LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Interpello Disapplicativo

Pagina 7 di 7

132 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Interpello disapplicativo: impugnabile il diniego
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'immediata impugnabilità del provvedimento di diniego a un'istanza di interpello disapplicativo. Il caso riguardava una società che non poteva operare a causa di gravi fattori esterni, come il fallimento della società venditrice di un immobile necessario all'attività. La Corte ha stabilito che tale diniego, pur non essendo nell'elenco degli atti tipici, manifesta una pretesa fiscale definita e lesiva, garantendo al contribuente il diritto alla tutela giurisdizionale. La decisione è rafforzata dal richiamo ai principi del diritto UE, che ritengono incompatibile la normativa italiana sulle società di comodo con la direttiva IVA.
Continua »
Società di comodo: quando si applica alle agricole?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4113/2025, ha chiarito che la disciplina sulle società di comodo si applica anche alle imprese agricole per le annualità antecedenti al 2012. La sola natura agricola dell'attività non è sufficiente a superare la presunzione legale di non operatività. Per vincere la presunzione, il contribuente deve fornire la prova di situazioni oggettive e straordinarie che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente escluso l'applicazione della normativa, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Società non operative: rimborso IVA sempre dovuto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4157/2025, ha stabilito che la normativa italiana sulle società non operative è incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, non è possibile negare il rimborso del credito IVA a una società solo perché i suoi ricavi sono inferiori a una soglia minima presunta dalla legge. La decisione si basa su un recente pronunciamento della Corte di Giustizia UE, che ha riaffermato il principio di neutralità dell'IVA, svincolando il diritto alla detrazione dal raggiungimento di specifici risultati economici, salvo i casi di frode o abuso.
Continua »
Società di comodo agricole: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina sulle società di comodo si applica anche alle imprese agricole per gli anni d'imposta precedenti alla loro esclusione normativa. Con l'ordinanza in esame, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che la natura agricola di un'impresa non è di per sé sufficiente a superare la presunzione di non operatività. Per vincere tale presunzione, la società contribuente deve fornire la prova di specifiche e oggettive circostanze che hanno reso impossibile il raggiungimento dei ricavi minimi previsti dalla legge, non essendo sufficienti generici riferimenti a fattori climatici o di mercato. La Corte ha inoltre confermato la non retroattività della norma del 2012 che ha escluso le società agricole da tale disciplina.
Continua »
Interpello Disapplicativo: Sì all’impugnazione del diniego
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15191/2025, ha stabilito che il rigetto di un'istanza di interpello disapplicativo, emesso ai sensi della normativa previgente (art. 37-bis, d.P.R. 600/1973), è un atto autonomamente impugnabile. La Corte ha chiarito che tale diniego, pur non essendo immediatamente esecutivo, comunica al contribuente una pretesa tributaria definita, legittimando così il ricorso al giudice tributario. La sentenza ha inoltre confermato la legittimazione processuale concorrente di tutti gli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Competenza territoriale: decide l’ufficio che emette l’atto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale per impugnare un diniego dell'amministrazione finanziaria spetta al giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio che ha emesso l'atto, non quello del domicilio fiscale del contribuente. Il caso riguardava il diniego di disapplicazione delle norme sulle società di comodo. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva individuato la competenza nel foro del contribuente, rinviando la causa al giudice competente.
Continua »
Società di comodo: detrazione IVA sempre garantita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18192/2025, ha stabilito che la normativa italiana sulle società di comodo non può automaticamente negare il diritto alla detrazione dell'IVA. Allineandosi a una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha affermato che il solo mancato superamento di una soglia di ricavi predeterminata non è sufficiente a escludere tale diritto, che può essere negato solo in caso di frode o abuso. Di conseguenza, la Corte ha cassato la decisione dei giudici di merito che avevano negato il rimborso di un credito IVA a una società immobiliare, rinviando il caso per un nuovo esame basato sui principi europei.
Continua »
Società di comodo: Diritto alla detrazione IVA
Una società turistica si è vista negare la compensazione di crediti IVA perché considerata "società di comodo" a causa dei bassi ricavi. La Corte di Cassazione, applicando una fondamentale sentenza della Corte di Giustizia UE, ha ribaltato la logica della normativa nazionale. Ha stabilito che il diritto alla detrazione IVA non può essere negato solo per il mancato raggiungimento di una soglia di reddito presunta, purché l'impresa svolga un'effettiva attività economica e non vi siano prove di frode o abuso del diritto. La normativa italiana in contrasto con i principi europei deve essere disapplicata.
Continua »
Società di comodo: il Fisco rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio riguardante una società di comodo. L'Agenzia delle Entrate aveva presentato ricorso contro una decisione favorevole a una società, ma ha poi rinunciato a causa di modifiche normative che hanno reso l'appello privo di interesse. La Corte ha quindi archiviato il caso senza una decisione nel merito.
Continua »
Società non operative: Cassazione annulla sentenza
Una società editoriale, qualificata come 'società non operative' dall'Amministrazione Finanziaria, aveva ottenuto ragione in primo grado. La decisione era stata poi ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello, giudicandola carente e illogica nella motivazione, in particolare riguardo la crisi del settore editoriale e la congruità dei canoni percepiti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Società di comodo: test inapplicabile a neocostituite
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22007/2025, ha annullato un accertamento fiscale contro una società neocostituita. La Corte ha stabilito che il test di operatività triennale per qualificare una società di comodo non è applicabile se l'azienda non ha almeno due esercizi sociali completi antecedenti a quello accertato. Inoltre, ha ribadito che la disciplina nazionale sulle società di comodo è incompatibile con la normativa europea sull'IVA, non potendo limitare il diritto alla detrazione sulla base di presunzioni di non operatività.
Continua »
Società di comodo: interpello non obbligatorio
Una società alberghiera, considerata 'società di comodo' per insufficienti ricavi, si è vista accogliere il ricorso dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno annullato la decisione di merito per 'motivazione apparente' e hanno ribadito un principio fondamentale: l'interpello disapplicativo non è un requisito obbligatorio per poter dimostrare in tribunale l'esistenza di cause oggettive che giustificano la non operatività, garantendo così la piena tutela giurisdizionale del contribuente.
Continua »