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Lex Specialis

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146 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Perdita di chance: risarcimento e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7611/2024, ha chiarito i principi relativi al risarcimento del danno per perdita di chance di un dipendente in seguito a una procedura di selezione interna (interpello) viziata. Il caso riguarda un funzionario che si era visto illegittimamente escluso dalla valutazione per un incarico dirigenziale temporaneo. La Corte ha cassato per la seconda volta la decisione della Corte d'Appello, ribadendo che il giudice del rinvio è vincolato ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione e non può rimettere in discussione l'illegittimità della procedura già accertata. Inoltre, ha specificato che il lavoratore che lamenta una perdita di chance deve fornire elementi, anche presuntivi, per dimostrare la probabilità che avrebbe avuto di ottenere il risultato sperato, senza che gli si possa addossare l'onere di provare l'esito certo della comparazione con altri candidati.
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CCNL cambio appalto: quale contratto si applica?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7363/2024, ha stabilito che in un cambio appalto per servizi socio-sanitari, il contratto collettivo da applicare deve essere individuato sulla base della natura specifica delle mansioni descritte nel capitolato d'appalto. Nel caso specifico, il CCNL UNEBA è stato ritenuto più aderente rispetto al generico CCNL Multiservizi. La Corte ha valorizzato la clausola sociale del capitolato come fonte di un'obbligazione diretta a favore dei lavoratori, cassando la decisione di merito che aveva lasciato all'impresa la libertà di scegliere il contratto collettivo. Questa sentenza rafforza la tutela dei lavoratori nel contesto del CCNL cambio appalto.
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Assegno ad personam: cosa include dopo un passaggio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di passaggio di personale da un ente soppresso a un Ministero, l'assegno ad personam garantisce solo le componenti retributive fisse e continuative. L'anzianità di servizio pregressa non è un diritto assoluto per la progressione di carriera nel nuovo ente. Sono state respinte le richieste dei lavoratori di includere nell'assegno premi di produttività, versamenti a fondi pensione e assicurazioni, in quanto non aventi carattere di fissità e continuità.
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Spettacolo viaggiante: obblighi contributivi INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli esercenti di attività di spettacolo viaggiante, come i proprietari di giostre e attrazioni nei luna park, sono obbligati a iscriversi alla Gestione Commercianti dell'INPS. La sentenza ha annullato le decisioni dei giudici di merito che avevano escluso tale obbligo qualificando l'attività come 'industriale'. La Suprema Corte ha chiarito che la normativa speciale per lo spettacolo viaggiante (Legge n. 337/1968) prevale sulla classificazione generale, imponendo l'iscrizione e il versamento dei relativi contributi.
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Idoneità candidato: non basta il requisito formale
Una dipendente pubblica, unica candidata a una posizione organizzativa, viene scartata per inidoneità nonostante possedesse l'unico requisito formale richiesto dal bando. La Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che la Pubblica Amministrazione ha il potere-dovere di valutare la concreta idoneità del candidato e la sua capacità professionale, anche oltre i requisiti formali del bando, in base alla normativa e alla contrattazione collettiva.
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Cambio di appalto: il CCNL del capitolato vincola
In un caso di cambio di appalto per servizi ospedalieri, un lavoratore ha richiesto il pagamento di differenze retributive basate sull'applicazione del CCNL previsto nel capitolato. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che le clausole del capitolato d'appalto, agendo come 'lex specialis', sono vincolanti per l'impresa subentrante. Di conseguenza, la nuova azienda era obbligata ad applicare il contratto collettivo specifico per i servizi socio-sanitari indicato nel bando, e non un CCNL generico meno favorevole, annullando così la decisione della Corte d'Appello.
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Cambio di appalto: il CCNL del capitolato è vincolante
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30621/2024, ha stabilito che in un cambio di appalto, il contratto collettivo (CCNL) specificato nel capitolato speciale è vincolante per l'impresa subentrante. La Corte ha accolto il ricorso di una lavoratrice a cui era stato applicato un CCNL diverso e meno favorevole rispetto a quello previsto dalla gara. Secondo i giudici, le clausole del capitolato costituiscono 'lex specialis' e non possono essere derogate da successivi accordi aziendali, garantendo così la tutela economica integrale dei lavoratori.
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Inadempimento contrattuale P.A.: il caso del Comune
Un'azienda di trasporti vince un appalto ma il gestore uscente non le consegna i mezzi. La Cassazione interviene sull'inadempimento contrattuale P.A., cassando la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità del Comune per il ritardo nell'attivarsi, giudicando la motivazione contraddittoria.
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Pubblicità vendite pubbliche: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32014/2024, ha stabilito che le nuove norme sulla pubblicità vendite pubbliche non si applicano automaticamente alle procedure esecutive già in corso. Se un'ordinanza di vendita è stata emessa prima delle nuove leggi, le vecchie regole restano valide a meno che il giudice non le modifichi esplicitamente. Nel caso specifico, un decreto di trasferimento è stato annullato in primo grado per il mancato rispetto di un termine pubblicitario introdotto da una nuova legge, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'ordinanza di vendita originaria, quale 'lex specialis', continuava a regolare la procedura.
