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Lavoratori Socialmente Utili

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Categoria di lavoratori impiegati in progetti di pubblica utilità, destinatari di specifiche misure di sostegno al reddito e di accompagnamento alla pensione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavoratori socialmente utili: niente differenze senza difformità
Un dipendente impiegato come lavoratore socialmente utile e successivamente con contratto di collaborazione presso un Comune ha richiesto il riconoscimento del lavoro subordinato. Il lavoratore pretendeva le differenze retributive e la stabilizzazione dell'impiego. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso confermando quanto deciso nei gradi di merito. I giudici hanno chiarito che la tutela dei lavoratori socialmente utili non comporta differenze stipendiali quando le mansioni svolte corrispondono pienamente al progetto assistenziale originario. Inoltre la presenza di un solo contratto di collaborazione autonomo non configura un abuso di contratti a termine. Pertanto non sussistono i presupposti per la conversione del rapporto né per il risarcimento del danno.
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Lavoratori socialmente utili: niente indennità senza prove sulle presenze
Un collaboratore, inquadrato tra i lavoratori socialmente utili, ha chiesto alla Regione il pagamento delle differenze retributive per le ore lavorate oltre il limite delle venti ore settimanali, tra il 2001 e il 2009. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per mancanza di prove sulle giornate di effettiva presenza. Il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo di aver assolto l'onere probatorio con documenti generici. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'indennità integrativa spetta solo per i giorni di presenza reale e che spetta al lavoratore dimostrare con precisione tali giornate. Chi perde deve pagare le spese processuali.
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Lavoratori socialmente utili: no a rimborsi senza prove presenze
Una lavoratrice, impiegata come parte dei lavoratori socialmente utili presso un ente pubblico, ha richiesto il pagamento delle differenze retributive per le ore prestate oltre il limite ordinario di venti ore settimanali. La Corte d'Appello ha respinto la domanda per mancanza di prova sulle giornate di effettiva presenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della lavoratrice, confermando che l'indennità integrativa spetta solo per i giorni di reale presenza in servizio. Spetta al lavoratore dimostrare con precisione le giornate in cui ha effettivamente svolto l'attività lavorativa eccedente, non essendo sufficiente una documentazione generica o una previsione astratta dell'orario di lavoro. Di conseguenza, la ricorrente perde la causa e deve farsi carico delle spese processuali.
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Lavoratori Socialmente Utili: limiti ai compensi
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda proposta da alcuni Lavoratori Socialmente Utili volta a ottenere compensi per progetti incentivanti e lavoro straordinario. La decisione si fonda sulla natura del rapporto degli LSU, esclusi dalla contrattazione integrativa riservata ai dipendenti di ruolo, e sulla mancanza di prova di un'autorizzazione preventiva per le ore extra. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non ha scalfito entrambe le ragioni della decisione d'appello.
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Trattamento pensionistico anticipato: non è vera pensione
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del trattamento pensionistico anticipato per i lavoratori socialmente utili. Contrariamente a quanto stabilito nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha affermato che tale beneficio non è una vera e propria pensione di anzianità, ma una misura indennitaria di tipo assistenziale. Di conseguenza, non può essere automaticamente cumulato con redditi da lavoro applicando le norme previste per le pensioni di anzianità. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Lavoratori socialmente utili: diritti e differenze
La Cassazione analizza il caso di una lavoratrice impiegata come LSU da una P.A. La Corte conferma la natura subordinata del rapporto, dato che le mansioni superavano quelle previste per i lavoratori socialmente utili. Il ricorso della P.A. è dichiarato inammissibile per tardività, consolidando il diritto della lavoratrice alle differenze retributive.
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