LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Legittima

23 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In diritto con il termine successione legittima (Lat. Successio ab intestat. Lo) si fa riferimento alla successione che ha luogo quando il defunto (o de cuius) non abbia provveduto a redigere testamento, ovvero, pur avendo redatto il testamento, questo è nullo o annullato ovvero dispone solo per una parte dei beni ovvero solo legati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Impugnazione Sentenza Non Definitiva: Cassazione Rifiuta Ricorso
Un erede ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che aveva revocato una precedente decisione, dichiarando simulate alcune vendite del padre a un altro erede e disponendo il reinserimento dei beni nell'asse ereditario per la collazione. La Corte d'Appello aveva rimesso la causa in istruttoria per determinare il valore dell'asse e formare un nuovo progetto divisionale, qualificando la propria decisione come "non definitiva". La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che una sentenza non definitiva, che non chiude il processo e rinvia la decisione sulle spese, non può essere impugnata immediatamente. Questo principio sull'impugnazione sentenza non definitiva mira a evitare ricorsi prematuri.
Continua »
Ricorso per Cassazione Inammissibile: Errore di Forma Blocca l’Erede
Un erede (il Fratello) ha avviato un'azione legale per tutelare la sua quota di legittima sull'eredità del padre, chiedendo la divisione dei beni e la riduzione delle donazioni fatte alla sorella. La Corte d'Appello ha emesso una sentenza non definitiva. La Sorella ha proposto un Ricorso per Cassazione inammissibile contro questa sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due motivi principali: è stato presentato oltre il termine di sessanta giorni dalla notifica della sentenza d'appello e la ricorrente aveva espresso riserva di ricorso, rendendo l'impugnazione immediata non consentita. La Corte ha anche rilevato che le questioni sollevate non erano definitive.
Continua »
Cancellazione della trascrizione: la fine della lite tra madre e figlia
Una figlia avvia una causa di riduzione per lesione di legittima contro la madre. Durante il giudizio di Cassazione, la madre muore e la figlia eredita i suoi beni, determinando la cessazione della materia del contendere. La figlia richiede quindi la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale originariamente registrata sull'immobile. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, ma accoglie la richiesta di cancellazione della trascrizione. La Corte stabilisce che il giudice di legittimità può ordinare tale adempimento quando la richiesta proviene dalla stessa parte che aveva eseguito la trascrizione, equiparando la fattispecie all'estinzione del processo per rinuncia.
Continua »
Collazione per imputazione: stima alla morte, non alla divisione
Una complessa vicenda ereditaria vede contrapposti i coeredi per la divisione del patrimonio di una madre defunta. Quest'ultima aveva disposto dei beni per testamento, avvantaggiando una figlia, già beneficiaria di una donazione immobiliare. L'erede della figlia impugna la decisione d'appello contestando il calcolo della divisione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la collazione per imputazione dell'immobile donato deve avvenire stimando il bene al valore che aveva al momento dell'apertura della successione (morte della donante) e non al momento della divisione. Inoltre, la Corte chiarisce che le spese per la conservazione dei beni comuni, sostenute dopo la morte della testatrice, costituiscono debiti della comunione ereditaria e vanno tenute distinte dalle disposizioni testamentarie. La sentenza viene cassata con rinvio.
Continua »
Azione Revocatoria Rinuncia Eredità: Debito vs Diritto di Non Volere
La Cassazione affronta il caso di alcuni creditori che hanno tentato una azione revocatoria contro la rinuncia del loro debitore a reclamare la sua quota di eredità legittima. La rinuncia, pur non diminuendo il patrimonio del debitore, ne ha impedito un potenziale aumento, pregiudicando i creditori. La questione centrale è se un atto che impedisce un arricchimento, anziché causare un impoverimento, possa essere soggetto a revocatoria. Data la complessità e l'esistenza di un quesito simile già pendente, la Corte ha deciso di sospendere il giudizio in attesa di una decisione chiarificatrice da parte delle Sezioni Unite. La vicenda ruota attorno alla validità dell'azione revocatoria rinuncia eredità in queste specifiche circostanze.
