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Istanza Di Riesame

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55 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro preventivo denaro: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo di denaro per quasi 300.000 euro, trovato occultato in un'auto insieme a materiale per il confezionamento di droga. La sentenza stabilisce che, per il reato di ricettazione, non è necessario accertare giudizialmente il reato presupposto, essendo sufficiente che la sua esistenza sia logicamente desumibile da gravi indizi, come le modalità di occultamento e il contesto del ritrovamento.
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Concorso di persone: quando la presenza è reato
Un'importante sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i confini del concorso di persone nel reato di estorsione. Il caso riguarda un individuo la cui misura cautelare era stata annullata dal Tribunale del Riesame, il quale aveva qualificato la sua presenza sulla scena del crimine come meramente passiva. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo che impedire attivamente la fuga della vittima, circondandola insieme ad altri, costituisce un contributo causale al reato e integra pienamente il concorso di persone, non potendosi liquidare come una condotta neutra.
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Interesse a impugnare sequestro: quando sorge?
Una società si è vista negare il riesame di un sequestro perché non ancora eseguito formalmente. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'interesse a impugnare sequestro sorge già con il blocco del conto da parte della banca, poiché crea un pregiudizio immediato. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Interesse a impugnare: blocco conti e sequestro
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interesse a impugnare un sequestro preventivo su conti correnti sorge nel momento in cui la banca blocca l'operatività, anche prima dell'esecuzione formale del provvedimento. Secondo la Corte, il blocco del conto costituisce già un effetto pregiudizievole concreto e attuale che legittima il titolare a presentare istanza di riesame, rendendo irrilevante la mancata apprensione materiale delle somme da parte dell'autorità giudiziaria.
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Sequestro probatorio: quando un ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre censure già esaminate in sede di riesame, sollevando questioni di merito non pertinenti al giudizio di legittimità. La Corte ha chiarito che il sequestro probatorio è uno strumento di ricerca della prova e la sua legittimità non è inficiata da questioni come la competenza territoriale del PM in fase di indagini preliminari o la scadenza dei termini delle stesse.
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Sequestro preventivo: legittimo anche senza gravi indizi
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo disposto sui beni di una società per truffa aggravata. La Corte ha stabilito che la misura è valida se sussiste il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato), anche se le misure cautelari personali nei confronti degli amministratori sono state revocate per assenza di 'gravi indizi di colpevolezza'. Viene così chiarito che i presupposti per le misure reali e personali sono differenti e indipendenti.
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Sequestro probatorio smartphone: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37222/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di riesame che confermava il sequestro probatorio smartphone. La Corte ha stabilito che l'accesso ai dati è legittimo se il sequestro, operato d'iniziativa dalla polizia giudiziaria, viene convalidato dal Pubblico Ministero. Inoltre, ha ritenuto che la presenza di foto di stupefacenti, messaggi, ingente denaro contante e precedenti specifici costituisse un sufficiente 'fumus commissi delicti', rendendo il sequestro giustificato.
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Potere di impugnazione: quando si consuma il diritto?
La Corte di Cassazione Penale, con la sentenza n. 8662 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato straniero. Il suo secondo ricorso per riesame è stato respinto perché il potere di impugnazione si era già consumato con il primo tentativo, anche se dichiarato inammissibile. La Corte ha sottolineato la mancata prova da parte della difesa riguardo la notifica dell'ordinanza non tradotta, rendendo il ricorso generico.
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Sequestro preventivo veicolo: la responsabilità del proprietario
Un furgone viene sottoposto a sequestro preventivo veicolo dopo essere stato utilizzato per l'abbandono illecito di rifiuti edili. La proprietaria ricorre in Cassazione sostenendo di aver venduto informalmente il mezzo e che il video social che ha dato il via alle indagini non era stato acquisito. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la titolarità formale del veicolo è sufficiente a giustificare la misura cautelare. L'omessa custodia, infatti, integra il rischio che il reato venga reiterato.
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Sequestro probatorio: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava un sequestro probatorio di beni ritenuti contraffatti e dei veicoli usati per la loro vendita. Il ricorso è stato giudicato meramente ripetitivo delle questioni già affrontate in sede di riesame. La Corte ha stabilito che la motivazione del Tribunale era adeguata e non apparente, avendo correttamente valutato sia la sussistenza degli indizi di reato ('fumus commissi delicti') sia il pericolo di reiterazione ('periculum'), ritenendo il sequestro una misura proporzionata.
