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701 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revoca gratuito patrocinio per colpa grave: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca del gratuito patrocinio a un richiedente protezione internazionale, stabilendo che la colpa grave può essere desunta dalla complessiva inverosimiglianza della narrazione. Ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso dell'avvocato in proprio, poiché la legittimazione a opporsi alla revoca spetta solo alla parte interessata e non al suo difensore per questioni che non riguardano la liquidazione dei compensi.
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Spese ATP: chi paga? La Cassazione chiarisce la regola
Una società era stata erroneamente condannata a pagare i costi di un Accertamento Tecnico Preventivo da essa non richiesto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che le spese ATP devono essere anticipate dalla parte che avvia il procedimento, a prescindere da una valutazione preliminare sulla colpa. La ripartizione finale dei costi avverrà solo nell'eventuale successivo giudizio di merito.
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Agevolazioni tributarie: sì al rimborso per chi lavora
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale basato su agevolazioni tributarie per eventi calamitosi. Pur non essendo residente in un'area colpita, vi svolgeva la sua attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso, stabilendo che il beneficio si estende a chi lavora nei comuni designati, non solo ai residenti. L'appello dell'Agenzia delle Entrate è stato respinto sulla base di un'interpretazione estensiva e logica della normativa.
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Rimborso Sisma: residenza decisiva per il beneficio
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale legato al sisma del 1990 in Sicilia. I tribunali di merito avevano accolto la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Con l'ordinanza in esame, la Corte ha stabilito un principio fondamentale: per i lavoratori dipendenti, il diritto al rimborso sisma è legato esclusivamente alla loro residenza in uno dei comuni colpiti, e non alla sede dell'azienda per cui lavorano. Poiché il lavoratore non risiedeva in una delle aree designate, la sua richiesta è stata definitivamente respinta.
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Indennità una tantum: chi paga dopo il cambio appalto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cambio appalto, il datore di lavoro subentrante non è tenuto a corrispondere l'intera indennità una tantum per la vacanza contrattuale, ma solo la quota relativa al periodo in cui il lavoratore ha prestato servizio alle sue dipendenze. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'azienda, affermando il principio di proporzionalità e respingendo la tesi che l'obbligazione dovesse gravare integralmente sull'ultimo datore di lavoro.
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Notifica ricorso Cassazione: inammissibile senza avviso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente regionale contro gli eredi di un medico. La controversia riguardava il risarcimento per il ritardo nell'individuazione di zone lavorative disagiate. Nonostante la Corte d'Appello avesse riconosciuto la responsabilità contrattuale dell'ente e il diritto al risarcimento, il ricorso in Cassazione è stato bloccato da un vizio procedurale: la mancata allegazione dell'avviso di ricevimento della notifica del ricorso stesso. La Suprema Corte ha ribadito che la prova del perfezionamento della notifica è essenziale, e la sua assenza rende l'atto inesistente e il ricorso inammissibile, impedendo qualsiasi esame del merito della questione.
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Remunerazione specializzandi medici: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4508/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per la mancata remunerazione degli specializzandi medici iscritti ai corsi prima del 1983, ma solo per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un vizio procedurale: la Corte d'Appello non aveva correttamente rideterminato l'importo del risarcimento per uno dei medici nel dispositivo della sentenza.
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Improcedibilità del ricorso: il deposito degli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso di un'automobilista che chiedeva un risarcimento danni per un incendio. La decisione si fonda sul mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata e delle relate di notificazione, adempimenti procedurali ritenuti indispensabili per verificare la tempestività e la procedibilità del gravame.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. Gli errori riguardavano l'omissione e l'errata indicazione dei nomi di alcune parti processuali nell'intestazione del provvedimento. La Corte ha chiarito che tale procedura, di natura amministrativa, non comporta la condanna alle spese, poiché non vi è una parte soccombente. Il caso evidenzia l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari e il meccanismo previsto dalla legge per rimediare a sviste che non incidono sul contenuto della decisione.
