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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia ricorso Cassazione: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. La controversia originava da un'opposizione a un precetto per un mutuo fondiario. La Corte ha stabilito che, in caso di rinuncia, il ricorrente deve pagare le spese legali della controparte ma non è tenuto al versamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato', poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere estesa per analogia.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società in fallimento si opponeva alla rettifica di un credito IVA da parte dell'Agenzia Fiscale, derivante da una dichiarazione omessa. Mentre il caso era pendente in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando quanto dovuto. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia di questo strumento di risoluzione delle liti fiscali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12017/2024, ha dichiarato l'estinzione di un procedimento a seguito della rinuncia al ricorso da parte del contribuente, accettata dalla controparte. La Corte ha stabilito la compensazione delle spese legali e ha chiarito un punto fondamentale: in caso di estinzione per rinuncia, non si applica l'obbligo del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i ricorsi respinti o dichiarati inammissibili.
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Rinuncia al ricorso: no al raddoppio del contributo
Un ex amministratore, condannato in appello al risarcimento danni verso la curatela fallimentare di una S.r.l., ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, a seguito di una transazione, ha effettuato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura eccezionale e non suscettibile di interpretazione estensiva.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante un'elezione forense. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte dell'appellante e all'accettazione da parte dei resistenti. L'ordinanza chiarisce che l'estinzione del giudizio per rinuncia non comporta l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Definizione agevolata: stop al processo e spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario in seguito all'accordo tra le parti tramite la definizione agevolata prevista dalla L. 130/2022. La sentenza chiarisce che, in questi casi, le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: no al doppio contributo
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, dovuta a un accordo tra le parti, il ricorrente non è tenuto a versare il doppio contributo unificato. La Corte sottolinea che la causa dell'estinzione, essendo sopravvenuta alla proposizione del ricorso, impedisce l'applicazione della sanzione, data la sua natura eccezionale e di stretta interpretazione.
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Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
Una società ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. Sebbene la Corte abbia ritenuto la rinuncia formalmente irrituale perché presentata dal difensore senza un mandato specifico, ha comunque dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che tale atto, pur difettoso, manifesta in modo inequivocabile il venir meno dell'interesse della parte a proseguire il giudizio, rendendo così l'appello non più procedibile.
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Rinuncia tardiva ricorso: chi paga le spese?
Un contribuente ritira il proprio ricorso in Cassazione dopo che il Comune aveva già depositato le sue difese. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia tardiva ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali ma escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché ritenuta una misura sanzionatoria non applicabile per analogia a questo caso.
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Rinuncia al ricorso: no al contributo unificato doppio
Un consorzio, dichiarato in liquidazione giudiziale per un ingente debito, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito della rinuncia al ricorso da parte dello stesso, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio. La decisione fondamentale è stata quella di escludere il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità, non di rinuncia volontaria.
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Definizione agevolata: stop al processo e spese compensate
Una contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento fiscale, ricorre in Cassazione. Durante il procedimento, aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte Suprema, prendendo atto della scelta, dichiara l'estinzione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse e dispone la compensazione integrale delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che imporre il pagamento delle spese disincentiverebbe l'adesione a tali strumenti di pacificazione fiscale.
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Definizione agevolata coobbligato: estingue il debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24663/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della definizione agevolata perfezionata dal coobbligato. Il caso riguardava un avviso di liquidazione per maggiore imposta di registro su una compravendita immobiliare. La società acquirente, coobbligata in solido con la venditrice, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte ha stabilito che, in base alla normativa specifica, la definizione agevolata del coobbligato giova anche agli altri soggetti coinvolti, portando all'estinzione del relativo procedimento anche per loro. Le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il diniego è illegittimo
Una società richiede una definizione agevolata per una lite fiscale pendente in Cassazione. L'Agenzia delle Entrate nega la richiesta, citando un'indagine penale sulla sentenza di primo grado. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, ritenendo il diniego illegittimo perché il procedimento penale riguardava una sentenza già superata e sostituita da quella d'appello. Di conseguenza, dichiara la lite estinta.
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Rinuncia ricorso incidentale: niente sanzioni
Una società, dopo aver presentato un controricorso e un ricorso incidentale, vi rinuncia formalmente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30151/2025, dichiara estinto il giudizio. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso incidentale non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità e non può essere applicata per analogia.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società ha impugnato una cartella di pagamento relativa all'IRES. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata, presentando domanda e pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, verificata la correttezza della procedura e l'assenza di diniego da parte dell'Amministrazione Finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico della parte che le ha anticipate e escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte di un Comune contro un'Azienda Sanitaria Locale. La Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, estingue il processo ma non fa scattare l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale misura si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Una società cooperativa agricola, dopo aver impugnato un avviso di accertamento IMU e aver perso in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi, rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza condanna alle spese e senza l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo: cosa accade se si rinuncia?
Una società a controllo pubblico ha impugnato in Cassazione una sentenza che riconosceva un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con una dipendente. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando alla rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in tale circostanza non è dovuta la sanzione per l'impugnazione infondata, nota come 'doppio contributo'.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito della scelta delle parti di aderire alla definizione agevolata. Il caso vedeva l'Agenzia delle Entrate ricorrere contro una decisione favorevole a un contribuente. L'ordinanza chiarisce che, in questi casi, le spese legali vengono compensate e non si applica la sanzione del doppio contributo unificato, poiché l'estinzione non equivale a un rigetto del ricorso.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della definizione agevolata su un contenzioso tributario pendente. La lite, originata da avvisi di accertamento IMU su terreni adibiti a cava, si è conclusa con l'estinzione del giudizio. La società contribuente, durante il processo in Cassazione, ha presentato istanza di definizione agevolata versando le somme dovute, come previsto dalla Legge n. 197/2022. La Corte, preso atto dell'adesione alla sanatoria, ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese e specificando l'inapplicabilità del doppio contributo unificato.
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