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Invasione Di Terreni

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Invasione di terreni e comproprietà: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di invasione di terreni e edifici. Il caso riguardava un individuo accusato di aver occupato illecitamente un terrazzo parcheggiandovi l'auto. La difesa sosteneva che il terrazzo fosse in comproprietà con il querelante, come accertato da una sentenza civile definitiva. I giudici di merito avevano ignorato tale prova, ma la Cassazione ha ritenuto la loro motivazione contraddittoria e carente, sottolineando che l'elemento dell'"altruità" del bene è fondamentale per configurare il reato. Il processo è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Invasione di terreni: non c’è reato senza invasione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per il reato di invasione di terreni, specificando che tale reato non sussiste se il soggetto è già nel possesso del bene. La Corte ha chiarito che il delitto previsto dall'art. 633 c.p. tutela il possesso di fatto e richiede un'introduzione arbitraria 'dall'esterno', non una mera disputa sulla proprietà. Inoltre, è stato giudicato illogico dedurre il dolo specifico dalla semplice presentazione di una domanda di usucapione in sede civile.
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Invasione di terreni: la pena è illegale? Analisi
La Corte di Cassazione analizza un caso di invasione di terreni, confermando la condanna dell'amministratrice di una società che aveva acquistato un'area all'asta. La Corte ribadisce che il reato tutela il possesso di fatto e non la proprietà. Tuttavia, annulla la sentenza riguardo la pena di otto mesi di reclusione, giudicandola illegale. Il reato, di competenza del Giudice di Pace, prevede sanzioni pecuniarie o alternative, non la detenzione. Il caso viene quindi rinviato alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena.
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Invasione di terreni: Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 29 ottobre 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di invasione di terreni. Il punto centrale della decisione è la chiara definizione del concetto di 'invasione' ai sensi dell'art. 633 del codice penale: non è necessaria la violenza, ma è sufficiente l'introduzione arbitraria, ovvero senza diritto, nella proprietà altrui. L'occupazione che ne consegue è semplicemente la materializzazione della condotta illecita. Il ricorso è stato respinto perché tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Invasione di terreni: i motivi non proposti in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per invasione di terreni. La decisione si fonda su due principi cardine: primo, non è possibile presentare per la prima volta in Cassazione motivi non sollevati in appello, interrompendo la 'catena devolutiva'. Secondo, la Corte ha ribadito la differenza tra il reato di invasione di terreni e il semplice ingresso abusivo, sottolineando che compiere atti 'uti dominus' (come preparare il terreno alla coltivazione) qualifica il reato più grave.
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Invasione di terreni: quando il possesso non basta?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento danni per il reato di invasione di terreni. La ricorrente aveva costruito una piattaforma in cemento su un'area altrui, sostenendo di esserne già in possesso da tempo. La Corte ha stabilito che, per escludere il reato, il possesso preesistente deve avere un'origine legittima, non potendo una situazione illecita protratta nel tempo sanare il reato stesso. È stata inoltre respinta l'istanza di applicazione di una nuova norma processuale, poiché non retroattiva.
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Invasione di terreni: quando l’ospitalità non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di terreni e danneggiamento a carico di due persone che, pur essendo state autorizzate ad accedere a un fondo da una comproprietaria, si erano comportate come proprietari esclusivi. Gli imputati avevano recintato il terreno e tagliato alberi, escludendo gli altri aventi diritto. La Corte ha dichiarato i loro ricorsi inammissibili, sottolineando che l'autorizzazione di uno solo non legittima l'appropriazione del bene a danno degli altri comproprietari.
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Invasione di terreni: la Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15958/2025, ha chiarito la natura del reato di invasione di terreni. Il caso riguardava tre persone condannate per l'occupazione abusiva di terreni comunali. Uno dei ricorrenti sosteneva di non aver compiuto l'atto di invasione iniziale, ma di essere solo subentrato ai genitori. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il reato di invasione di terreni si configura ogni volta che si occupa un immobile 'sine titulo', ovvero senza un titolo legittimo, includendo quindi anche chi subentra consapevolmente in una detenzione illegittima altrui. La Corte ha inoltre precisato le regole per il calcolo della prescrizione e della pena applicabile in caso di reato permanente.
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Invasione di terreni: quando è solo illecito civile?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta invasione di terreni, confermando l'assoluzione di due imputati. La Procura aveva impugnato la decisione, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la condotta, priva del necessario dolo, rientra nell'ambito dell'illecito civile e non in quello penale, distinguendo così la semplice occupazione dalla vera e propria invasione penalmente rilevante.
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Invasione di terreni: quando il reato è permanente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per invasione di terreni. La sentenza chiarisce la natura di reato permanente del delitto ex art. 633 c.p., che cessa solo con la condanna o con la fine dell'occupazione. Il ricorso è stato respinto per la sua genericità e frammentarietà, non avendo sollevato censure specifiche e puntuali contro la decisione della Corte d'Appello.
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Invasione di terreni e occupazione: la sentenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9377/2025, ha stabilito che la continua occupazione di un immobile, anche dopo la dichiarazione di prescrizione del reato iniziale di invasione di terreni, costituisce un nuovo e autonomo reato. La Corte ha rigettato il ricorso di due imputati che occupavano un immobile dell'Esercito, affermando che la natura permanente del reato cessa solo con una condanna o con l'abbandono del bene. La prescrizione precedente, accertando l'illegittimità della condotta, non sana l'occupazione, la cui prosecuzione integra una nuova fattispecie criminosa.
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Invasione di terreni: reato permanente senza violenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di invasione di terreni demaniali. La Corte ha chiarito che l'invasione di terreni è un reato permanente che sussiste finché dura l'occupazione senza un titolo valido (sine titulo), anche se l'ingresso iniziale era avvenuto sulla base di un contratto poi scaduto. La nozione di 'invasione' non richiede violenza, ma si configura con la semplice introduzione arbitraria finalizzata all'occupazione.
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