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Ricorso improcedibile: copia autentica della sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso improcedibile poiché i ricorrenti non hanno depositato la copia autentica della sentenza impugnata. Il caso riguardava la richiesta di alcuni lavoratori contro un ente comunale per adeguamenti contributivi. La decisione sottolinea l'importanza inderogabile degli adempimenti formali nel processo civile.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia formale da parte dei ricorrenti. Poiché la controparte non si è costituita, non è stata emessa alcuna condanna alle spese. L'ordinanza chiarisce inoltre che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia, non sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Prova danno auto: la fattura è necessaria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1560/2026, ha stabilito che per ottenere il risarcimento dei danni a un veicolo non è sufficiente la stima di un perito. È necessaria una prova danno auto concreta della spesa sostenuta, come una fattura o una ricevuta fiscale. Nel caso specifico, un automobilista che aveva riparato il proprio veicolo "in economia" si è visto negare il risarcimento aggiuntivo richiesto proprio per la mancanza di documentazione che attestasse l'effettivo esborso economico.
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Occultamento doloso debito e quadro RR: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale non viene sospeso se l'ente non fornisce prove concrete dell'intento fraudolento del contribuente. Il debito è stato quindi dichiarato prescritto.
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Indennità Covid agricoli: no al cumulo con altre
La Corte di Cassazione ha stabilito che le indennità Covid agricoli non sono cumulabili con quelle previste per altri lavoratori stagionali. La legislazione emergenziale ha creato due regimi di sostegno distinti e non sovrapponibili, escludendo che un operaio agricolo a tempo determinato possa beneficiare di entrambe le misure per la stessa attività lavorativa.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: quando decorre?
Una lavoratrice del settore pubblico, dopo aver ottenuto la riqualificazione del suo contratto da autonomo a subordinato, ha visto le sue richieste di differenze retributive parzialmente negate. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione crediti lavoro nel pubblico impiego decorre durante il rapporto e non dalla sua cessazione, negando l'applicabilità del cosiddetto 'metus' (timore del licenziamento) tipico di alcuni rapporti privati.
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Liquidazione spese legali: no al compenso globale
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una cittadina contro l'Ente Previdenziale, stabilendo un principio fondamentale sulla liquidazione spese legali. La Corte ha chiarito che il giudice non può liquidare le spese legali in un'unica somma forfettaria (onnicomprensiva), ma deve specificare dettagliatamente gli importi per ogni fase del giudizio. Questa pratica è necessaria per consentire la verifica del rispetto dei minimi tariffari e tutelare la dignità professionale dell'avvocato. La sentenza del tribunale, che aveva liquidato un importo globale, è stata quindi annullata con rinvio per una corretta e analitica determinazione dei compensi.
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Estinzione del processo: la Cassazione chiude il caso
Una banca cooperativa aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello che la condannava a risarcire una società fallita per oltre 63.000 euro. Nonostante i complessi motivi di ricorso, basati su vizi procedurali e violazioni di norme bancarie, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione è stata presa non entrando nel merito della questione, ma a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dalla stessa banca, ponendo così fine alla controversia.
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Accettazione tacita di eredità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato che l'adesione di un chiamato all'eredità a una domanda di divisione giudiziale costituisce un'accettazione tacita di eredità. Nel caso specifico, un debitore, convenuto in giudizio da un creditore per la divisione dei beni ereditari del padre, aveva inizialmente aderito alla richiesta, salvo poi negare di essere erede. La Corte ha stabilito che tale comportamento processuale iniziale è un atto inequivocabile che presuppone la volontà di accettare l'eredità, rendendo irrilevanti le successive ritrattazioni.
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Cessazione materia del contendere: il caso tributario
Un'azienda di servizi sociali si oppone a un avviso di accertamento IVA. Dopo vari gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate annulla l'atto in autotutela. La Cassazione dichiara la cessazione materia del contendere, chiudendo il caso senza una decisione di merito.
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Notifica all’estero: valida se all’indirizzo AIRE
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di una notifica all'estero effettuata presso l'indirizzo di residenza risultante dall'AIRE, anche se il destinatario si era trasferito altrove senza comunicarlo. La Corte ha ritenuto che l'indirizzo ufficiale, peraltro confermato dallo stesso destinatario in un precedente atto, costituisca un luogo "riferibile" al soggetto, rendendo la notifica legittima ai sensi del Regolamento UE 1393/2007. La decisione sottolinea l'onere del cittadino di mantenere aggiornati i propri dati anagrafici.
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