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Insolvenza

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186 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fattibilità del piano: quando il concordato fallisce
Una società operante nel settore dei carburanti, dopo aver visto respingere la propria domanda di concordato preventivo e subire la dichiarazione di fallimento, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza sottolinea che il giudice ha il potere di valutare la fattibilità del piano, specialmente per verificarne la manifesta inettitudine a raggiungere gli obiettivi. Nel caso specifico, il piano era generico, non supportato da elementi concreti per superare la crisi, e la stessa proposta di un pagamento dilazionato in cinque anni è stata considerata un indizio dello stato di insolvenza, andando oltre la semplice crisi aziendale.
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Validità notifica fallimento: la parola del postino
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della fede privilegiata della relata di notifica in un caso di fallimento. Una società contestava la validità della notifica del ricorso di fallimento, ricevuta presso la sede legale da una persona che asseriva non essere autorizzata. La Corte ha stabilito che, sebbene la qualifica del ricevente non sia coperta da fede privilegiata e possa essere contestata con prove ordinarie, la società non ha fornito elementi sufficienti per superare la presunzione di validità, confermando la dichiarazione di fallimento.
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Accertamento stato di insolvenza: i poteri del giudice
La Corte di Cassazione conferma la decisione di revocare un fallimento, chiarendo che nell'accertamento dello stato di insolvenza il giudice può valutare autonomamente un credito contestato, anche se confermato da una sentenza non esecutiva. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito che, di fronte a numerosi indizi sulla possibile gratuità di una prestazione professionale, ha escluso la solidità del credito e, analizzando i bilanci, ha negato la sussistenza dello stato di insolvenza della società.
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Insolvenza società in liquidazione: la Cassazione
Una società immobiliare in liquidazione ha impugnato la dichiarazione di fallimento, sostenendo che per le società in tale stato l'insolvenza vada valutata diversamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che non esiste una distinzione nel concetto di insolvenza. Anche per una società in liquidazione, lo stato di insolvenza sussiste quando il patrimonio attivo non è sufficiente a soddisfare integralmente tutti i creditori. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di dimostrare la capacità di far fronte ai debiti grava sulla società debitrice, la quale non era riuscita a fornire prove attendibili del valore del proprio patrimonio.
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Liquidazione giudiziale: i presupposti per l’apertura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa individuale. La decisione si basa sulla presenza di un debito scaduto superiore a €30.000, sull'incapacità dell'imprenditore di dimostrare il possesso dei requisiti per essere considerato 'impresa minore' e sulla conclamata situazione di insolvenza, manifestata dall'impossibilità di far fronte regolarmente ai propri pagamenti. Questa sentenza chiarisce i presupposti fondamentali per l'avvio della procedura di liquidazione giudiziale.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Una società di ristorazione, impossibilitata a pagare canoni di locazione per oltre 78.000 € e con debiti fiscali superiori a 90.000 €, è stata sottoposta a liquidazione giudiziale dal Tribunale di Pescara. Il giudice ha riscontrato un palese stato di insolvenza, poiché la società debitrice non ha adempiuto alle proprie obbligazioni né ha fornito prove della propria stabilità finanziaria, accogliendo il ricorso della società creditrice.
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