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Inosservanza Ordine Di Espulsione

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inosservanza ordine di espulsione: il disagio economico non scusa
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Lavoratore condannato per inosservanza ordine di espulsione. Il Lavoratore aveva tentato di giustificare la sua permanenza con un presunto disagio economico e sociale. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il disagio economico non costituisce un giustificato motivo per non rispettare l'ordine di lasciare il territorio. La sentenza ha confermato la condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, sottolineando l'irrilevanza di tale difesa.
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Inosservanza ordine di espulsione: povertà non giustifica la violazione
Un Cittadino Straniero è stato condannato per l'inosservanza ordine di espulsione. Ha presentato ricorso, sostenendo che la sua situazione di povertà fosse un giustificato motivo e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il mero disagio socio-economico non costituisce un giustificato motivo per non rispettare l'ordine di espulsione. Inoltre, la particolare tenuità del fatto non si applica se il reato è stato accertato in concomitanza con altri gravi illeciti. Il Cittadino Straniero ha perso e deve pagare le spese processuali.
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Inosservanza ordine di espulsione: Cassazione boccia ricorso per mancata prova
Un cittadino straniero è stato condannato per l'inosservanza di un ordine di espulsione, avendo continuato a rimanere nel territorio italiano. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'ordine fosse illegittimo perché non possedeva un documento valido per l'espatrio, rendendo impossibile la partenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il ricorrente non aveva sollevato la questione dell'assenza del documento durante il processo di merito. La Cassazione ha così confermato la condanna e ha imposto al cittadino straniero il pagamento delle spese processuali.
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Inosservanza ordine di espulsione: la povertà non è giustificazione
Un Lavoratore straniero, condannato per l'inosservanza ordine di espulsione e soggiorno illegale, ha presentato ricorso. Ha sostenuto che la sua povertà estrema gli impediva di ottenere i documenti di viaggio, costituendo un giustificato motivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il mero disagio economico non basta a giustificare l'inosservanza. Il Lavoratore avrebbe dovuto attivarsi presso le autorità consolari. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna e imponendo ulteriori spese.
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Ordine di espulsione vs 5 figli: la Cassazione annulla la condanna
Un cittadino straniero, padre di cinque figli e convivente con la compagna in Italia, viene condannato per non aver rispettato un ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo un principio fondamentale: la presenza di solidi legami familiari può costituire un 'giustificato motivo' che rende non punibile l'inosservanza dell'ordine di espulsione. Il giudice di merito, infatti, aveva il dovere di valutare attentamente la situazione familiare dell'uomo prima di condannarlo. La sentenza è stata quindi rinviata a un nuovo giudice per una valutazione più approfondita del caso, che tenga conto del diritto alla vita familiare.
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