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Istanza Di Trattazione

83 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La richiesta formale con cui una parte chiede al giudice di fissare un'udienza per discutere la causa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti pendenti: il Fisco si ferma
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza tributaria che annullava un avviso di accertamento per imposte inevase contro una società contribuente. Nel corso del giudizio di legittimità, la società ha dimostrato il tempestivo pagamento delle somme dovute e la regolare richiesta di adesione alla pace fiscale. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine di legge e l'amministrazione finanziaria non ha respinto la sanatoria, i Supremi Giudici hanno chiuso la vertenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata delle liti pendenti. Le spese legali sono rimaste a carico delle parti che le avevano anticipate, senza alcuna applicazione del raddoppio del contributo unificato a carico della contribuente.
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Definizione agevolata della lite: la causa col Fisco si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole ottenuta da una società commerciale in materia di accertamento IRES per l'anno d'imposta 2008. Durante il giudizio di Cassazione, la società si è avvalsa della definizione agevolata della lite prevista dal Decreto Legge n. 119/2018. La contribuente ha regolarmente presentato la domanda di sanatoria e ha pagato la prima rata dell'importo dovuto tramite modello F24. Nessuna delle parti ha presentato istanza di fissazione dell'udienza entro il termine di legge del 31 dicembre 2020. Inoltre l'amministrazione finanziaria non ha notificato alcun atto di rigetto. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese processuali restano a carico della parte che le ha gia anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato maggiori imposte IVA e dirette a una società a responsabilità limitata e al suo socio unico. Dopo le decisioni dei giudici tributari nei gradi precedenti, la vertenza è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, i contribuenti hanno attivato la definizione agevolata delle liti tributarie, allegando la prova del versamento della prima rata e la notifica telematica all'ente impositore. L'Agenzia delle Entrate non ha espresso alcun diniego e le parti non hanno depositato ulteriori istanze di trattazione entro i termini fissati dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione definitiva del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le spese processuali già anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: lite chiusa in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione una decisione favorevole a un contribuente. La controversia riguardava il recupero di imposte di registro, ipotecaria e catastale. Nel corso del giudizio, il contribuente ha presentato la documentazione comprovante l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti e il relativo versamento delle somme previste dalla legge. Nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione nei termini. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione che dichiarava inammissibile il proprio appello contro una società contribuente. Nelle more del procedimento, la società ha presentato la richiesta di adesione alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando l'importo dovuto in un'unica soluzione. Nessuna delle due parti ha depositato l'istanza di trattazione entro il termine di legge né il Fisco ha respinto la sanatoria. La Corte di Cassazione ha accertato la regolare procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato.
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Errata Estinzione Processo Tributario: La Cassazione Annulla la Decisione
Un gruppo di professionisti ha contestato avvisi di accertamento fiscale e, in appello, ha chiesto la sospensione del processo per aderire a una definizione agevolata (pace fiscale). La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'estinzione processo tributario, ritenendo non presentata l'istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine per l'istanza non era perentorio e che, comunque, la decisione di estinzione era stata presa prima della scadenza effettiva del termine. La sentenza della CTR è stata annullata.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Comune e contribuente
L'Ente Locale ha contestato a un cittadino il mancato pagamento dell'imposta comunale sugli immobili, sostenendo che l'immobile censito come ufficio non potesse usufruire dei benefici fiscali previsti per la prima casa. I giudici di merito hanno accolto le ragioni del contribuente, riconoscendo la destinazione effettiva ad abitazione. L'amministrazione comunale ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa nazionale e recepita dall'ente, versando gli importi previsti per estinguere la controversia. Poiché nessuna parte ha richiesto la prosecuzione della causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato formalmente estinto il processo per cessazione della materia del contendere, ponendo definitivamente fine alla lite fiscale.
