LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Lavori Extra-Contratto

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Opere aggiuntive richieste dal committente che non rientrano nel progetto originario e che possiedono una propria individualità distinta dall'appalto iniziale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavori extra-contratto: Impresa perde contro il Ministero
Un'impresa edile ha eseguito lavori di consolidamento e restauro di una chiesa per conto della Pubblica Amministrazione. Durante l'esecuzione, ha svolto anche opere non previste dal contratto, chiedendone poi il pagamento. Il Ministero ha rifiutato, sostenendo la mancanza di autorizzazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione, respingendo la richiesta dell'impresa. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: il pagamento per i lavori extra-contratto negli appalti pubblici è ammesso solo a quattro, rigide e cumulative condizioni. Tra queste, la formale e tempestiva richiesta (riserva) e il riconoscimento dell'indispensabilità delle opere da parte del cliente pubblico. In assenza di tali requisiti, l'impresa non ha diritto ad alcun compenso, neanche a titolo di indebito arricchimento.
Continua »
Lavori aggiuntivi in appalto pubblico: necessari ma non pagati
Un'impresa edile ha eseguito lavori aggiuntivi, ritenuti indispensabili, durante la ristrutturazione di immobili per un ente pubblico. L'ente ha rifiutato il pagamento extra perché le opere non erano state formalmente autorizzate. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente pubblico, stabilendo un principio fondamentale: il compenso per lavori aggiuntivi in un appalto pubblico non è dovuto se manca una preventiva e formale autorizzazione della stazione appaltante. La semplice necessità tecnica delle opere non è sufficiente per giustificare il pagamento, a differenza di quanto può accadere negli appalti privati. L'impresa, quindi, ha perso la causa e non ha ottenuto il compenso richiesto.
Continua »
Appalto: ritardo e penali non dovute
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un contratto di Appalto il committente non può pretendere il pagamento della penale per il ritardo se l'inadempimento è causato dalla sua stessa condotta. Nel caso analizzato, il committente non aveva fornito i materiali necessari né pagato gli stati di avanzamento lavori, legittimando l'impresa a sospendere l'esecuzione. La sentenza conferma inoltre che il prolungamento dei tempi non imputabile all'impresa giustifica la revisione dei prezzi per l'aumentata onerosità dei costi di produzione.
Continua »
Lavori extra-contratto: quando spetta il compenso?
Un'impresa individuale ha richiesto a un Comune il pagamento per opere aggiuntive realizzate nell'ambito di un appalto pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'impresa inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello che negava il compenso per i lavori extra-contratto non formalmente autorizzati. La Suprema Corte ha ribadito che il pagamento per tali opere è subordinato a condizioni eccezionali e rigorose, come il riconoscimento formale della loro indispensabilità da parte dell'ente, condizioni non soddisfatte nel caso di specie.
Continua »
Lavori extra-contratto: pagamento e forma scritta
Una società costruttrice ha eseguito opere aggiuntive rispetto a un contratto d'appalto. Il committente si è rifiutato di pagare, appellandosi a una clausola che richiedeva l'autorizzazione scritta per qualsiasi modifica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13600/2024, ha chiarito che è fondamentale distinguere tra semplici 'varianti' e veri e propri 'lavori extra-contratto'. Mentre le prime possono essere soggette alla forma scritta prevista dal contratto, i secondi possono costituire un nuovo accordo, valido anche se verbale. La Corte ha cassato la precedente sentenza per 'motivazione apparente', in quanto non aveva operato questa distinzione essenziale.
Continua »
Lavori extra-contratto: compenso senza accordo scritto
Un'impresa edile ha eseguito opere non previste dal contratto originario su richiesta verbale del committente. Quest'ultimo si è poi rifiutato di pagare, appellandosi al prezzo forfettario pattuito. La Corte di Cassazione ha confermato che i lavori extra-contratto danno diritto a un compenso aggiuntivo, in quanto costituiscono un nuovo accordo che può essere provato anche tramite testimoni. La Corte ha quindi respinto sia il ricorso del committente che quello incidentale dell'impresa, confermando la decisione d'appello.
Continua »
Lavori extra-contratto: quando sono inclusi nel prezzo
Una società appaltatrice ha richiesto un compenso aggiuntivo per la realizzazione di muri di contenimento, ritenendoli lavori extra-contratto. Sia il lodo arbitrale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato tali decisioni, stabilendo che, nonostante non fossero esplicitamente menzionate, tali opere erano indispensabili e propedeutiche alla costruzione principale su terreni scoscesi, e quindi da considerarsi incluse nel corrispettivo pattuito "a corpo". La Cassazione ha valorizzato l'interpretazione del contratto che va oltre il dato letterale, considerando anche il comportamento successivo delle parti, come la mancata richiesta di un compenso extra da parte dell'appaltatrice durante l'esecuzione.
Continua »