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Irap

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488 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Autonoma organizzazione: stop IRAP per i soci.
Un revisore dei conti, socio di una grande società di consulenza, ha richiesto il rimborso dell'IRAP per diversi anni d'imposta. Il professionista sosteneva l'assenza di un'autonoma organizzazione, poiché la sua attività era svolta esclusivamente all'interno della struttura societaria. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che l'organizzazione appartiene alla società e non al singolo socio, escludendo quindi il presupposto impositivo per il professionista.
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Autonoma organizzazione: stop IRAP per i soci
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede di un revisore dei conti, socio di una grande società di consulenza, stabilendo che non sussiste l'obbligo di versamento IRAP. Il professionista, operando esclusivamente all'interno della struttura societaria e per i fini della stessa, non possedeva una autonoma organizzazione. La Corte ha chiarito che il ruolo di socio e lo svolgimento di funzioni gestionali previste dallo statuto non sono sufficienti a integrare il presupposto impositivo se manca una struttura personale eccedente il minimo indispensabile.
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IRAP e studio associato: la guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un commercialista che contestava l'assoggettabilità all'IRAP per l'anno 2010. Il professionista sosteneva che le attività di consulenza tecnica d'ufficio fossero svolte individualmente, senza sfruttare la struttura dello studio associato di cui faceva parte. La Suprema Corte ha stabilito che l'esercizio della professione in forma associata fa presumere l'esistenza di un'autonoma organizzazione. Non avendo il contribuente fornito la prova contraria, ovvero che tali incarichi fossero stati espletati in totale autonomia dalla struttura comune, l'imposta è stata confermata.
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Rimborso IRAP: la guida sui contributi FUS
Una Fondazione Lirica ha richiesto il rimborso IRAP sostenendo che i contributi ricevuti dal Fondo Unico dello Spettacolo tra il 2015 e il 2018 fossero parzialmente esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che il nuovo quadro normativo introdotto nel 2014 non prevede più una correlazione specifica tra contributi e costi del personale indeducibili. Senza tale nesso esplicito previsto dalla legge istitutiva, il contributo concorre interamente alla formazione della base imponibile, rendendo legittimo il diniego dell'Amministrazione Finanziaria.
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Rimborso Irap: la Cassazione sui termini di decadenza
La Corte di Cassazione chiarisce il termine di decadenza per la richiesta di rimborso Irap. Se l'indebito è certo già al momento del versamento degli acconti, il termine di 48 mesi decorre da tale data, non dal saldo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, ritenendo tardiva l'istanza presentata da un istituto di credito.
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Esenzione IRAP professionista: la Cassazione decide
Un professionista socio di una società di consulenza ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione poiché la sua attività era svolta esclusivamente per la società. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che, ai fini dell'esenzione IRAP professionista, l'organizzazione utilizzata appartiene alla società e non al singolo socio, anche se questo ricopre ruoli direttivi. Di conseguenza, il professionista ha diritto al rimborso.
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IRAP autonoma organizzazione: no per il professionista
Un professionista, socio di una società di consulenza, ha chiesto e ottenuto il rimborso dell'IRAP. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che l'IRAP autonoma organizzazione è un requisito che appartiene alla società e non al singolo professionista che opera al suo interno, anche se percepisce redditi elevati. Di conseguenza, il socio non è tenuto al pagamento dell'imposta.
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Autonoma organizzazione IRAP: il socio non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista, socio di una società di consulenza, non è soggetto a IRAP se svolge la sua attività esclusivamente per la società, avvalendosi della sua struttura. In questo caso, il requisito della autonoma organizzazione è attribuibile solo alla società, in quanto ente giuridico distinto, e non al singolo professionista, anche se quest'ultimo percepisce compensi elevati.
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Autonoma organizzazione IRAP: socio escluso dal Fisco
Un professionista, socio di una grande società di consulenza, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata, sostenendo la mancanza del requisito dell'autonoma organizzazione. L'Amministrazione Finanziaria si è opposta, ritenendo che l'utilizzo della struttura societaria fosse sufficiente a integrare il presupposto impositivo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo che l'organizzazione appartiene alla società, ente giuridico distinto e unico soggetto passivo IRAP, e non al singolo socio. Pertanto, in assenza di una propria autonoma organizzazione IRAP, il professionista non è tenuto al pagamento dell'imposta.
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Rimborso IRAP: limiti alla deducibilità retroattiva
La Cassazione, con l'ordinanza n. 33272/2023, ha chiarito i limiti temporali per il rimborso IRAP basato sulla deducibilità retroattiva. La Corte ha stabilito che la deduzione integrale (D.L. 201/2011) non si applica se il termine di decadenza per la richiesta di rimborso era già scaduto all'entrata in vigore della norma. Invece, si può applicare la deduzione forfettaria del 10% (D.L. 185/2008) se l'istanza era stata presentata tempestivamente.