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Definizione agevolata della lite e cancellazione della pretesa
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un'ex socia per recuperare imposte personali a seguito della cancellazione della società. La contribuente ha ottenuto l'annullamento dell'atto in appello, spingendo l'ente fiscale a ricorrere in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata della lite prevista dalla normativa straordinaria, depositando la prova del regolare pagamento del debito residuo. Nessuna delle due parti ha presentato richiesta di prosecuzione del giudizio entro il termine stabilito dalla legge e l'amministrazione non ha opposto alcun diniego. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la definitiva cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione agevolata della lite: inutile chiedere l’estinzione
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro una Società per un accertamento fiscale relativo a ricavi non contabilizzati. Durante il giudizio, la Società ha scelto di aderire alla definizione agevolata della lite, presentando la relativa domanda di condono. Successivamente, la Corte ha emesso un decreto che ha dichiarato l'estinzione del processo per mancanza dell'istanza di trattazione nei termini. La Società ha quindi chiesto di fissare un'udienza per revocare quel decreto e ottenerne un altro che certificasse l'estinzione per l'avvenuta definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile questa richiesta. I giudici hanno stabilito che non esiste un interesse concreto nel sostituire un'estinzione con un'altra pronuncia identica nei suoi effetti. Il decreto di estinzione è stato quindi confermato con compensazione delle spese.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: processo estinto
Un Ente locale ha contestato a una Società il mancato pagamento dell'imposta sugli immobili per l'anno 2007 in relazione ad alcune aree edificabili. La contribuente ha ottenuto l'annullamento dell'atto impositivo nei primi due gradi di giudizio. Nelle more del ricorso per cassazione promosso dall'amministrazione, la Società ha aderito alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge e dal regolamento comunale. La contribuente ha versato l'importo ridotto in un'unica rata e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per avvenuto perfezionamento della sanatoria tributaria, disponendo che le spese rimangano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente per maggiori redditi da lavoro autonomo e relative sanzioni. Il contribuente ha contestato l'atto davanti ai giudici tributari, giungendo fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, il contribuente ha attivato la procedura di definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge, presentando la domanda e versando le somme dovute tramite modello F24. L'Ufficio tributario non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha depositato l'istanza per proseguire la causa entro i termini di legge. La Suprema Corte ha dichiarato la definitiva estinzione del processo, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il silenzio che cancella il debito fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione dei giudici tributari favorevole a una Società in merito a un accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Riassunzione del processo tributario: basta il deposito
A seguito della cancellazione di una società dal registro delle imprese, il socio unico ha richiesto la riassunzione del processo tributario pendente in appello mediante il deposito tempestivo dell'istanza di trattazione. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile il ricorso perché il socio non aveva notificato direttamente l'istanza e il decreto di fissazione udienza all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Suprema Corte ha chiarito che per la **riassunzione del processo tributario** è sufficiente il tempestivo deposito dell'istanza in segreteria. Nel contenzioso fiscale, gli adempimenti successivi spettano infatti d'ufficio alla segreteria del giudice tributario, senza applicazione delle più rigide norme del rito civile ordinario. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio ad altra sezione per un nuovo giudizio.
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Estinzione del processo tributario: l’inerzia che premia il Fisco
Una società di gestione immobiliare impugnava un avviso di accertamento per tasse non pagate. Durante il ricorso in Cassazione, la società chiedeva la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata della controversia. Ottenuta la sospensione, l'Amministrazione Finanziaria negava però la sanatoria. A questo punto, la legge imponeva alla società l'onere di presentare una formale richiesta per riprendere il giudizio entro una scadenza precisa. Poiché la società non ha depositato l'istanza nei termini stabiliti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Di conseguenza, la società perde la possibilità di far valere le proprie ragioni e il giudizio si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il fisco perde il raddoppio del contributo
Il Contribuente ha impugnato un atto impositivo dell'Agenzia delle Entrate. Successivamente, ha aderito alla definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando gli importi dovuti. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della domanda. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno stabilito che le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto l'estinzione per definizione agevolata non equivale a un rigetto o a una pronuncia di inammissibilità del ricorso.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione favorevole a un'Associazione Sportiva Dilettantistica e al suo legale rappresentante in merito a un accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto la definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del decreto fiscale del 2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza fiscale senza una decisione sul merito delle contestazioni originarie.
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Fisco contro imprese: la definizione agevolata estingue la lite
L'Amministrazione Finanziaria aveva emesso avvisi di accertamento per l'anno 2004 nei confronti di una Società Controllata e della sua Società Controllante, legate da un regime di tassazione di gruppo. Le società hanno impugnato gli atti, ottenendo ragione nei primi gradi di giudizio. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, le contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria, rilevando che la definizione agevolata operata dalla controllata estende i suoi effetti benefici anche alla controllante coobbligata. Non essendo intervenuto alcun diniego dal Fisco né alcuna istanza di trattazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione dei processi riuniti, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione estingue la lite con il fisco
Una società di ricambi ha impugnato gli avvisi di accertamento IVA per gli anni 2007 e 2008. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 50 del 2017, pagando le somme dovute tramite modello F24 e chiedendo l'estinzione del processo. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha presentato alcuna istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2018, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo estinto restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: quando il silenzio fa perdere
Il Contribuente ha impugnato la decisione dei giudici tributari in merito a una contestazione su plusvalenze e andamento antieconomico. Durante il processo in Cassazione, la causa è stata sospesa per consentire la definizione agevolata della controversia. Tuttavia, il Contribuente non ha presentato la richiesta di ripresa del processo entro la scadenza di legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo fine alla vicenda processuale con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per un ritardo
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di persone e i suoi soci per contestare l'annullamento di una presunzione di maggior reddito per trasparenza. Durante il processo, le parti hanno ottenuto la sospensione della causa per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. Tuttavia, nessuna delle parti ha presentato l'obbligatoria istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La controversia si chiude così definitivamente, con la conferma implicita della decisione favorevole ai contribuenti e la compensazione di fatto delle spese processuali, che restano a carico di chi le ha anticipate.
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