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Assunzione concorso pubblico: il bando può prevalere
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico per un ruolo dirigenziale nel 2005, non è mai stato assunto. Dopo anni di contenzioso, la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La decisione si fonda su due principi chiave: il bando di concorso è 'lex specialis' e una sua clausola subordinava l'assunzione concorso pubblico a vincoli finanziari; inoltre, la graduatoria era ormai scaduta e il ricorso del lavoratore non ha contestato efficacemente tutte le motivazioni della corte inferiore.
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Premio accelerazione appalti: il limite del 10%
Una stazione appaltante aveva corrisposto a un'impresa un premio per la conclusione anticipata dei lavori, calcolandolo nel rispetto del limite legale del 10% del valore del contratto. L'impresa aveva però richiesto un importo maggiore previsto da una diversa clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che qualsiasi forma di premio di accelerazione, indipendentemente dalla sua denominazione o dalle condizioni specifiche, è soggetta al tetto massimo inderogabile del 10%. Pertanto, la richiesta dell'impresa è stata respinta, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Premio speciale INAIL: la regola speciale prevale
Una cooperativa di facchini ha contestato la richiesta dell'INAIL di calcolare i premi assicurativi sulla base delle retribuzioni effettive, anziché secondo il sistema forfettario del 'premio speciale INAIL' storicamente applicato. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla cooperativa, affermando che la normativa speciale che istituisce questo premio non viene superata da leggi generali successive in materia di retribuzione imponibile. La Corte ha chiarito che il sistema speciale può essere modificato solo da un apposito decreto ministeriale, confermando il principio 'lex specialis derogat legi generali'.
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Premio speciale unitario: calcolo e normativa
Una società cooperativa ha contestato la richiesta di un ente assicurativo di ricalcolare il premio speciale unitario in base alla retribuzione effettiva, a seguito di una riforma legislativa. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32222/2024, ha accolto il ricorso della cooperativa. Ha stabilito che la disciplina del premio speciale unitario, basata su criteri forfettari, costituisce una norma speciale (lex specialis) che non può essere considerata implicitamente abrogata da una legge successiva di carattere generale sull'imponibile contributivo. Pertanto, il metodo di calcolo originario resta valido fino a una modifica esplicita tramite apposito decreto ministeriale.
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Elezione di domicilio: obbligo anche per i minori?
Un minore sottoposto alla misura della "permanenza in casa" si vede dichiarare inammissibile l'appello per non aver depositato la dichiarazione di elezione di domicilio. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44829/2024, ha confermato la decisione, chiarendo che l'obbligo di elezione di domicilio previsto dall'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen. si applica anche a chi è agli arresti domiciliari, a differenza di chi è detenuto in un istituto penitenziario.
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Confisca armi caccia: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di un fucile da caccia disposta da un giudice di merito. Il reato venatorio era stato estinto tramite oblazione, che non costituisce una sentenza di condanna. La sentenza chiarisce che la confisca armi caccia è regolata esclusivamente dalla legge speciale n. 157/1992, che la permette solo per reati specifici e a seguito di una condanna, escludendo l'applicazione di norme generali.
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Diploma magistrale: non basta per la stabilizzazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10025/2025, ha stabilito che il possesso del solo diploma magistrale, seppur abilitante all'insegnamento, non è un titolo sufficiente per ottenere la stabilizzazione lavorativa nei ruoli della scuola materna comunale. Per accedere alla procedura di assunzione a tempo indeterminato, è necessario aver superato un concorso specifico o possedere un titolo abilitante diverso, come la laurea in scienze della formazione, conformemente a quanto previsto dal bando di stabilizzazione.
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Incarichi dirigenziali: le regole per la selezione
Un dirigente scolastico si oppone alla sua esclusione da una selezione per un incarico amministrativo. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando la netta distinzione tra i ruoli e la legittimità della scelta dell'amministrazione basata sull'esperienza specifica del candidato vincitore. La sentenza definisce i criteri di accesso ai diversi tipi di incarichi dirigenziali, sottolineando la discrezionalità della P.A. nelle procedure comparative.
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Iscrizione albo RTI: obbligo solo per attività principali
La Corte di Cassazione ha chiarito che, nell'ambito di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) aggiudicatario di un servizio di accertamento e riscossione tributi, l'obbligo di iscrizione all'albo ministeriale riguarda solo le società che svolgono le attività principali. Le imprese con compiti meramente secondari o di supporto sono esenti da tale requisito. La Corte ha analizzato la distinzione tra attività principali e secondarie, ritenendo legittima la previsione della lex specialis di gara che limitava l'obbligo di iscrizione. La sentenza ha però accolto il ricorso riguardo le sanzioni, che erano state calcolate su due annualità, una delle quali poi decaduta, ordinando un ricalcolo basato sulla sola annualità residua.
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RTI e Riscossione Tributi: obbligo di iscrizione
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti emesso da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), sostenendo che una delle società del gruppo non era iscritta all'albo ministeriale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che nell'ambito della riscossione tributi, l'obbligo di iscrizione vale solo per le imprese che svolgono le attività principali di accertamento e riscossione, e non per quelle che forniscono servizi secondari e di supporto.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
Una stazione appaltante aveva risolto un contratto con un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) perché una delle società non possedeva un'autorizzazione tecnica. Le società hanno contestato la decisione, sostenendo di aver ottenuto l'autorizzazione tramite silenzio-assenso o che il ritardo non fosse loro imputabile. La Corte d'Appello ha ignorato questi argomenti. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per omessa pronuncia, rinviando il caso a un nuovo esame che dovrà obbligatoriamente valutare tali questioni decisive.
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