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Ingente Quantità

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82 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso: spaccio e ingente quantità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso presentato da un imputato condannato per detenzione di circa nove chili di hashish e cento grammi di marijuana. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione sulla qualificazione del fatto, ma i giudici hanno ritenuto le doglianze generiche e prive di un reale confronto critico con la sentenza d'appello. La decisione ribadisce la correttezza dell'aggravante dell'ingente quantità e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Aggravante ingente quantità: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio e riciclaggio a carico di un imputato, ribadendo l'applicabilità della aggravante ingente quantità per il possesso di hashish che superi significativamente le soglie ministeriali e la configurabilità del riciclaggio nel trasporto di denaro sporco per conto di terzi.
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Ingente quantità di droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per detenzione di oltre 9 kg di hashish. La difesa sosteneva l'insussistenza dell'aggravante di ingente quantità e la violazione del principio di correlazione tra accusa e decisione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'enorme numero di dosi ricavabili (oltre 81.000) è un elemento decisivo per configurare l'ingente quantità. Inoltre, ha chiarito che nella fase cautelare la contestazione è fluida e il giudice del riesame può qualificare diversamente il fatto senza violare i diritti di difesa.
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Ingente quantità: Cassazione su inammissibilità ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti con l'aggravante dell'ingente quantità. Il ricorso è stato respinto perché le censure erano una mera ripetizione di quelle già presentate in appello e tendevano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la corretta applicazione dell'aggravante, basata non solo sulla quantità di droga (oltre 56 kg di hashish), ma anche sul principio attivo e sul contesto criminale.
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Ingente quantità: la Cassazione fissa il limite a 2kg
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per coltivazione di cannabis, eliminando l'aggravante dell'ingente quantità. La Corte ha ribadito che, per le droghe leggere, tale aggravante è configurabile solo se il quantitativo di principio attivo supera la soglia dei 2 chilogrammi, come stabilito da precedenti sentenze delle Sezioni Unite. Poiché nel caso di specie il principio attivo era inferiore a tale limite, l'aggravante è stata esclusa e gli atti sono stati rinviati alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena.
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Ingente quantità: la Cassazione sulla droga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per detenzione di un'ingente quantità di stupefacenti. La Corte ha chiarito che l'aggravante dell'ingente quantità non si basa su un mero automatismo numerico, ma su una valutazione complessiva che include il numero di dosi ricavabili, il principio attivo e altri indici, come il denaro e il materiale per il confezionamento trovati.
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Ingente quantità stupefacenti: la Cassazione decide
Due soggetti condannati per la coltivazione di cannabis ricorrevano in Cassazione contestando l'applicazione dell'aggravante per ingente quantità stupefacenti e il diniego delle attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, chiarendo che per la coltivazione l'ingente quantità si valuta sulla potenziale produttività totale e che la gravità del fatto può giustificare il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche anche in assenza di precedenti.
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Ingente quantità: quando scatta l’aggravante?
Un soggetto condannato per detenzione di un notevole quantitativo di stupefacenti ha impugnato la sentenza, contestando l'applicazione dell'aggravante per ingente quantità a causa di presunte irregolarità nell'analisi a campione della sostanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che un'analisi parziale è legittima se proporzionata. Inoltre, ha ribadito che il superamento del "valore soglia" non è automatico, ma deve essere valutato dal giudice considerando la pericolosità complessiva della condotta, come l'enorme numero di dosi ricavabili.
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Patteggiamento in appello e limiti del ricorso
La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre familiari condannati per coltivazione di stupefacenti. La sentenza chiarisce che il patteggiamento in appello preclude la possibilità di contestare la congruità della pena e di richiedere un riesame dei fatti, salvo ipotesi di pena illegale. Viene inoltre confermata la corretta applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità, basata non solo sul peso ma anche su purezza e capacità di diffusione della sostanza.
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Ingente quantità: Cassazione conferma i criteri Biondi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due individui per detenzione di stupefacenti con l'aggravante dell'ingente quantità. I ricorrenti sostenevano l'obsolescenza dei criteri giurisprudenziali, ma la Corte ha ribadito la validità del principio secondo cui si configura l'ingente quantità quando il quantitativo supera di 2.000 volte la dose massima singola, respingendo l'appello.
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Ingente quantità stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due individui arrestati con oltre 23 kg di marijuana, accusati di detenzione a fini di spaccio. La sentenza chiarisce che, in fase cautelare, per configurare l'aggravante dell'ingente quantità, il solo peso lordo della sostanza può essere un indizio sufficiente, rimandando l'analisi chimica precisa al dibattimento. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della misura cautelare in carcere, ritenendo logica e ben motivata la valutazione del Tribunale del riesame sulla pericolosità sociale degli indagati.
