LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Judex Peritus Peritorum

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'il giudice è il perito dei periti'. Sottolinea il principio secondo cui il giudice ha l'autorità finale di valutazione, potendo anche discostarsi dalle conclusioni degli esperti se fornisce una motivazione adeguata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto di factoring e usura: la finanziaria perde la causa
Una società finanziaria ha riaddebitato oltre 330.000 euro sul conto corrente di una cliente poi fallita, sostenendo il mancato incasso dei crediti legati a un contratto di factoring e applicando interessi ritenuti usurari. La Curatela Fallimentare ha agito in giudizio per ottenere la restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della finanziaria a restituire oltre 126.000 euro al fallimento. I giudici hanno chiarito che, per legittimare il riaddebito, la finanziaria deve provare l'effettivo inadempimento dei debitori ceduti. Senza tale prova, il riaddebito è illegittimo. Inoltre, la Corte ha confermato il superamento del tasso soglia usura attraverso la separata comparazione tra il tasso effettivo globale e la commissione di massimo scoperto.
Continua »
Aiuti di Stato: sconti INAIL revocati se c’è sovracompensazione
Un'impresa colpita dall'alluvione del 1994 chiedeva il rimborso dei premi assicurativi versati in eccesso all'INAIL, invocando la riduzione al dieci per cento prevista dalla legge. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ordinando la restituzione di quanto già percepito. I giudici hanno accertato che l'impresa aveva già ottenuto altri indennizzi e finanziamenti agevolati, superando la soglia massima consentita ed escludendo il diritto a ulteriori agevolazioni per evitare una sovracompensazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che i finanziamenti a tasso agevolato costituiscono un vantaggio economico da calcolare nel cumulo dei benefici. Di conseguenza, le agevolazioni che superano il danno effettivo si configurano come aiuti di Stato incompatibili con il mercato europeo e devono essere restituite.
Continua »
Ampliamento terrazzo e distanze legali: è nuova costruzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ampliamento di una terrazza preesistente non è una semplice ristrutturazione, ma una nuova costruzione. Di conseguenza, tale intervento deve rispettare le più recenti e restrittive norme sulle distanze legali tra costruzioni vigenti al momento dei lavori, e non quelle in vigore all'epoca della costruzione originaria dell'edificio. Nel caso specifico, il proprietario che aveva ampliato la terrazza è stato condannato ad arretrare l'opera per conformarsi alla distanza di 10 metri dal fabbricato del vicino. La Corte ha chiarito che ogni modifica che aumenta la volumetria e la sagoma dell'edificio rientra nel concetto di nuova costruzione.
Continua »
Decoro architettonico e tettoie in condominio
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di rimozione di una copertura in lamiera realizzata da un condomino sul proprio balcone. Il ricorrente lamentava la lesione del decoro architettonico e l'assenza di titoli abilitativi edilizi. La Suprema Corte ha stabilito che l'irregolarità amministrativa non incide sui rapporti privatistici tra condomini e che il giudice di merito può legittimamente disattendere le conclusioni della CTU se motiva adeguatamente l'assenza di un pregiudizio estetico concreto per l'edificio.
Continua »
Titolarità del diritto: l’onere della prova in giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società acquirente in una lunga controversia per la fornitura di beni difettosi. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione della titolarità del diritto da parte della società, che non ha fornito prove sufficienti a dimostrare di essere la legittima successora della ditta individuale originaria che stipulò il contratto. La sentenza sottolinea come l'onere della prova su questo punto spetti a chi agisce in giudizio e come la sua assenza possa portare al rigetto della domanda, a prescindere dal merito della questione.
Continua »
Risarcimento del danno: no all’arricchimento del leso
In una causa per danni a un muretto di confine, la Cassazione stabilisce un principio fondamentale sul risarcimento del danno: la riparazione non deve tradursi in un ingiustificato arricchimento per la parte danneggiata. Se la ricostruzione rende l'opera qualitativamente superiore all'originale, il risarcimento deve essere limitato al valore del bene preesistente, escludendo l'eccessiva onerosità per il danneggiante. La Corte ha inoltre annullato la liquidazione equitativa di un danno agricolo per mancanza di prova.
Continua »
Indennità di esproprio: calcolo e motivazione del giudice
Una società immobiliare contesta l'indennità di esproprio per un'espropriazione parziale. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo due principi fondamentali: il giudice che si discosta dalla perizia tecnica (CTU) deve fornire una motivazione adeguata, e l'indennità di occupazione temporanea deve basarsi sul valore complessivo dell'esproprio, compreso il deprezzamento dell'area residua non espropriata. La sentenza viene cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
Continua »
Querela di falso: il giudice può ignorare la perizia?
Un imprenditore presenta una querela di falso per una firma su un avviso di ricevimento di una cartella esattoriale. Il Tribunale accoglie la domanda basandosi su una perizia tecnica (CTU), ma la Corte d'Appello ribalta la decisione, ritenendo la firma autentica sulla base di indagini penali e un esame visivo. La Corte di Cassazione conferma la sentenza d'appello, stabilendo che il giudice, in quanto 'peritus peritorum', può discostarsi dalla CTU se motiva adeguatamente la sua scelta, basandosi su altre prove disponibili.
Continua »
Valutazione stato di insolvenza: i poteri del giudice
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società dichiarata fallita, confermando che la valutazione stato di insolvenza si basa sulla capacità di adempiere regolarmente alle obbligazioni, non sul patrimonio netto. Il giudice può discostarsi dalla CTU con motivazione adeguata, e i bilanci non pubblicati possono essere contestati nella loro validità probatoria.
Continua »