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Istanza Di Sospensione

23 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Richiesta formale presentata a un giudice per interrompere temporaneamente l'efficacia di un provvedimento giudiziario, come una sentenza, in attesa di una decisione successiva (ad esempio, l'esito di un appello).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla lite IMU tra società e Comune
Una società ha impugnato un avviso di rettifica IMU emesso dal Comune per l'anno 2015. Dopo i primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza di sospensione per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, a cui il Comune ha aderito con apposita delibera. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e dell'adesione dell'ente locale, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la verifica del perfezionamento della sanatoria.
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Annullamento debiti per silenzio-assenso: non se c’è causa in corso
Un contribuente chiede la cancellazione dei propri debiti fiscali basandosi sull'annullamento debiti per silenzio-assenso, poiché l'Agente della riscossione non ha risposto entro 220 giorni a una sua istanza di sospensione. I giudici di secondo grado gli danno ragione. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione. La Corte stabilisce che la cancellazione automatica non si applica se il debito è già oggetto di una causa in tribunale (sub iudice). La procedura amministrativa di sospensione non può prevalere su un giudizio pendente. Pertanto, il semplice decorso del tempo non è sufficiente a estinguere il debito se questo è già contestato in un processo.
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Sospensione Processo Tributario: Stop della Cassazione al Fisco
Un'azienda ha impugnato in Cassazione un atto di irrogazione di sanzioni emesso dall'Agenzia delle Dogane. Durante il giudizio, la stessa azienda ha presentato un'istanza per la sospensione del processo tributario, basandosi su una nuova normativa (L. 197/2022). La Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta, ha dichiarato sospeso il procedimento e lo ha rinviato a data futura. La decisione non entra nel merito della lite, ma si limita a 'congelare' la causa in attesa degli sviluppi legati alla nuova legge, probabilmente per consentire al contribuente di accedere a procedure di definizione agevolata del debito.
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Risarcimento per diffamazione: no alla sospensione del pagamento
La Corte di Cassazione ha negato la richiesta di sospensione pagamento risarcimento presentata da un direttore di un settimanale, condannato per diffamazione. L'imputato sosteneva che il pagamento gli avrebbe causato un grave danno economico, essendo un impiegato con figli a carico, e che sarebbe stato impossibile recuperare la somma dalla vittima, titolare di una piccola attività. I giudici hanno dichiarato la richiesta inammissibile, poiché l'imputato non ha fornito prove concrete e specifiche di due requisiti fondamentali: la necessità assoluta della somma per bisogni essenziali e la sicura futura insolvenza della parte creditrice. Le semplici affermazioni generiche non sono sufficienti per bloccare l'esecuzione di una condanna.
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Sospensione Processo Tributario: Basta la Volontà per Fermare la Causa
Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento. Mentre la causa era pendente in Cassazione, ha chiesto la sospensione del processo tributario per aderire alla definizione agevolata (una forma di 'pace fiscale'). L'Agenzia delle Entrate era la controparte. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, stabilendo un principio importante: per ottenere la sospensione è sufficiente la semplice dichiarazione del contribuente di volersi avvalere della sanatoria. Il giudizio è stato quindi sospeso in attesa che il contribuente completi la procedura di definizione agevolata, rinviando la decisione finale sul debito fiscale.
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Sospensione Processo Tributario: Fisco vs Scommesse, Giudizio in Pausa
Una società di scommesse e un imprenditore individuale hanno impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica sui giochi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte non ha deciso la controversia nel merito. Accogliendo una specifica richiesta dei ricorrenti basata su una nuova legge, ha ordinato la sospensione del processo tributario. La causa è stata quindi rinviata a data da destinarsi, in attesa della definizione di una procedura agevolata. La decisione finale sul pagamento delle imposte è, di conseguenza, posticipata.
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Pace Fiscale blocca la Cassazione: Estinzione Processo Tributario
Un contribuente impugna una cartella di pagamento. Durante la causa, l'Amministrazione Finanziaria non risponde alla sua richiesta di sospensione. Mentre il caso arriva in Cassazione, il contribuente aderisce alla 'definizione agevolata' (pace fiscale), pagando l'importo richiesto dalla sanatoria. Questa mossa si rivela decisiva. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'avvenuto pagamento e della mancata richiesta delle parti di proseguire, dichiara l'estinzione del processo tributario. La lite si conclude senza un vincitore sul merito della questione originaria, ma con la chiusura del caso. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione Agevolata: Blocca la Cassazione e Chiude il Conto
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per IRPEF e IVA, aveva impugnato l'atto fino alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio, ha presentato un'istanza per sospendere il processo, dichiarando di volersi avvalere della cosiddetta **definizione agevolata liti fiscali**, introdotta da una recente legge. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, sospendendo il procedimento fino alla data prevista dalla normativa. La sentenza stabilisce che il contribuente ha il diritto di ottenere la sospensione del processo in ogni grado di giudizio per poter accedere alle procedure di 'pace fiscale', a condizione che ne faccia esplicita richiesta al giudice.
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Tregua Fiscale: Stop della Cassazione e sospensione processo tributario
Un'Azienda, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento fiscale per oltre un milione di euro, si trova di fronte al ricorso in Cassazione dell'Agenzia delle Entrate. Invece di proseguire la battaglia legale, l'Azienda sceglie di aderire alla 'tregua fiscale', una definizione agevolata delle liti pendenti. Di conseguenza, chiede e ottiene dalla Corte di Cassazione la sospensione del processo tributario. La Corte, applicando la nuova normativa, congela il giudizio per consentire alle parti di perfezionare l'accordo, dimostrando come le sanatorie fiscali possano interrompere anche i contenziosi ai massimi livelli.
