LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Intermediazione

Pagina 2 di 2

34 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Competenza Sezioni Specializzate: banche e investimenti
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini della **Competenza Sezioni Specializzate** in materia di impresa in una lite tra un investitore e un istituto bancario. Il caso riguardava la richiesta di nullità di un acquisto di obbligazioni subordinate, successivamente convertite in azioni, per violazione degli obblighi informativi previsti dal TUF. Mentre il tribunale ordinario aveva declinato la competenza a favore della sezione specializzata, la Suprema Corte ha stabilito che la controversia non ha natura societaria. Poiché l'oggetto del contendere è il contratto d'investimento e la condotta dell'intermediario, la competenza resta del tribunale ordinario, essendo irrilevante la successiva conversione dei titoli in partecipazioni sociali.
Continua »
Scommesse abusive: condanna per raccolta senza licenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di scommesse abusive a carico di un operatore che raccoglieva giocate per conto di un bookmaker estero senza le necessarie autorizzazioni italiane. Nonostante le difese basate su presunte discriminazioni comunitarie e sull'ignoranza della legge, i giudici hanno ribadito che l'attività di intermediazione diretta e la gestione di conti-gioco personali per conto terzi integrano l'illecito penale. La parola_chiave scommesse abusive si applica poiché l'imputato operava in assenza della licenza di polizia ex art. 88 TULPS.
Continua »
Intermediazione finanziaria: validità contratti banca
La Corte di Cassazione ha affrontato un complesso caso di intermediazione finanziaria relativo alla validità di contratti quadro e operazioni in derivati (options). I ricorrenti avevano impugnato la decisione della Corte d'Appello che confermava la validità dei contratti bancari nonostante la mancata firma dell'intermediario e la presunta mancanza di causa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando in primis il difetto di rappresentanza di uno dei ricorrenti e, nel merito, la mancanza di specificità delle doglianze. È stato ribadito che la sottoscrizione del cliente e la consegna della copia sono sufficienti a integrare il requisito della forma scritta richiesto dal T.U.F.
Continua »
Offerta in vendita: quando scatta il reato di droga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre imputati coinvolti in un traffico internazionale di cocaina, rigettando i ricorsi per inammissibilità. Il fulcro della decisione riguarda la configurabilità del reato di offerta in vendita di un chilogrammo di cocaina, utilizzato come campione per una trattativa più ampia. La Corte ha stabilito che l'offerta in vendita si perfeziona nel momento in cui il soggetto manifesta seriamente la disponibilità della droga, a patto che abbia la capacità di reperirla in tempi ragionevoli. È stata inoltre confermata l'aggravante dell'agevolazione mafiosa per uno degli imputati, ritenuto organico a una consorteria criminale operante nel porto di Gioia Tauro.
Continua »
Scommesse abusive: quando scatta la prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per scommesse abusive a carico del gestore di un esercizio commerciale. Il caso nasce dal ritrovamento di un terminale con un conto gioco aperto appartenente a un cliente e di palinsesti sportivi. La Suprema Corte ha chiarito che la semplice messa a disposizione di una connessione internet non configura il reato di intermediazione se il cliente utilizza credenziali proprie. Poiché il ricorso non era inammissibile e il reato risultava estinto per decorso del tempo, la Cassazione ha dichiarato la prescrizione, considerandola più favorevole per l'imputato rispetto alla precedente declaratoria di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Confisca per equivalente: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi soggetti condannati per narcotraffico, confermando la legittimità della confisca per equivalente applicata ai loro beni. Il cuore della decisione risiede nella distinzione tra la confisca per sproporzione, che richiede una correlazione temporale tra l'acquisto del bene e il reato, e la confisca per equivalente. Quest'ultima, avendo una funzione ripristinatoria del valore illecito acquisito, può colpire qualsiasi bene nella disponibilità del reo, indipendentemente dal momento in cui è stato acquistato o dalla sua provenienza lecita. La Corte ha inoltre confermato la corretta applicazione delle pene e il diniego delle attenuanti generiche nella misura massima.
