Due contribuenti hanno impugnato un accertamento fiscale relativo alla plusvalenza da cessione di terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva calcolato l'imposta IRPEF basandosi esclusivamente sul valore del terreno accertato ai fini dell'imposta di registro, ritenendolo superiore al prezzo dichiarato. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente dato ragione al fisco. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, per effetto del D.Lgs. 147/2015, l'amministrazione non può più presumere un maggior corrispettivo solo sulla base del valore di registro. L'ufficio deve invece fornire prove ulteriori, gravi, precise e concordanti per dimostrare che il prezzo effettivamente incassato sia superiore a quello dichiarato nell'atto di vendita.
Continua »