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Sequestro preventivo: quando l’indagato può opporsi?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per reati tributari contro un sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che l'indagato non può impugnare il sequestro di beni intestati a terzi se non dimostra un interesse concreto e attuale al dissequestro sulla propria posizione. Inoltre, ha confermato che il limite di impignorabilità della 'prima casa', previsto in ambito tributario, non si applica al sequestro penale finalizzato alla confisca.
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Interesse ad impugnare socio: sequestro beni sociali
La Cassazione, con la sentenza n. 3153/2024, chiarisce che il socio, anche di maggioranza, non ha l'interesse ad impugnare un sequestro sui beni della società. La legittimazione spetta solo alla persona giuridica, in quanto unica titolare del diritto alla restituzione dei beni.
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Sequestro reddito di cittadinanza: il ruolo del CAF
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La richiedente sosteneva la mancanza di dolo, avendo delegato la pratica a un CAF, ma la Corte ha ribadito che la responsabilità delle dichiarazioni omesse resta personale, soprattutto dopo un primo rigetto della domanda. Il caso evidenzia l'importanza della correttezza delle informazioni fornite per ottenere benefici statali.
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Collegamento probatorio: quando un teste è attendibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due indagati per estorsione aggravata, confermando la custodia cautelare in carcere. La sentenza chiarisce i limiti del 'collegamento probatorio', stabilendo che la testimonianza di una persona, vittima in un procedimento e indagata in un altro, è utilizzabile se i fatti dei due processi non sono intrinsecamente connessi. La Corte ha inoltre ritenuto adeguatamente motivata la scelta della massima misura cautelare, data la gravità dei fatti e la pericolosità sociale degli indagati.
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Interesse a impugnare: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore della Repubblica contro un'ordinanza che, pur basandosi su una motivazione potenzialmente errata, aveva comunque mantenuto il sequestro di un monopattino. La Suprema Corte ha stabilito la mancanza di interesse a impugnare, poiché l'eventuale accoglimento del ricorso non avrebbe portato alcun vantaggio pratico al ricorrente, confermando che l'appello deve mirare a un risultato concreto e non alla mera correzione teorica di un provvedimento.
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Procura speciale: quando serve all’ente indagato?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro, confermando la necessità della procura speciale. Se l'ente non prova di essere indagato ai sensi del D.Lgs. 231/2001, viene considerato come un terzo e il suo difensore deve avere una procura speciale per presentare l'istanza di riesame. L'affermazione generica di essere 'indagata' non è sufficiente.
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Partecipazione associazione narcotraffico: la prova
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare per un imputato accusato di partecipazione associazione narcotraffico. La Corte ha ritenuto le prove, basate principalmente su dichiarazioni generiche di collaboratori di giustizia, insufficienti a dimostrare un ruolo concreto e stabile dell'individuo all'interno del sodalizio. Inoltre, è stato sottolineato come il notevole tempo trascorso dai fatti contestati indebolisca la presunzione di pericolosità sociale, elemento fondamentale per l'applicazione di misure restrittive.
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Legittimazione amministratore condominio al riesame
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione amministratore condominio a impugnare un sequestro preventivo su beni comuni sussiste anche se egli è la persona indagata. Tale diritto deriva dalla sua relazione di detenzione qualificata con i beni e dai suoi doveri di conservazione, a prescindere dalla proprietà degli stessi. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile l'istanza, rinviando per un nuovo esame nel merito.
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Perquisizione informatica: avviso al difensore escluso
Un uomo indagato per stalking impugna un'ordinanza di sequestro di dispositivi informatici, lamentando la mancata notifica a lui (detenuto) e al suo legale. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la perquisizione informatica è valida anche in assenza dell'indagato e senza obbligo di preavviso al difensore, a meno che non vi sia una richiesta esplicita. La Corte ha inoltre ritenuto il decreto di sequestro sufficientemente motivato e non esplorativo, in quanto finalizzato alla ricerca di prove specifiche legate al reato contestato.
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Giudizio di rinvio: il vincolo della Cassazione
La Corte di Cassazione annulla per la seconda volta un'ordinanza del Tribunale del riesame, colpevole di non aver rispettato il principio di diritto sancito in un precedente annullamento. Il caso riguarda il sequestro di due distinte lettere storiche, erroneamente considerate come un unico oggetto dal giudice del rinvio. La sentenza ribadisce l'obbligo per il giudice del giudizio di rinvio di attenersi a quanto stabilito dalla Suprema Corte, senza poter riesaminare questioni già decise.
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