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Ingiusta Detenzione — Anno 2023

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144 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ingiusta Detenzione

Provvedimenti

Ingiusta detenzione: difesa debole non nega il risarcimento
Una donna, assolta dopo un periodo di arresti domiciliari, si vede negare il risarcimento per ingiusta detenzione a causa di una difesa ritenuta debole. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13073/2023, ha annullato tale decisione, stabilendo che una difesa inefficace non costituisce automaticamente la 'colpa grave' necessaria per escludere il diritto all'equa riparazione. Il giudice deve individuare una condotta specifica e causalmente rilevante che ha indotto in errore l'autorità giudiziaria.
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Ingiusta detenzione: niente risarcimento con prescrizione
Un individuo, accusato di gravi reati e sottoposto a detenzione cautelare, ha richiesto un risarcimento per ingiusta detenzione dopo essere stato in parte assolto e in parte prosciolto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se la detenzione è giustificata anche solo da uno dei reati poi prescritti, e questo reato da solo sarebbe stato sufficiente a legittimare la misura cautelare, il diritto al risarcimento viene meno.
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Ingiusta detenzione: negata se c’è colpa grave
Una donna, assolta dall'accusa di sfruttamento della prostituzione, si è vista negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il suo comportamento, caratterizzato da colpa grave per aver gestito somme di denaro di dubbia provenienza senza indagarne l'origine, ha contribuito a causare il suo arresto, escludendo così il diritto all'indennizzo.
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Ingiusta detenzione: quando la condotta la esclude
La Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un uomo, assolto dall'accusa di omicidio plurimo, ritenendo che la sua condotta gravemente colposa, inclusa la vicinanza agli aggressori e le menzogne rese in interrogatorio, avesse contribuito a causare la sua carcerazione.
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