quale non esiste tutela specifica.
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Compenso professionale: come si calcola se l’incarico cessa?
Un professionista, membro di una commissione ministeriale, ha citato in giudizio l'Amministrazione per il pagamento del suo compenso a seguito della cessazione anticipata dell'incarico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il compenso professionale è dovuto solo per l'attività effettivamente svolta. La liquidazione deve essere proporzionale, utilizzando come parametro i decreti ministeriali esistenti, inquadrando il caso nell'ipotesi di recesso del committente dal contratto d'opera intellettuale. È stata respinta la richiesta di applicare una legge entrata in vigore dopo la fine del rapporto.
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Liquidazione spese legali: inderogabili i minimi
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella liquidazione spese legali i giudici non possono scendere al di sotto dei minimi tariffari previsti dal D.M. 55/2014, come modificato dal D.M. 37/2018. L'ordinanza chiarisce che il principio di inderogabilità si applica retroattivamente a tutti i procedimenti non ancora definiti. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva liquidato un importo inferiore, decidendo la causa e condannando l'ente di riscossione al pagamento delle spese corrette.
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Liquidazione spese legali: la Cassazione corregge il giudice
Una contribuente ha impugnato con successo una decisione che liquidava le spese legali in modo forfettario e al di sotto dei minimi di legge. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, ribadendo due principi fondamentali: la liquidazione spese legali deve essere distinta per ogni grado di giudizio e deve rispettare i parametri minimi. La Corte ha poi deciso la causa nel merito, ricalcolando essa stessa i compensi dovuti all'avvocato.
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Compenso avvocato: sotto i minimi è illegittimo
Un avvocato, dopo aver ottenuto un aumento del suo compenso per un'attività svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato, ha impugnato la decisione perché il tribunale aveva liquidato le spese del procedimento di opposizione al di sotto dei minimi tariffari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando il principio inderogabile secondo cui il compenso avvocato non può mai essere liquidato in misura inferiore ai parametri minimi previsti dalla legge, cassando la decisione e rideterminando l'importo corretto.
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Insolvenza società cancellata: la decisione della Corte
Una società in liquidazione, cancellata dal registro delle imprese con beni immobili ancora da vendere, è stata dichiarata fallita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che per l'insolvenza società cancellata non conta solo il valore teorico del patrimonio, ma la concreta impossibilità di soddisfare i creditori in tempi utili. La mancanza di un organo sociale che possa liquidare gli asset è un fattore decisivo che giustifica la dichiarazione di fallimento.
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Insolvenza società in liquidazione: il ruolo del credito
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di fallimento, stabilendo che per valutare l'insolvenza di una società in liquidazione è necessario considerare anche i controcrediti certi e di importo superiore ai debiti, pur se non ancora materialmente incassati al momento della dichiarazione. La sentenza impugnata aveva erroneamente ignorato un cospicuo credito della società, sorto il giorno prima della dichiarazione di fallimento, che da solo era sufficiente a compensare il debito e a escludere lo stato di insolvenza.
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Patto di famiglia: la tassazione delle liquidazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19627/2024, chiarisce il regime fiscale delle liquidazioni ai legittimari non assegnatari in un patto di famiglia. La somma versata dal figlio beneficiario alla sorella è considerata, ai fini fiscali, una donazione proveniente dal padre disponente. Di conseguenza, si applicano l'aliquota e la franchigia previste per il rapporto genitore-figlio, non quelle tra fratelli, correggendo l'approccio dell'Agenzia delle Entrate.
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Compenso avvocato: l’obbligo di motivazione del giudice
Un'importante ordinanza della Cassazione stabilisce che il giudice deve sempre motivare la decisione sul compenso avvocato, specialmente riguardo al diniego della maggiorazione per l'assistenza a più parti. La Corte ha accolto il ricorso di un legale, annullando la decisione del tribunale per omessa pronuncia sul valore della causa e per assenza di motivazione, riaffermando principi essenziali a tutela della professione forense.
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Compenso avvocato gratuito patrocinio: i criteri
Un avvocato, ammesso al patrocinio a spese dello Stato, si opponeva alla liquidazione del proprio compenso, ritenuto troppo basso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29001/2024, ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale per il calcolo del compenso avvocato gratuito patrocinio. La liquidazione non può basarsi su criteri arbitrari, come una frazione delle spese liquidate nel giudizio principale, ma deve inderogabilmente seguire i parametri delle tariffe professionali (D.M. 55/2014), come previsto dall'art. 82 del Testo Unico Spese di Giustizia. La Corte ha quindi cassato il provvedimento e rinviato la causa al Tribunale per una nuova e corretta quantificazione.
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