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Ricorso inammissibile per droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per traffico di un'ingente quantità di stupefacenti. La decisione si fonda sulla natura reiterativa e aspecifica dei motivi di ricorso, che non contestavano efficacemente la logica della sentenza d'appello. La Corte ha confermato la valutazione sulla pericolosità sociale dell'imputato, aggravata dalla recidiva e dalla modalità del reato, commesso in presenza del figlio minore, escludendo così le attenuanti generiche. Il caso evidenzia come un ricorso inammissibile porti alla conferma della condanna.
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Ingente quantità: i criteri per l’aggravante
La Corte di Cassazione interviene su un caso di detenzione di stupefacenti, definendo i criteri per l'applicazione dell'aggravante di 'ingente quantità'. La sentenza analizza sia l'elemento oggettivo (quantità e principio attivo) sia quello soggettivo (consapevolezza dell'imputato), confermando un approccio non puramente matematico. Viene inoltre affrontato il tema della confisca allargata dei beni di provenienza illecita. Per uno degli imputati la pena è stata rideterminata per un errore di calcolo, mentre il ricorso del secondo è stato dichiarato inammissibile.
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Aggravante ingente quantità: basta la colpa
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'applicazione dell'aggravante ingente quantità di stupefacenti non è richiesta la piena consapevolezza del corriere, essendo sufficiente la sua ignoranza colposa. Nel caso di specie, un trasportatore condannato per traffico di droga aveva impugnato la sentenza sostenendo di non conoscere l'esatto quantitativo, nascosto in un doppiofondo dell'auto. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che le modalità di trasporto, come l'uso di un vano occulto motorizzato, sono indicative di una colpa sufficiente a giustificare l'aggravante.
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Ingente quantità stupefacenti: la prova in fase cautelare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33025/2024, ha stabilito che per configurare l'aggravante dell'ingente quantità stupefacenti in fase di misura cautelare, non è sempre necessaria l'analisi chimica per determinare il principio attivo. Di fronte a un quantitativo macroscopicamente elevato (nel caso specifico, 26 kg di hashish), la sussistenza di gravi indizi può essere ritenuta sufficiente, differenziando lo standard probatorio della fase cautelare da quello del giudizio di merito.
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Pericolo di reiterazione: Cassazione nega i domiciliari
Un soggetto, arrestato per l'importazione di oltre 53 kg di cocaina, ha richiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la misura carceraria a causa dell'elevato pericolo di reiterazione del reato, desunto dalla gravità dei fatti e dalla professionalità dimostrata nell'operazione criminale.
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Circostanze attenuanti: negare il reato non le esclude
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di tre soggetti condannati per traffico di un ingente quantitativo di cocaina. Mentre ha rigettato i ricorsi di due imputati, ha annullato con rinvio la sentenza per un terzo, stabilendo un principio fondamentale sulle circostanze attenuanti generiche: la scelta dell'imputato di negare l'addebito, rientrando nel legittimo esercizio del diritto di difesa, non può da sola costituire motivo per negare le attenuanti. La Corte ha censurato la decisione di merito per non aver valutato elementi positivi come la giovane età e l'incensuratezza dell'imputato.
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Consapevolezza ingente quantità: prova e indizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per traffico di un'ingente quantità di cocaina. La Corte ha stabilito che la consapevolezza dell'ingente quantità può essere provata anche tramite indizi, come lo stato di agitazione dell'imputato, il tentativo di disfarsi della prova e le sofisticate modalità di trasporto, senza la necessità di prove dirette come le impronte digitali.
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Ingente quantità: quando scatta l’aggravante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di custodia cautelare per traffico di cocaina. Il caso verteva sull'aggravante della ingente quantità. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di perizia chimica, il quantitativo lordo di 7 kg di cocaina, confezionata in panetti, è sufficiente a ritenere superata la soglia di 1,5 kg di principio attivo, rendendo la motivazione del tribunale del riesame logica e non censurabile.
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Ingente quantità stupefacenti: la Cassazione decide
Un imputato ha impugnato una condanna a dieci anni per traffico di droga, contestando l'applicazione dell'aggravante per 'ingente quantità stupefacenti'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i giudici possono valutare sia la quantità massiccia che l'elevata purezza della sostanza per configurare l'aggravante. La Corte ha inoltre respinto le doglianze sulla mancata traduzione della sentenza e sul diniego delle attenuanti generiche, ribadendo principi consolidati.
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