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Institore

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26 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Procura ad litem dell’institore: è sempre valida?
Un cittadino si opponeva a un precetto di pagamento notificato da una società, sostenendo l'invalidità della procura ad litem del legale della controparte. Tale procura era stata conferita da un institore i cui poteri, a dire del ricorrente, erano limitati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la procura generale conferita all'institore, che attribuiva "tutti i poteri di legge", includeva anche la facoltà di nominare avvocati per qualsiasi tipo di controversia, rendendo la procura ad litem pienamente valida.
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Responsabilità personale del direttore per danno ambientale
La Corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità personale del direttore di uno stabilimento industriale per i danni causati ai residenti a causa delle emissioni inquinanti. La sentenza chiarisce che la sua condotta, configurando un illecito penale, esula dalla mera gestione aziendale, giustificando una responsabilità diretta e distinta da quella della società. È stato confermato il risarcimento per la compromissione del godimento degli immobili, provata tramite presunzioni basate sul superamento dei limiti di emissione. La Corte ha cassato la sentenza solo riguardo alla liquidazione degli interessi, rinviando per una nuova valutazione.
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Inammissibilità ricorso cassazione: analisi dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in materia di bancarotta fraudolenta. L'ordinanza sottolinea la mancanza di specificità dei motivi, che non criticavano efficacemente la sentenza d'appello riguardo al dolo, al ruolo dell'imputato e alle attenuanti generiche. Il caso evidenzia l'importanza di un'impugnazione puntuale per evitare l'inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Obbligazione doganale: responsabilità e prova
Una società è stata coinvolta in un caso di importazione con dazi e IVA evasi a causa di documenti falsi. Le corti di merito l'avevano assolta, ritenendo non provata la sua consapevolezza. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il giudice inferiore aveva ignorato prove cruciali che indicavano un coinvolgimento della società. La sentenza chiarisce che la responsabilità per l'obbligazione doganale si estende a chiunque fornisca dati errati, se era o doveva essere a conoscenza della falsità, e che la consapevolezza può essere provata anche tramite indizi.
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Responsabilità doganale per dati falsi: chi paga?
Una società intermediaria in un'operazione di importazione è stata ritenuta soggetta alla responsabilità doganale per dazi e IVA non versati, a causa di dati falsi forniti per la dichiarazione. La Corte di Cassazione, con la sentenza 8103/2019, ha annullato la decisione dei giudici di merito, affermando che la responsabilità si estende a chi fornisce informazioni per la dichiarazione doganale se "avrebbe dovuto ragionevolmente sapere" della loro erroneità. I giudici hanno sottolineato che la presenza di gravi anomalie documentali e il coinvolgimento diretto di una filiale della società erano indizi sufficienti che i giudici precedenti avevano erroneamente ignorato.
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Responsabilità doganale intermediario: il caso studio
Una società, agendo come intermediaria in un'operazione di importazione, è stata ritenuta responsabile per dazi e IVA evasi a causa di dati errati forniti allo spedizioniere. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ruolo attivo della società e le anomalie nella catena di rappresentanza erano sufficienti a dimostrare la sua consapevolezza dell'irregolarità, rovesciando le sentenze di merito. La decisione sottolinea la cruciale importanza della diligenza e della verifica nella gestione della documentazione doganale, evidenziando la responsabilità doganale dell'intermediario anche in assenza di una dichiarazione diretta.
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