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Intraneità Associativa

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La condizione di essere un membro effettivo e integrato all'interno di un'associazione criminale, e non un semplice collaboratore esterno o occasionale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Amicizia o mafia? Il contributo associativo che costa il carcere
Un uomo, accusato di associazione mafiosa, si è visto negare gli arresti domiciliari. La Cassazione ha confermato la detenzione in carcere, stabilendo un principio chiave: fornire un supporto continuativo, sia finanziario che logistico, a esponenti di spicco di un clan non è un semplice aiuto, ma un vero e proprio **contributo associativo mafioso**. Questo tipo di condotta dimostra l'inserimento stabile del soggetto nel gruppo criminale. La Corte ha ritenuto che la natura eterogenea e costante del suo aiuto, come prestiti e la cessione di un immobile per incontri riservati, provasse la sua piena appartenenza all'organizzazione.
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Concorso esterno 416 bis: Cassazione chiarisce i limiti
Due imputati, condannati per partecipazione mafiosa, vedono il reato riqualificato in concorso esterno 416 bis dalla Corte d'Appello in sede di rinvio. La Cassazione dichiara inammissibili i loro ricorsi, confermando che il giudizio di rinvio era limitato alla sola qualificazione giuridica del fatto e non poteva riesaminare la responsabilità penale già accertata.
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Intraneità associativa: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4017/2024, ha respinto il ricorso di un individuo indagato per narcotraffico e partecipazione a un'associazione criminale. La Corte ha confermato la misura della custodia in carcere, ritenendo solidi gli indizi di una stabile 'intraneità associativa' e giudicando la misura detentiva come l'unica adeguata a prevenire il rischio di recidiva, data la profonda integrazione del soggetto nel tessuto criminale.
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Intraneità associativa: quando si è membri di un clan?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per partecipazione ad associazione mafiosa, stabilendo che la prova della piena intraneità associativa può derivare dalla valutazione complessiva degli indizi. In questo caso, la detenzione di armi con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa, unita ad altri elementi, ha dimostrato un'adesione stabile e volontaria al sodalizio, superando il concetto di mero favore personale a un singolo boss.
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Partecipazione associazione criminale: quando è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una misura cautelare per partecipazione ad associazione criminale finalizzata al narcotraffico. La difesa sosteneva una collaborazione sporadica, ma la Corte ha confermato che elementi come i rapporti pregressi con il capo, il ruolo attivo nel reperire fornitori e l'integrazione nella logistica del gruppo dimostrano un inserimento stabile e consapevole, rendendo irrilevante la breve durata dei fatti contestati.
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