Un cittadino straniero, padre di cinque figli e convivente con la compagna in Italia, viene condannato per non aver rispettato un ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo un principio fondamentale: la presenza di solidi legami familiari può costituire un 'giustificato motivo' che rende non punibile l'inosservanza dell'ordine di espulsione. Il giudice di merito, infatti, aveva il dovere di valutare attentamente la situazione familiare dell'uomo prima di condannarlo. La sentenza è stata quindi rinviata a un nuovo giudice per una valutazione più approfondita del caso, che tenga conto del diritto alla vita familiare.
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