Continua »
Donazione dissimulata: la tutela della legittima
La controversia riguarda l'accertamento di una donazione dissimulata realizzata attraverso finte compravendite immobiliari tra una zia e un nipote. L'erede legittimaria ha impugnato gli atti sostenendo che nascondessero liberalità volte a svuotare l'asse ereditario. La Corte d'Appello ha confermato la natura simulata dei contratti, rilevando la mancanza di prova del pagamento del prezzo e la nullità di una donazione per difetto di forma. Il giudizio di Cassazione si è concluso con l'estinzione per rinuncia del ricorrente.
Continua »
Riserva di impugnazione: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione affronta un caso di successione ereditaria tra fratelli, dove uno dei due era stato preterito dal testamento paterno. Dopo una sentenza non definitiva che riconosceva la quota di legittima, le parti avevano formulato la riserva di impugnazione, ma avevano poi proposto un appello immediato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte chiarisce che l'inammissibilità dell'appello immediato, proposto nonostante la riserva, non preclude la possibilità di impugnare la sentenza non definitiva insieme a quella finale. La decisione protegge l'efficacia della riserva di impugnazione, evitando che errori procedurali portino al passaggio in giudicato prematuro di decisioni parziali.
Continua »
Divisione ereditaria: regole su sorteggio e quote
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una divisione ereditaria in cui i beni sono stati assegnati direttamente dal giudice anziché tramite sorteggio. La ricorrente contestava il progetto divisionale, ma la Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di quote diseguali, l'attribuzione diretta è la procedura corretta secondo l'Art. 729 c.c. Inoltre, è stata confermata la compensazione delle spese legali a causa della soccombenza reciproca e del comportamento processuale della parte che ha ostacolato ingiustificatamente la chiusura della lite.
Continua »
Azione di riduzione: guida alla tutela legale
La controversia trae origine da un'azione di riduzione promossa dai figli del de cuius contro la madre, nominata erede universale, per la tutela della propria quota di legittima. In sede di merito, la Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto dei legittimari, escludendo che le matrici di assegni prodotte dalla difesa costituissero prova sufficiente di pregresse donazioni. Giunto il caso dinanzi alla Corte di Cassazione, le parti hanno sottoscritto un accordo transattivo, portando i giudici a dichiarare la cessazione della materia del contendere senza ulteriori statuizioni sulle spese.
Continua »
Legato in sostituzione di legittima: guida alla rinuncia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un coniuge superstite che intendeva agire in riduzione senza aver preventivamente rinunciato per iscritto a un legato in sostituzione di legittima avente ad oggetto l'usufrutto di immobili. La Suprema Corte ha ribadito che, quando il legato riguarda diritti reali immobiliari, la rinuncia deve rivestire la forma scritta a pena di nullità, non essendo sufficiente la semplice proposizione della domanda giudiziale di riduzione. L'acquisto del legato avviene infatti automaticamente al momento dell'apertura della successione, rendendo necessaria una dismissione formale per poter reclamare la quota di riserva.
Continua »
Appello incidentale: guida alla tempestività
In una complessa controversia ereditaria, la Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della costituzione tardiva e le regole per l'**Appello incidentale**. La vicenda nasce dall'azione di riduzione promossa da una vedova per lesione della legittima. La Suprema Corte ha stabilito che la costituzione tempestiva di un solo convenuto impedisce la cancellazione della causa dal ruolo, salvando il giudizio nonostante il ritardo dell'attore. Tuttavia, ha dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta autonomamente da alcuni eredi oltre i termini previsti per l'appello incidentale, cassando la sentenza con rinvio.
Continua »
Legato in sostituzione di legittima: guida alla rinuncia
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del legato in sostituzione di legittima in un caso di successione ereditaria contestata. I ricorrenti, pur avendo ricevuto un lascito testamentario, avevano agito per la riduzione delle disposizioni lesive della loro quota di riserva. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile il gravame per difetto di specificità. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'appello è valido se contiene una critica puntuale alla sentenza di primo grado, chiarendo inoltre che la rinuncia al legato può avvenire anche tacitamente attraverso comportamenti concludenti, come l'impugnazione del testamento stesso.
