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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo unificato
Una società nautica contesta l'applicazione di una tassa sui rifiuti per aree portuali. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti raggiungono un accordo e la società presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il processo e chiarisce un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso non comporta la condanna al pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Un cittadino aveva avviato una causa contro un istituto di credito per la restituzione di somme relative all'estinzione anticipata di un finanziamento. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato (il cosiddetto 'doppio contributo'), poiché tale obbligo si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società energetica, in lite con l'Agenzia delle Entrate per accertamenti fiscali, ha aderito alla definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione. La Corte Suprema, preso atto del pagamento e dei provvedimenti di sgravio, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Le spese legali sono rimaste a carico della società ricorrente, come previsto dalla normativa speciale sulla definizione agevolata.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una controversia fiscale su IRES e IRAP, giunta in Cassazione, si è conclusa con l'estinzione del processo. Le società contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022, pagando quanto dovuto. La Corte ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, confermando l'efficacia della procedura di sanatoria.
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Rinuncia al ricorso Cassazione: stop al raddoppio
Un Comune aveva proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza tributaria che riconosceva la natura pertinenziale di un terreno ai fini ICI. Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando alla rinuncia al ricorso da parte del Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta il pagamento del doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in casi specifici come il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: quando non si pagano le spese
Un'agenzia territoriale ha presentato ricorso per il rimborso dell'IMU a un Comune, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La rinuncia è stata motivata dal consolidarsi di un orientamento giurisprudenziale contrario. La Corte ha dichiarato estinto il processo e ha compensato le spese legali tra le parti, ritenendo la rinuncia una scelta processuale giustificata dal mutato contesto giurisprudenziale, che costituisce un giusto motivo per la compensazione.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, avvenuta dopo un accordo stragiudiziale. L'ordinanza chiarisce un principio fondamentale della procedura: in caso di rinuncia al ricorso cassazione, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Contributo unificato rinuncia: quando non si paga
Una società immobiliare, dopo aver impugnato una sentenza tributaria sfavorevole in materia di ICI, ha raggiunto un accordo con l'Ente locale e ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un principio fondamentale sul contributo unificato: in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento dell'ulteriore importo previsto per i casi di soccombenza. La Corte ha specificato che questa norma ha carattere sanzionatorio e non può essere applicata estensivamente alla rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: no al contributo unificato doppio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31438/2024, ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti, i quali avevano raggiunto un accordo transattivo con l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha chiarito un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e niente raddoppio
A seguito di una controversia sulla vendita di un immobile con abusi edilizi, le parti hanno presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, essendo una misura sanzionatoria di stretta interpretazione.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della successiva accettazione delle controparti. L'ordinanza chiarisce che, in caso di accettazione, non vi è luogo a provvedere sulle spese. Inoltre, viene escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa alla rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un lavoratore, dopo aver impugnato un licenziamento per giusta causa, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La società datrice di lavoro ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che, data l'accettazione della controparte, non vi era luogo a provvedere sulle spese processuali e non sussistevano i presupposti per il pagamento di un ulteriore contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un Ente Regionale rinuncia al ricorso per cassazione contro un avvocato in una causa di pubblico impiego. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo e chiarisce che la rinuncia al ricorso non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, misura applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo per intervenuta rinuncia al ricorso da parte di tutte le parti coinvolte in un'azione di responsabilità societaria. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: quando si evita il doppio contributo
Un gruppo di lavoratori ha impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a una richiesta di risarcimento. Successivamente, hanno presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, sanzione applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente sanzioni per il ricorrente
Una società contribuente, dopo aver impugnato per cassazione una sentenza sfavorevole in materia di accertamenti fiscali, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo un punto fondamentale: la sanzione del cosiddetto 'doppio contributo unificato' non si applica in caso di rinuncia. Questa misura, infatti, è prevista solo per le ipotesi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere estesa ad altri casi.
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Compenso simbolico: lecito in gare pubbliche
La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione disciplinare inflitta a un architetto che aveva partecipato a una gara pubblica accettando un compenso simbolico di un euro. Secondo la Corte, tale condotta non costituisce un illecito deontologico se il professionista agisce per ottenere un vantaggio immateriale, come l'arricchimento del proprio curriculum, e aderisce a condizioni di gara legittime e uguali per tutti i partecipanti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: no al raddoppio
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione. Durante il processo in Cassazione, a seguito dell'annullamento dell'atto da parte dell'Agenzia Fiscale, ha presentato una rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura è prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Rinuncia ricorso: no al raddoppio del contributo
Un istituto di credito, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di azione revocatoria su un pegno, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accogliendo l'istanza accettata dalla controparte, ha dichiarato estinto il giudizio. L'ordinanza chiarisce un principio fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo nei casi tassativamente previsti di rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Cessazione materia del contendere: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia tra l'amministrazione giudiziaria e il fallimento di un consorzio. A seguito di una richiesta congiunta delle parti, motivata dalla chiusura di entrambe le procedure, la Corte ha terminato il giudizio, compensando le spese. È stato inoltre chiarito che, in caso di cessazione della materia del contendere, non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato, poiché non si tratta di un rigetto o di un'inammissibilità dell'appello.
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