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Liquidazione Coatta

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una procedura concorsuale amministrativa che determina la cessazione dell'attività di un ente e la liquidazione del suo patrimonio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tassazione previdenza complementare: negato il rimborso IRPEF
Un ex dipendente bancario, iscritto a un fondo di previdenza complementare poi posto in liquidazione, riceveva un pagamento in capitale unico ("zainetto") in sostituzione della pensione mensile. Il contribuente chiedeva il rimborso IRPEF sostenendo che la ritenuta fiscale applicata dal fondo fosse errata, in quanto calcolata sull'intero capitale senza dedurre i contributi da lui versati. A seguito del silenzio-rifiuto dell'amministrazione finanziaria, nasceva il contenzioso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, stabilendo che la tassazione previdenza complementare per lo "zainetto" colpisce l'intero importo erogato. Non è possibile dedurre i contributi volontari versati dal dipendente, poiché solo i contributi obbligatori per legge sono esclusi dalla base imponibile. Vince l'Agenzia delle Entrate.
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Giusta causa licenziamento dirigente: i nuovi criteri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione adottato nei confronti di un Direttore Generale bancario. Il cuore della controversia riguarda la giusta causa licenziamento dirigente in un contesto di amministrazione straordinaria e successiva liquidazione coatta amministrativa. La Suprema Corte ha ribadito che per le figure apicali il vincolo fiduciario è più stretto e il rigore valutativo maggiore. Inoltre, è stata esclusa la tardività della contestazione disciplinare, poiché il tempo impiegato per le indagini ispettive è stato ritenuto congruo rispetto alla complessità degli addebiti e alla struttura dell'impresa.
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Stato passivo: rigetto per crediti non provati
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'opposizione allo stato passivo presentata da un gruppo di lavoratori contro un ente in liquidazione coatta amministrativa. I ricorrenti rivendicavano differenze retributive e premi incentivanti, ma la domanda è stata dichiarata inammissibile. La decisione si fonda sulla mancata specificazione delle singole voci di credito e sull'esistenza di un precedente giudicato amministrativo che aveva già negato tali spettanze. La Corte ha ribadito che la genericità delle allegazioni e il contrasto con decisioni definitive precedenti precludono l'accoglimento delle pretese creditorie.
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Mansioni superiori: i limiti dell’inquadramento
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di una lavoratrice volta al riconoscimento di mansioni superiori e alle relative differenze retributive. La ricorrente, inquadrata come autista, sosteneva di aver svolto attività riconducibili a un'area superiore del contratto collettivo. I giudici hanno stabilito che le attività di mero supporto tecnico e materiale, prive di autonomia decisionale e responsabilità diretta sui risultati, non giustificano il passaggio di livello. Il cuore della decisione risiede nel corretto svolgimento del giudizio trifasico, che ha escluso la riconducibilità delle mansioni di soccorso coordinate da medici all'area professionale superiore richiesta.
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Trasferimento d’azienda: tutele per i dipendenti bancari
La Corte di Cassazione ha stabilito che il passaggio di attività tra due istituti bancari configura un Trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., anche se la banca cedente è in liquidazione coatta amministrativa e priva di autorizzazione all'esercizio del credito. La decisione chiarisce che l'autorizzazione amministrativa non è un elemento costitutivo dell'azienda. Di conseguenza, gli accordi individuali di rinuncia sottoscritti dai lavoratori sono nulli poiché violano norme imperative poste a tutela della continuità del rapporto di lavoro.
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Mansioni superiori: la guida al giudizio trifasico
Un lavoratore, inquadrato come autista soccorritore, ha impugnato il rigetto della sua domanda di ammissione al passivo per differenze retributive derivanti dallo svolgimento di mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che il giudice di merito non ha correttamente applicato il giudizio trifasico. Tale analisi è indispensabile per confrontare le attività effettivamente prestate con le declaratorie dei contratti collettivi nazionali e integrativi applicabili nel tempo. La sentenza ribadisce che, nel pubblico impiego contrattualizzato, lo svolgimento di mansioni superiori garantisce il diritto al trattamento economico corrispondente, anche se non comporta l'avanzamento automatico di carriera.
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Stato passivo: inammissibile l’opposizione al progetto
Una società creditrice ha proposto opposizione contro il progetto di stato passivo di un ente in liquidazione coatta amministrativa. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché l'impugnazione era rivolta a un atto preparatorio e non allo stato passivo definitivo. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, ribadendo che l'interesse ad agire sorge solo nei confronti dell'elenco dei crediti esecutivo, unico atto capace di produrre effetti lesivi per il creditore.
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Stato passivo: prova crediti manutenzione in LCA
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione dallo stato passivo di un credito vantato da una società per lavori di manutenzione su immobili di una cooperativa in liquidazione coatta amministrativa. Nonostante la Corte abbia precisato che in tale procedura è possibile emendare la domanda in sede di opposizione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La ricorrente non ha fornito prova dell'opponibilità del titolo di detenzione né dell'autorizzazione del liquidatore per l'esecuzione dei lavori, rendendo il credito non azionabile verso la procedura.
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Liquidazione Coatta: azioni inammissibili in tribunale
Un investitore ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità di un contratto di acquisto di azioni stipulato con una banca, successivamente posta in liquidazione coatta amministrativa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che qualsiasi azione contro un istituto in tale procedura, anche se di mero accertamento, è inammissibile in sede ordinaria. Tali pretese devono essere fatte valere esclusivamente all'interno della procedura concorsuale, tramite istanza al commissario liquidatore, a causa della cosiddetta "vis atractiva" della procedura stessa.
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