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Jus Variandi

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Irriducibilità della retribuzione: no al demansionamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di demansionamento illegittimo, il risarcimento del danno alla professionalità deve essere calcolato sulla base della retribuzione superiore già acquisita dal lavoratore e non su quella inferiore delle nuove mansioni. La sentenza riafferma il principio di irriducibilità della retribuzione, specificando che non può essere violato da un esercizio illegittimo dello jus variandi da parte del datore di lavoro. La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che aveva liquidato il danno basandosi sulla retribuzione inferiore.
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Ripristino del rapporto: dove deve avvenire?
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la conversione di contratti di somministrazione in un rapporto a tempo indeterminato, è stato reintegrato in una sede diversa e più lontana. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'azienda al risarcimento del danno, chiarendo che il ripristino del rapporto di lavoro deve avvenire nel luogo in cui il dipendente prestava la sua ultima attività. Qualsiasi successivo trasferimento deve essere giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, la cui prova spetta al datore di lavoro.
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Capitalizzazione interessi: quando il ricorso è inammissibile
Una società fallita contesta la legittimità della capitalizzazione interessi su un conto corrente, sostenendo che il contratto fosse anteriore a una normativa chiave del 2000. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, poiché la contestazione riguarda la data di stipula del contratto, un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Onere della prova demansionamento: chi deve provarlo?
La Cassazione ha stabilito che l'onere della prova del demansionamento grava sul lavoratore. In un caso contro una società di servizi postali, è stato respinto il ricorso di un dipendente che non ha dimostrato di svolgere mansioni superiori dopo un cambio di reparto, negandogli così il risarcimento.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: quando è accolta?
Una società e i suoi fideiussori hanno presentato opposizione a decreto ingiuntivo emesso su richiesta di un istituto di credito per debiti derivanti da vari rapporti bancari. Il Tribunale ha parzialmente accolto l'opposizione, revocando il decreto originario. La decisione si fonda sull'accertamento dell'illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi (anatocismo), che ha portato alla necessità di un ricalcolo del debito. La sentenza chiarisce che la banca non può applicare interessi su interessi, riducendo così l'importo dovuto dal cliente.
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