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Lex Specialis

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146 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Diritto all’assunzione del vincitore: P.A. nega, Cassazione conferma
La Cassazione ha affermato il diritto all'assunzione del vincitore di concorso pubblico anche se l'ente adduce una successiva mancanza di fondi. Una volta approvata la graduatoria, l'Amministrazione ha l'obbligo di assumere e non può aggiungere condizioni non previste nel bando originale. L'inerzia dell'ente nel reperire i fondi viola il principio di buona fede. Tuttavia, la Corte ha specificato che dal risarcimento del danno per la mancata assunzione deve essere detratto quanto eventualmente percepito dal lavoratore con un altro impiego nello stesso periodo (cosiddetto 'aliunde perceptum'). La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per ricalcolare il danno.
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Errore nel PEF: il Giudice corregge, non è eccesso di potere
Un'azienda esclusa da una gara per il trasporto pubblico ha contestato l'aggiudicazione a un concorrente, sostenendo un errore di calcolo nel suo Piano Economico Finanziario. Il Giudice Amministrativo d'Appello, tramite una verifica tecnica, ha ricalcolato l'indice finanziario, confermando la validità dell'offerta. L'azienda esclusa ha quindi fatto ricorso in Cassazione per **eccesso di potere giurisdizionale**, accusando il giudice di essersi sostituito alla Stazione Appaltante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il giudice ha agito correttamente. La 'verificazione' e il conseguente ricalcolo rientrano nei poteri del giudice per accertare la legittimità dell'atto amministrativo e non costituiscono un'indebita invasione delle competenze della Pubblica Amministrazione. L'aggiudicazione è quindi definitiva.
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Prospetto Incompleto: la Responsabilità Amministratore Banca
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione di 150.000 euro inflitta dalla Consob a un ex Direttore Generale di una banca. La sanzione era dovuta all'omissione di informazioni cruciali nei prospetti informativi di due aumenti di capitale. In particolare, mancavano dettagli sul prezzo delle azioni e sulla concessione di finanziamenti per l'acquisto delle azioni stesse. La sentenza stabilisce la piena responsabilità dell'amministratore della banca, chiarendo che il suo ruolo centrale impone un dovere specifico di garantire la massima trasparenza verso gli investitori, dovere che non può essere eluso. La Corte ha ritenuto che l'amministratore abbia agito con piena consapevolezza, confermando la sua colpevolezza.
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Doppia Deduzione Costi: il Fisco Perde, la Cassazione la Ammette
Una società, nata dalla trasformazione di un'azienda comunale, si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate la deduzione sia dell'ammortamento per un diritto di concessione sia del canone annuo pagato al Comune. L'amministrazione finanziaria riteneva si trattasse di una illegittima doppia deduzione costi. La Corte di Cassazione ha però dato ragione alla società, stabilendo un principio importante: i due oneri sono compatibili perché hanno funzioni diverse. L'ammortamento recupera il costo dell'investimento iniziale, mentre il canone remunera l'uso corrente dei beni. Non essendoci duplicazione, entrambe le deduzioni sono legittime e l'avviso di accertamento è stato annullato.
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Modifica bando di selezione: prova extra illegittima, azienda perde
Un'azienda, dopo aver concluso una selezione per operatori ecologici, sottopone i candidati idonei a un colloquio psicologico non previsto dal bando originale. I candidati non superano la prova e non vengono assunti. La Corte di Cassazione stabilisce che la **modifica unilaterale del bando di selezione** è illegittima. Il bando è un'offerta al pubblico e le sue regole sono vincolanti e non possono essere cambiate in corso d'opera. La Corte dà quindi ragione ai lavoratori, confermando il loro diritto all'assunzione o al risarcimento del danno.
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Danni da fauna selvatica: chi paga tra Regione e Parco?
