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Inottemperanza All'Ordine Di Espulsione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Reato commesso da uno straniero che, dopo aver ricevuto un ordine di lasciare il territorio italiano, non lo rispetta senza un valido e giustificato motivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inottemperanza all’ordine di espulsione: condanna confermata
Un cittadino straniero è stato condannato dal Giudice di Pace alla sanzione pecuniaria di quindicimila euro per l'inottemperanza all'ordine di espulsione ed allontanamento emesso dalle autorità di pubblica sicurezza. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La richiesta di particolare tenuità è inammissibile poiché non formulata durante il dibattimento di primo grado. Inoltre, le attenuanti generiche sono state legittimamente negate a causa della reiterata e prolungata permanenza illegale dello straniero sul suolo italiano, sanzionata già in precedenti occasioni. Il ricorrente deve pagare le spese processuali.
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Inottemperanza all’ordine di espulsione: niente sconti di pena
Un cittadino straniero ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per inottemperanza all'ordine di espulsione. Il reo richiedeva il riconoscimento della particolare tenuità del fatto e la concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno riscontrato la prolungata condotta illecita e la reiterata inosservanza degli ordini di allontanamento. L'imputato deve quindi pagare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Inottemperanza all’ordine di espulsione: condanna per precedenti
Un cittadino straniero è stato condannato per il reato di inottemperanza all'ordine di espulsione dal territorio nazionale. La difesa ha impugnato la condanna davanti alla Corte di Cassazione, lamentando la mancata motivazione del giudice di merito sulla richiesta di proscioglimento per particolare tenuità del fatto e sostenendo l'occasionalità della condotta. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici di legittimità hanno chiarito che i numerosi precedenti penali dell'imputato, già evidenziati per negare le attenuanti generiche, costituiscono una valida motivazione implicita. Tale profilo negativo esclude automaticamente la particolare tenuità della condotta, confermando la piena responsabilità penale e la condanna al pagamento delle spese processuali.
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Inottemperanza all’ordine di espulsione: condanna annullata se pende l’asilo
Il Giudice di Pace aveva condannato un cittadino straniero a una multa di 10.000 euro per inottemperanza all'ordine di espulsione. La difesa ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando che, al momento dell'emissione del decreto di espulsione, era ancora pendente la richiesta di protezione internazionale del cittadino. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la pendenza della domanda di asilo sospende l'efficacia dell'espulsione, rendendo illegittimo il provvedimento amministrativo. Di conseguenza, il giudice penale deve disapplicare l'atto illegittimo. La Suprema Corte ha annullato la condanna e ha rinviato il caso al Giudice di Pace per un nuovo giudizio.
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Particolare tenuità del fatto: condanna annullata se il giudice tace
Uno straniero, condannato per non aver rispettato un ordine di espulsione, aveva chiesto al giudice di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il giudice di pace lo ha condannato senza minimamente menzionare tale richiesta nella sentenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa omissione costituisce un grave vizio di motivazione. Un giudice non può ignorare una richiesta difensiva così importante, ma ha l'obbligo di dare una risposta, anche per negarla. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato parzialmente la sentenza, ordinando a un nuovo giudice di valutare specificamente se al caso si applichi la particolare tenuità del fatto.
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