L'Imprenditore, legale rappresentante di una società, è stato condannato per i reati di omesso versamento delle ritenute e omesso versamento IVA. La difesa ha sostenuto l'assenza di dolo, giustificando il mancato pagamento con una grave e improvvisa crisi di liquidità, aggravata da sequestri giudiziari e dalla pandemia da Covid-19, che lo aveva costretto a privilegiare il pagamento di dipendenti e fornitori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che la crisi finanziaria non esclude la colpevolezza se deriva da una scelta strategica aziendale di preferire altri creditori rispetto al Fisco. Per evitare la condanna, l'imprenditore avrebbe dovuto dimostrare di aver adottato ogni iniziativa possibile per pagare il tributo, cosa che nel caso specifico non è avvenuta.
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