Continua »
Lavoro precario: stop assunzioni senza concorso
Un gruppo di operatori socio-sanitari ha agito contro un'azienda ospedaliera pubblica denunciando una situazione di lavoro precario derivante da un'illecita intermediazione di manodopera tramite cooperativa. I lavoratori chiedevano la costituzione di un rapporto a tempo indeterminato o il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che nelle pubbliche amministrazioni il divieto di trasformazione del rapporto ex art. 36 d.lgs. 165/2001 è assoluto, anche in caso di violazione di norme imperative. Inoltre, ha negato il risarcimento poiché il danno non era stato provato e non era applicabile la presunzione del danno comunitario, tipica solo della reiterazione abusiva di contratti a termine.
Continua »
Intermediazione stupefacenti: guida alla Cassazione
La Suprema Corte ha confermato la condanna per intermediazione stupefacenti relativa all'acquisto di 35 kg di hashish. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi erano generici, miravano a una rivalutazione dei fatti già decisi in appello e introducevano una richiesta di riqualificazione del reato come 'fatto lieve' mai presentata nei gradi precedenti. La decisione ribadisce che in sede di legittimità non è possibile riesaminare le prove se la motivazione dei giudici di merito è logica e coerente.
Continua »
Intermediazione scommesse: il reato è configurato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il titolare di un bar che effettuava intermediazione scommesse. Usare il conto gioco di un dipendente per scommettere per un cliente, anche in presenza di un contratto per la promozione di giochi, integra il reato di raccolta abusiva di scommesse e non una semplice contravvenzione, in quanto configura un'attività di intermediazione non autorizzata.
Continua »
Raccolta scommesse illegale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un centro scommesse, condannato per raccolta scommesse illegale. La Corte ha stabilito che l'attività non era una mera trasmissione di dati, ma un'intermediazione diretta, con incasso di denaro e uso di conti gioco personali. Tale condotta integra il reato, a prescindere da eventuali discriminazioni subite dal bookmaker estero nelle gare per le concessioni italiane.
Continua »
Intermediazione stupefacenti: la condanna è valida
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per intermediazione stupefacenti. La sentenza stabilisce che la condanna è legittima anche se gli acquirenti della droga sono stati assolti in un processo separato. La Corte ha chiarito che, ai fini della prova, il riconoscimento vocale effettuato dalla polizia giudiziaria durante le intercettazioni può essere sufficiente, senza la necessità di una perizia fonica, e che l'attività di intermediazione è reato a prescindere dal fatto che venditore e acquirente si conoscano già.
Continua »
Intermediazione scommesse illegale: la Cassazione
La Cassazione conferma la condanna per un gestore di un centro scommesse per il reato di intermediazione scommesse illegale. Il ricorso è inammissibile perché la raccolta di scommesse per conto di un bookmaker senza autorizzazione integra il delitto previsto dall'art. 4, comma 4-bis, l. 401/1989, e non una semplice contravvenzione.
Continua »
Raccolta abusiva di scommesse: il caso dell’Internet Point
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un gestore di un'attività commerciale che, sotto l'apparenza di un Internet Point, realizzava una raccolta abusiva di scommesse per conto di bookmaker stranieri. L'ordinanza ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, sottolineando il carattere professionale dell'attività e respingendo la tesi della particolare tenuità del fatto. La decisione evidenzia che mascherare l'attività illecita non esclude la responsabilità penale.
Continua »
Intermediazione stupefacenti: prova senza sequestro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando una condanna per traffico di droga. Si ribadisce che per l'intermediazione stupefacenti basta manifestare la disponibilità della sostanza e che l'aggravante dell'ingente quantità può essere provata anche indirettamente, senza il sequestro fisico della droga. Il diniego delle attenuanti è stato giustificato dalla vicinanza dell'imputato ad ambienti criminali.
Continua »