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Silenzio Agenzia: l’annullamento ex lege del debito non è automatico
Un contribuente chiedeva la cancellazione di cartelle di pagamento e di un'ipoteca, sostenendo che il silenzio dell'Agenzia delle Entrate alla sua istanza di sospensione, protratto per oltre 220 giorni, producesse l'annullamento ex lege del debito fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. I giudici hanno chiarito che la cancellazione automatica del debito non è una conseguenza del semplice silenzio. Essa si verifica solo se la richiesta del contribuente si fonda su motivi specifici e validi, come la prescrizione o un pagamento già effettuato. Poiché i motivi del contribuente erano già stati giudicati infondati in precedenza, il suo ricorso è stato rigettato e il debito confermato.
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Sospensione vendita fallimentare: i termini del reclamo
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la richiesta di sospensione vendita fallimentare. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza di dieci giorni si applica solo quando si contesta un prezzo di vendita troppo basso, e non quando si denunciano 'gravi e giustificati motivi', come irregolarità nella procedura. In questo secondo caso, l'istanza può essere presentata fino all'emissione del decreto di trasferimento del bene.
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Sospensione esecuzione pena: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 39734/2025, ha rigettato un'istanza di sospensione esecuzione pena avanzata nell'ambito di un ricorso straordinario per errore di fatto. La Corte ha chiarito che la sospensione è una misura eccezionale, concedibile solo in presenza di una 'eccezionale gravità', che a sua volta richiede una qualificata e quasi immediata probabilità di successo del ricorso principale. Nel caso di specie, non è stata ravvisata una tale evidenza degli errori lamentati.
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Sospensione esecuzione pena: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la sospensione esecuzione pena in attesa della decisione sulla rescissione del giudicato. La Suprema Corte chiarisce che la sospensione è un rimedio eccezionale e, nel caso specifico, il ricorrente mancava di un interesse concreto, poiché l'ordine di esecuzione includeva un'altra pena concorrente, non contestata e di entità tale da non permettere misure alternative, che sarebbe stata comunque eseguita.
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Nullità processuale: udienza di sospensione e merito
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. La Commissione Tributaria Regionale ha deciso l'intera causa nel merito durante un'udienza fissata esclusivamente per la discussione sull'istanza di sospensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità processuale di tale decisione, annullando la sentenza per violazione del diritto di difesa e rinviando il caso al giudice di secondo grado.
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Trattenimento stranieri: ritardo del giudice, che fare?
La Corte di Cassazione esamina il caso di un cittadino straniero il cui trattenimento in un CPR è stato prorogato nonostante il tribunale non avesse deciso entro il termine di 5 giorni sull'istanza di sospensione del rigetto della sua domanda di protezione internazionale. Il ricorrente lamenta che il ritardo, pur se dovuto a ragioni burocratiche, rende illegittima la detenzione. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione che contrappone le esigenze amministrative alla libertà personale, non ha emesso una decisione definitiva ma ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame approfondito.
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Sospensione sentenza appello: quando il giudice dice no
La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di sospensione dell'esecutività di una sentenza di primo grado. La decisione si basa sulla valutazione che i motivi d'appello non appaiono manifestamente fondati e sulla mancanza di prova di un pregiudizio grave e irreparabile per le società appellanti. Il giudice ha ritenuto ipotetico il rischio di divulgazione di informazioni riservate, confermando l'efficacia esecutiva della sentenza impugnata.
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Cartella di pagamento: i motivi di ricorso respinti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro una cartella di pagamento per Ires, Iva e Irap. La Corte ha stabilito che la mancata decisione sull'istanza di sospensione non invalida la sentenza di merito. Ha inoltre confermato che la cartella di pagamento è valida anche senza la sottoscrizione del funzionario e non richiede l'allegazione dell'avviso di accertamento presupposto, purché questo sia stato regolarmente notificato e siano presenti nella cartella elementi sufficienti a identificarlo. La Corte ha ribadito la propria funzione di giudice di legittimità, dichiarando inammissibili i motivi volti a un riesame dei fatti già accertati nei gradi di merito.
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Trattenimento richiedente asilo: i termini processuali
La Corte di Cassazione ha stabilito che il superamento dei termini previsti per la procedura accelerata di esame della domanda di protezione internazionale non comporta l'automatica cessazione del trattenimento del richiedente. L'ordinanza chiarisce che la disciplina del trattenimento richiedente asilo segue termini massimi propri, distinti da quelli procedurali, e che la sospensione del diniego di protezione non esclude di per sé la valutazione originaria sulla strumentalità della domanda.
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Proroga trattenimento CPR: il termine non è perentorio
La Corte di Cassazione ha stabilito che il mancato rispetto del termine di cinque giorni per decidere sulla sospensione del diniego di protezione internazionale non invalida la proroga trattenimento di un richiedente asilo in un CPR. La Corte distingue la disciplina della detenzione da quella del procedimento giudiziario, affermando che la detenzione resta legittima fino alla decisione sulla sospensiva, basandosi su normative autonome.
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Sospensione sanzione disciplinare: rigetto per motivi generici
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rigettato l'istanza di un avvocato volta a ottenere la sospensione di una sanzione disciplinare. La sanzione consisteva nella sospensione dalla professione per due anni e sei mesi per illeciti deontologici legati alla gestione di fondi dei clienti. La Corte ha ritenuto che le argomentazioni del professionista sul rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora) fossero troppo generiche, in quanto la perdita di clienti e il danno economico sono conseguenze naturali di una sospensione e non circostanze eccezionali che giustifichino la concessione della misura cautelare.
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