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Lieve Entità Spaccio

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lieve entità spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato i confini della lieve entità spaccio in un caso di detenzione di cocaina. La decisione chiarisce che il possesso di strumenti professionali e l'elevata purezza della sostanza impediscono la qualificazione del reato come di minore gravità, confermando condanne severe.
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Lieve entità spaccio: quando la Cassazione la esclude
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34205/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità spaccio. Nonostante le quantità di droga non fossero ingenti, la Corte ha ritenuto decisivo il ruolo attivo del soggetto, il suo pieno inserimento in una rete di distribuzione e la sua conoscenza dei meccanismi del traffico illecito. La decisione sottolinea che la valutazione non può limitarsi al solo dato quantitativo, ma deve considerare l'intera condotta e il contesto criminale.
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Spaccio lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, il quale richiedeva la qualificazione del reato come 'lieve entità spaccio'. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'ingente quantitativo di stupefacenti (oltre 2.200 dosi ricavabili), la diversità delle sostanze, le modalità di occultamento e la disponibilità di materiale per il confezionamento indicavano un'attività di spaccio su larga scala e con carattere di professionalità, elementi incompatibili con l'ipotesi della lieve entità.
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Lieve entità spaccio: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina, confermando l'esclusione della fattispecie di lieve entità spaccio. La decisione si fonda su elementi oggettivi quali l'ingente quantitativo (52 grammi), l'elevato principio attivo (48%) e il considerevole numero di dosi ricavabili (169), ritenuti indicatori di una offensività non minima e incompatibili con la qualificazione del reato come di lieve entità.
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Lieve entità spaccio: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si ribadisce che per la configurazione della lieve entità spaccio è necessaria una valutazione globale di tutti gli elementi (quantità, qualità, mezzi, modalità), e la presenza di professionalità nell'attività è sufficiente a escludere tale ipotesi meno grave.
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Lieve entità spaccio esclusa per 250g di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità spaccio è stata respinta a causa del notevole quantitativo di droga (249,5 grammi), considerato un indice di professionalità e di un'attività di cessione continua, incompatibile con la minima offensività richiesta dalla norma. La decisione è stata rafforzata dai precedenti penali dell'imputato.
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Lieve entità spaccio: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità spaccio è stata respinta a causa della quantità e varietà della droga, delle modalità dell'azione e dei precedenti penali specifici del ricorrente, confermando che anche un solo elemento negativo può escludere l'attenuante.
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Lieve entità spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità spaccio. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che elementi come la reiterazione delle condotte, la quantità di dosi, la stabilità delle forniture e l'entità dei guadagni escludono la possibilità di qualificare il reato come di minore gravità, richiedendo una valutazione complessiva di tutti gli indici sintomatici.
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Lieve entità spaccio: no se ci sono precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto con numerosi precedenti penali, condannato per detenzione a fini di spaccio di un quantitativo di hashish corrispondente a 1264 dosi. L'ipotesi di lieve entità spaccio è stata esclusa a causa dell'ingente quantitativo, dell'ampio raggio d'azione dell'attività illecita e della vasta clientela, elementi che delineano un'operatività criminale non trascurabile.
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Lieve entità spaccio: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per spaccio di stupefacenti, escludendo l'ipotesi di lieve entità. La decisione si basa sulla significativa quantità di cocaina ed eroina detenuta (per un totale di 446 dosi) e sul possesso di una considerevole somma di denaro, ritenuta provento dell'attività illecita. Questi elementi, secondo i giudici, delineano un'attività di spaccio non occasionale, incompatibile con l'attenuante della lieve entità spaccio, portando alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
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Lieve entità spaccio: no se c’è pervicacia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha escluso l'ipotesi di lieve entità spaccio a causa della notevole quantità e varietà della droga, della somma di denaro rinvenuta e della pervicacia dell'imputato, che continuava a spacciare nonostante fosse agli arresti domiciliari per reati simili. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità spaccio: la decisione della Cassazione
La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando una condanna per detenzione di cocaina. La Corte ha stabilito che la fattispecie di lieve entità spaccio non era applicabile a causa della notevole quantità di droga (79 grammi, 240 dosi), del suo confezionamento in dosi pronte per la vendita e di altre circostanze indizianti. La decisione ribadisce che anche un solo indicatore negativo significativo è sufficiente per escludere l'ipotesi del reato minore.
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