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Rimborso IRAP: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società aveva richiesto il rimborso IRPEG per l'indeducibilità dell'IRAP sui costi del personale per il 2005. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per le istanze presentate prima delle nuove leggi, si applica la deduzione forfettaria del 10% (D.L. 185/2008) e non quella integrale (D.L. 201/2011). La Corte ha cassato la precedente sentenza, che aveva erroneamente concesso il rimborso IRAP totale, e ha rinviato il caso al giudice di merito per il ricalcolo.
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Deducibilità IRAP: limiti retroattivi per il rimborso
Una società chiedeva il rimborso dell'IRPEG per l'anno 2004, a causa della mancata deduzione dell'IRAP sui costi del personale. I giudici di merito avevano concesso il rimborso integrale basandosi su una legge del 2011. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Corte Suprema ha stabilito che la piena deducibilità IRAP non si applica ai periodi d'imposta per cui il termine di decadenza per il rimborso era già spirato al momento dell'entrata in vigore della nuova legge. Per tali casi, si applica la precedente norma, che prevede una deduzione forfettaria del 10%. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Deducibilità IRAP: i limiti della retroattività
Una società richiedeva il rimborso dell'IRPEG per la mancata deduzione dei costi del personale dall'IRAP per l'anno 2006. Le corti di merito avevano concesso la deduzione integrale basandosi su una legge sopravvenuta (D.L. 201/2011). La Corte di Cassazione ha invece chiarito che per i periodi d'imposta per cui il termine di decadenza per il rimborso era già spirato al momento dell'entrata in vigore della nuova norma, si applica solo la deduzione forfettaria del 10% (prevista dal D.L. 185/2008), e non quella integrale. La sentenza chiarisce quindi l'ambito di applicazione temporale delle norme sulla deducibilità IRAP.
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Autonoma organizzazione IRAP: no con 2 part-time
Una professionista del settore sanitario ha ottenuto un rimborso IRAP nonostante avesse due assistenti part-time. La Corte di Cassazione ha stabilito che due dipendenti part-time, equiparabili a uno full-time con mansioni meramente esecutive, non integrano di per sé il requisito dell'autonoma organizzazione IRAP, confermando che l'imposta non è dovuta se l'apporto dei collaboratori non potenzia l'attività del professionista oltre la sua capacità personale.
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Deduzioni IRAP: quando si applicano alle concessioni
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alle deduzioni IRAP per una società di gestione di infrastrutture ferroviarie. La sentenza chiarisce che l'esclusione dal beneficio fiscale del cuneo fiscale si applica solo quando coesistono due condizioni: l'operatività in regime di 'concessione' con trasferimento del rischio economico e la presenza di una 'tariffa remunerativa' che già compensi i costi fiscali. In assenza di uno di questi requisiti, l'agevolazione spetta.
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Cuneo fiscale IRAP: quando si applica l’esclusione?
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso IRAP relativo al cuneo fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che l'esclusione dal beneficio fiscale si applica solo se coesistono due condizioni: l'operatività in regime di 'concessione', con trasferimento del rischio operativo, e l'applicazione di una 'tariffa remunerativa', capace cioè di generare profitto e di coprire già i costi fiscali. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Deduzione IRAP: appalto di servizi non è concessione
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso IRAP relativo alla deduzione del cuneo fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'esclusione dalla deduzione IRAP si applica solo in presenza cumulativa di due requisiti: una vera 'concessione' con trasferimento del rischio operativo all'impresa e una 'tariffa remunerativa' pagata dagli utenti. Poiché la società operava in base a un contratto di servizio con un corrispettivo pagato dall'ente pubblico, senza assunzione di rischio né tariffa, ha diritto all'agevolazione.
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Rimborso IRAP enti pubblici: la Cassazione decide
Un Ente Pubblico ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata in eccesso a causa dell'errata inclusione delle retribuzioni di dipendenti disabili nella base imponibile. La questione centrale riguardava il momento da cui far decorrere il termine di decadenza per la richiesta. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per il rimborso IRAP, il termine decorre dalla data di ogni singolo versamento, anche se in acconto, qualora l'indebito pagamento sia verificabile dal contribuente sin da quel momento. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, respingendo l'istanza di rimborso dell'Ente.
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Autonoma organizzazione: la Cassazione annulla
Un attore cinematografico ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo la mancanza di un'autonoma organizzazione. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. La commissione, in qualità di giudice di rinvio, aveva omesso di effettuare l'analisi fattuale richiesta, limitandosi a copiare la motivazione di un'altra sentenza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che determini concretamente la sussistenza del presupposto impositivo dell'IRAP.
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IRAP e autonoma organizzazione: la Cassazione decide
Un noto attore cinematografico ha chiesto il rimborso dell'IRAP versata per diversi anni, sostenendo la mancanza di un'autonoma organizzazione. Dopo la formazione di un silenzio-rifiuto da parte dell'Amministrazione Finanziaria, i giudici di primo e secondo grado hanno accolto le ragioni del contribuente. L'Agenzia Fiscale ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. La decisione sottolinea che l'esistenza di un'autonoma organizzazione è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito e che la collaborazione in un trio artistico non implica automaticamente la sussistenza del presupposto impositivo dell'IRAP.
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