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Interesse Ad Agire

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851 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto gli atti di notifica prodromici. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa (art. 12, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è permessa solo in tre specifici casi di pregiudizio concreto e attuale per il debitore, che non erano stati dimostrati nel caso di specie, determinando un difetto di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla recente normativa che qualifica l'estratto di ruolo come un mero documento informativo, non autonomamente impugnabile. Secondo la Corte, manca l'interesse ad agire del contribuente fino a quando non venga notificato un atto esecutivo o di intimazione. L'impugnazione estratto di ruolo è quindi possibile solo in casi eccezionali previsti dalla legge, non riscontrati nella fattispecie.
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Estratto di ruolo: quando si può impugnare? La guida
Una società impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per difetto di interesse ad agire. La Corte ha chiarito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti o la perdita di benefici con la P.A., condizioni non presenti nel caso di specie. La decisione sottolinea come la mancanza di interesse ad agire sia rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo.
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Estratto di ruolo: quando non è più impugnabile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica di cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa con efficacia retroattiva, ha dichiarato l'azione inammissibile. L'estratto di ruolo, infatti, non è più direttamente contestabile in tribunale, salvo in casi eccezionali di pregiudizio grave e dimostrato, non presenti in questa vicenda. La sentenza è stata quindi cassata senza rinvio per difetto di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver ricevuto la notifica di quattro avvisi di addebito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo in casi specifici e tassativi. Poiché la società non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto previsto dalla legge (come l'esclusione da appalti pubblici), è stato ritenuto insussistente il suo interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugna un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile applicando la nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio. La Corte stabilisce che, in assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire del ricorrente, cassando la sentenza senza rinvio.
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Impugnazione delibera condominiale: quando è valida?
Un condomino ha promosso un'azione di impugnazione di una delibera condominiale, sollevando diverse eccezioni: omessa convocazione di alcuni proprietari, irregolarità nella redazione del bilancio, illegittimità della nomina e del compenso dell'amministratore. Il Tribunale ha rigettato integralmente il ricorso, confermando la validità della delibera. La sentenza chiarisce i concetti di condominio parziale, che si costituisce ope legis senza necessità di una delibera formale, e di interesse ad agire, che deve essere concreto e non basato su una mera astratta legalità. L'attore è stato inoltre condannato per lite temeraria.
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Interesse ad agire: accordo esecutivo lo fa venir meno
Un proprietario agisce in giudizio per la demolizione di un muro illegittimo, nonostante un precedente ordine di demolizione e un successivo accordo transattivo sulla sua esecuzione. Il Tribunale rigetta la domanda per carenza di interesse ad agire, poiché l'attore non otterrebbe alcuna utilità pratica aggiuntiva da una nuova pronuncia, avendo già gli strumenti per ottenere il risultato desiderato.
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Assegno Circolare Prescritto: Chi Perde i Soldi?
La Corte di Appello di Roma chiarisce le sorti di un assegno circolare prescritto. La sentenza stabilisce che il beneficiario, non avendo incassato il titolo entro il termine di tre anni, perde ogni diritto di pagamento nei confronti della banca emittente. Il diritto a richiedere il rimborso della provvista, versata al Fondo Unico di Giustizia, spetta unicamente a chi aveva richiesto l'emissione dell'assegno (in questo caso, la stessa banca in qualità di terzo pignorato), a condizione che il beneficiario restituisca l'originale del titolo scaduto. La Corte ha rigettato l'appello confermando la decisione di primo grado.
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Impugnazione licenziamento: i termini da rispettare
Un lavoratore del settore scolastico contesta la sua rimozione da una graduatoria e la conseguente risoluzione del contratto. Tuttavia, non impugna un successivo e distinto licenziamento disciplinare. La Corte d'Appello rigetta il suo ricorso, stabilendo che la mancata impugnazione del licenziamento disciplinare lo ha reso definitivo, facendo venire meno l'interesse a contestare gli atti precedenti, poiché il rapporto di lavoro era comunque cessato.
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Interesse ad agire: ricorso inammissibile, i dettagli
Una recente sentenza del Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile il ricorso della figlia di una vittima del dovere per il riconoscimento di benefici pensionistici. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione dell' 'interesse ad agire', poiché la ricorrente non ha provato di essere occupata, condizione necessaria per usufruire concretamente dell'aumento contributivo richiesto.
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