Un automobilista ha citato una Regione per ottenere il risarcimento dei danni causati dall'impatto con un capriolo. Sebbene il Giudice di Pace avesse accolto la domanda, il Tribunale ha ribaltato la decisione individuando nell'Ente Parco Nazionale il soggetto responsabile, poiché il sinistro era avvenuto all'interno di un'area protetta. La Cassazione ha confermato questo orientamento, stabilendo che per i danni da fauna selvatica occorsi in parchi nazionali la legittimazione passiva spetta esclusivamente all'Ente Parco. La Corte ha inoltre chiarito che il deposito telematico si perfeziona con la ricevuta di avvenuta consegna, salvaguardando il ricorso del danneggiato inizialmente considerato tardivo.
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Offerta al pubblico: bando di concorso non modificabile
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della modifica dei criteri di selezione in un concorso indetto da una società partecipata. Il bando di concorso, configurandosi come offerta al pubblico, non può essere integrato o modificato dopo l'inizio della procedura. Nel caso di specie, l'inserimento tardivo di un test psicoattitudinale con criteri di valutazione illogici ha portato all'annullamento della graduatoria e all'ordine di assunzione del candidato originariamente idoneo.
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Condanna alle spese dell’amministratore: colpa vs mala fede
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale di una società su istanza di un creditore. La società ha proposto reclamo contestando il superamento della soglia di 30.000 euro di debiti scaduti e lo stato di insolvenza. La Corte d'Appello ha rigettato l'impugnazione, disponendo la condanna alle spese dell'amministratore in solido con l'azienda per presunta colpa. La Cassazione ha confermato l'insolvenza, precisando che le istanze di rateazione fiscale non escludono il debito dal computo. Tuttavia, ha accolto il ricorso del legale rappresentante. In ambito concorsuale, la condanna alle spese dell'amministratore richiede rigorosamente l'accertamento della mala fede, prevalendo la norma speciale sulla disciplina generale. Esclusa la mala fede, la sanzione personale è stata annullata.
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Riscatto alloggio popolare: quando lo sconto annulla l’acquisto
Un inquilino ha tentato di esercitare il diritto di riscatto alloggio popolare previsto dalla Legge 560/1993. Tuttavia, invece di accettare incondizionatamente l'offerta dell'ente proprietario, ha richiesto una revisione del prezzo e l'inclusione di una pertinenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale condotta non costituisce un'accettazione valida, ma una controproposta che non vincola l'amministrazione. Di conseguenza, il contratto di compravendita non si è mai perfezionato. Parallelamente, è stata confermata la risoluzione del contratto di locazione per morosità, poiché il conduttore non ha pagato i canoni, pretendendo erroneamente di compensarli con spese anticipate per il riscaldamento centralizzato senza la prova dell'urgenza richiesta dalla legge.
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Interpretazione del bando: i titoli nei concorsi
Una dipendente pubblica ha contestato il mancato riconoscimento di un punteggio per un titolo di studio in un concorso interno. La Corte di Cassazione ha confermato che l'interpretazione del bando deve seguire i criteri di correttezza e buona fede, valorizzando le comunicazioni esterne dell'amministrazione ai sindacati. Poiché il bando usava termini generici, il titolo ottenuto presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione è stato ritenuto valido. Il ricorso dell'ente è stato dichiarato inammissibile perché basato su una mera contrapposizione interpretativa.
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Rateizzazione prezzo asta: le regole della Cassazione
Una società di costruzioni, aggiudicataria di lotti mobiliari in una procedura fallimentare, ha impugnato il diniego alla rateizzazione prezzo asta e la successiva decadenza dall'aggiudicazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che il Giudice Delegato possiede il potere di autorizzare il pagamento rateale per giustificati motivi, anche se tale facoltà non è prevista dal bando di gara. Tuttavia, nel caso specifico, il ricorso è stato rigettato poiché la società non ha fornito prove sufficienti e specifiche dei motivi che avrebbero giustificato la dilazione. La Corte ha inoltre confermato che, in caso di cause riunite, la liquidazione delle spese legali può avvenire per ogni singolo giudizio.
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Elezione di domicilio: regole per imputati detenuti
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di elezione di domicilio introdotto dalla Riforma Cartabia per la presentazione dell'appello non si applica agli imputati detenuti. Nel caso analizzato, la Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto in carcere proprio per la mancanza di tale adempimento. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, evidenziando come per i detenuti resti valida la regola della notifica presso il luogo di detenzione, rendendo l'elezione di domicilio un onere superfluo e irragionevole.