Continua »
Principio di accessione: il valore della donazione
La Corte di Cassazione chiarisce come calcolare il valore di un immobile donato su cui i donatari hanno costruito a proprie spese. Applicando il principio di accessione, la Corte stabilisce che la donazione comprende sia il terreno che l'edificio, e non solo il terreno. Le spese sostenute dai donatari per la costruzione e i miglioramenti devono essere scomputate dal valore totale del bene, ma non escludono l'edificio dall'oggetto della donazione ai fini della reintegra della quota di legittima.
Continua »
Azione di riduzione: come tutelare la quota legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27580/2024, ha chiarito i requisiti per l'ammissibilità dell'azione di riduzione. Il caso riguarda una disputa ereditaria in cui alcuni eredi legittimari contestavano vendite immobiliari effettuate dal defunto, ritenendole donazioni dissimulate. La Corte ha stabilito che, per agire in riduzione, non è necessario quantificare aritmeticamente la lesione della quota di legittima nella domanda iniziale, ma è sufficiente fornire un quadro patrimoniale (beni relitti e donati) che renda verosimile la lesione stessa. La sentenza ha rigettato il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva accolto l'azione di riduzione.
Continua »
Donazione indiretta e calcolo della legittima: la Cassazione
Una nipote ha agito in giudizio per la lesione della sua quota di legittima, sostenendo che due compravendite immobiliari effettuate dai nonni a favore della cugina e del di lei marito costituissero in realtà una donazione indiretta. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14211/2024, ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo, ai fini del calcolo della quota di riserva, devono essere considerate tutte le donazioni effettuate dal defunto, incluse quelle a favore di non coeredi, attraverso l'operazione di riunione fittizia. Secondo, il valore dei beni donati e di quelli relitti deve essere stimato al momento dell'apertura della successione, tenendo conto di tutte le loro caratteristiche, inclusa la potenziale capacità edificatoria. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva escluso dal calcolo la donazione al non coerede e aveva valutato i beni in modo errato.
Continua »
Impugnazione sentenza non definitiva: quando è inammissibile
Una controversia ereditaria tra fratelli porta la Cassazione a chiarire un punto cruciale di procedura: l'inammissibilità dell'impugnazione di una sentenza non definitiva. Se una parte si riserva di impugnare la sentenza non definitiva insieme a quella finale, non può poi proporre un appello immediato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, confermando questo rigido principio procedurale.
Continua »
Cancellazione trascrizione domanda di riduzione: quando?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8413/2024, ha stabilito che la cancellazione della trascrizione di una domanda di riduzione deve essere ordinata quando la richiesta di reintegrazione in natura della quota di legittima viene respinta in via definitiva, anche se al legittimario viene riconosciuto un indennizzo monetario. La persistenza della trascrizione è giustificata solo dalla possibilità che l'immobile venga restituito, venuta meno tale possibilità, la trascrizione perde la sua funzione e va cancellata per non gravare ingiustificatamente sul bene.
Continua »
Azione di riduzione: i limiti alla prova in Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un figlio che aveva intentato un'azione di riduzione contro la sorella, lamentando la lesione della sua quota di legittima a causa di donazioni paterne. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che l'azione è inammissibile se l'erede non accetta l'eredità con beneficio d'inventario quando agisce contro non coeredi. Inoltre, ha sottolineato l'impossibilità per la Cassazione di riesaminare le prove, confermando l'inammissibilità di censure generiche e non adeguatamente provate.
Continua »
Azione di riduzione: i motivi di inammissibilità
Una sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i motivi di inammissibilità di un ricorso in materia di successioni. Il caso riguardava un'azione di riduzione per lesione della quota di legittima promossa da un fratello contro i suoi germani. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi formali, sottolineando che non è possibile contestare in Cassazione la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito, né introdurre domande nuove. La decisione ribadisce il rigore necessario nella formulazione dei motivi di ricorso.
Continua »
Divisione ereditaria: i limiti del giudice
In una complessa causa di divisione ereditaria tra sorelle, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una coerede che contestava la valutazione dei beni e la composizione dei lotti. La Corte ha ribadito che il giudice di merito ha un potere discrezionale nel formare le porzioni, non essendo obbligato a creare lotti perfettamente omogenei. Inoltre, ha chiarito che la valutazione di un terreno agricolo deve basarsi sulla sua produttività intrinseca, escludendo il plusvalore derivante dall'attività d'impresa di un altro erede, e che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio per rivalutare i fatti.
Continua »