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Interruzione Prescrizione Contributi

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento Fiscale Blocca Prescrizione Contributi: Vince l’INPS
Un commerciante si oppone a una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo che il debito sia caduto in prescrizione. L'Istituto Previdenziale, tuttavia, fa valere un precedente avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate come atto idoneo a fermare i termini. La Corte di Cassazione conferma questa linea, stabilendo un importante principio sull'interruzione prescrizione contributi: l'accertamento fiscale che rileva un maggior reddito è efficace anche per interrompere la prescrizione dei crediti contributivi dell'INPS. Di conseguenza, il ricorso del commerciante viene respinto, e quest'ultimo è tenuto a versare quanto dovuto.
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Causa Lavoratore: INPS vince su interruzione prescrizione contributi
Un'azienda riteneva prescritti i contributi previdenziali richiesti dall'INPS a seguito di una causa di lavoro intentata da un suo ex dipendente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la partecipazione dell'INPS al precedente giudizio tra lavoratore e datore di lavoro costituisce un valido atto di **interruzione prescrizione contributi**. Secondo i giudici, la prova di tale partecipazione può essere desunta anche tramite presunzioni, basate sugli atti del processo precedente. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata a versare i contributi dovuti e a pagare le spese legali.
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Interruzione prescrizione contributi: la rateazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che la richiesta di rateizzazione di un debito previdenziale produce l'effetto di interruzione prescrizione contributi. Il caso nasce dall'opposizione di una società contro estratti di ruolo per debiti INPS e INAIL, sostenendo la mancata notifica degli atti e l'avvenuta prescrizione. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che l'istanza di rateazione non solo interrompe la prescrizione ma preclude anche la possibilità di contestare la mancata conoscenza degli atti impositivi.
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Prescrizione contributi: basta la volontà del creditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31458/2024, ha rigettato sia il ricorso di un contribuente sia quello dell'ente previdenziale in materia di contributi. La Corte ha chiarito il principio di interruzione prescrizione contributi, affermando che un atto interruttivo è valido anche senza la quantificazione esatta del debito, essendo sufficiente la chiara volontà del creditore di riscuotere. Ha inoltre confermato che i redditi da partecipazione in società di capitali, se non legati all'attività lavorativa, non rientrano nella base imponibile contributiva.
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Interruzione prescrizione contributi: la Cassazione decide
Un professionista si opponeva a una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo la prescrizione del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le comunicazioni inviate dalla cassa di previdenza erano idonee a determinare l'interruzione prescrizione contributi. La decisione sottolinea l'importanza della specificità degli atti interruttivi e il rigore formale richiesto nei ricorsi.
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