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Eccesso di giurisdizione e appalti pubblici
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha affrontato il tema dell'eccesso di giurisdizione in relazione a una gara d'appalto per servizi tecnologici in ambito sanitario. Una società esclusa aveva ottenuto dal Consiglio di Stato l'annullamento della gara per il mancato inserimento dei criteri ambientali minimi (CAM). La società aggiudicataria ha impugnato tale decisione, sostenendo che il giudice amministrativo avesse creato una forma di giurisdizione oggettiva non prevista dalla legge. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione sulla sussistenza dell'interesse a ricorrere rientra nei limiti interni della giurisdizione amministrativa e non è sindacabile in sede di legittimità.
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Muro comune: limiti di profondità per le nicchie
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti di utilizzo del muro comune tra proprietà confinanti. Un comproprietario aveva realizzato nicchie oltre la metà dello spessore della muratura. La Corte ha stabilito che l'art. 884 c.c. prevale sulle regole generali, impedendo scavi che superino la linea mediana per tutelare il pari diritto dell'altro proprietario.
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Circolazione NCC: via libera in ZTL senza permessi?
Una società di noleggio con conducente (NCC) ha contestato delle multe per l'accesso a una Zona a Traffico Limitato (ZTL). La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la normativa vigente nel 2018, non era richiesta una comunicazione preventiva a livello nazionale per la circolazione NCC in altri comuni. Tuttavia, ha chiarito che i comuni mantengono il potere di regolamentare l'accesso. La sentenza precedente è stata annullata perché il giudice non ha verificato l'esistenza e il contenuto del regolamento comunale, un passaggio fondamentale per decidere sulla legittimità delle sanzioni.
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Pubblicità della vendita: l’asta è nulla se incompleta
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di trasferimento immobiliare a causa di vizi nella pubblicità della vendita. La Corte ha stabilito che tutte le forme di pubblicità disposte dal giudice, anche quelle aggiuntive rispetto a quelle obbligatorie per legge, costituiscono la 'lex specialis' della procedura. La loro mancata o incompleta osservanza, come l'omessa pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche e la pubblicazione parziale della perizia su un sito internet, determina l'invalidità dell'aggiudicazione e degli atti successivi, a tutela della trasparenza e della parità tra i potenziali acquirenti.
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Assegno ad personam: quali voci nel calcolo?
Un gruppo di dipendenti, trasferiti da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha contestato il calcolo del proprio assegno ad personam, chiedendo l'inclusione di varie voci retributive. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che, in base alla normativa speciale applicabile, solo le componenti fisse e continuative della retribuzione concorrono a formare l'assegno, escludendo premi di produttività, contributi previdenziali e fringe benefit.
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Bando di concorso: modifica regole e assunzione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo l'illegittimità di una prova aggiuntiva introdotta da un'azienda dopo la conclusione di una selezione basata su un bando di concorso. Il candidato, risultato idoneo secondo le regole originali ma escluso a seguito del test extra, ha diritto all'assunzione. La Corte ha chiarito che il bando di concorso costituisce un'offerta al pubblico vincolante, le cui regole non possono essere modificate unilateralmente in violazione del principio di buona fede.
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Modifica bando di concorso: illegittima la prova extra
Un candidato, superate le prove di una selezione pubblica, viene escluso a seguito di un 'test motivazionale' non previsto dal bando originale. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale modifica bando di concorso, stabilendo che l'avviso di selezione è vincolante (lex specialis) e non può essere alterato in corso d'opera, violando i principi di buona fede. La Corte ha quindi disposto l'assunzione del lavoratore.
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Revoca vendita fallimentare: i limiti del giudice
Un immobile viene aggiudicato in un'asta fallimentare. Successivamente, il Giudice Delegato revoca la vendita per un vizio nel periodo di pubblicità. La Corte di Cassazione annulla la revoca, stabilendo che, a seguito delle riforme, il giudice non può procedere d'ufficio alla revoca vendita fallimentare, ma solo su istanza di parte. La decisione rafforza la stabilità e la certezza giuridica per gli acquirenti nelle aste.
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