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Inerenza — Anno 2025

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152 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Inerenza

Provvedimenti

Cessione credito pro-soluto: deducibilità della perdita
Una società ha dedotto la perdita derivante dalla cessione di un credito pro-soluto a un prezzo inferiore al suo valore nominale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale operazione genera una 'perdita su crediti' e non una 'minusvalenza'. Di conseguenza, per essere deducibile, la perdita deve risultare da 'elementi certi e precisi' che ne dimostrino l'oggettiva definitività, non essendo sufficiente il semplice corrispettivo inferiore pattuito nella cessione. L'onere della prova grava sul contribuente.
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Deduzione spese trasporto: piena deducibilità rimborso
Una associazione professionale si è vista negare la piena deduzione spese trasporto rimborsate ai soci per l'uso dei veicoli personali. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il limite del 40% (art. 164 TUIR) si applica solo ai veicoli dell'associazione, non ai rimborsi per mezzi di terzi. Tali spese sono integralmente deducibili se inerenti all'attività, secondo l'art. 54 TUIR.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della commissione tributaria regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava la deducibilità di costi sostenuti da un professionista, contestati dall'Agenzia delle Entrate per genericità e incongruità. I giudici d'appello avevano confermato la deducibilità con una motivazione superficiale, senza analizzare le specifiche obiezioni dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha stabilito che una motivazione è solo apparente, e quindi la sentenza è nulla, quando non consente di comprendere il percorso logico-giuridico seguito per arrivare alla decisione, limitandosi ad affermazioni astratte e apodittiche.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi nuovi
Una sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, dichiarando l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato dall'Amministrazione Finanziaria. Il ricorso è stato respinto perché introduceva una questione giuridica nuova (inerenza ai fini IRES) rispetto a quella trattata nei gradi di merito (detraibilità IVA), violando il principio del 'thema decidendum'.
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Costi deducibili: libertà di scelta del contribuente
La Corte di Cassazione ha stabilito che le scelte imprenditoriali, come affittare un immobile a un canone elevato anziché acquistarlo, non possono essere sindacate dal Fisco sotto il profilo della convenienza economica. Per la deducibilità dei costi, rileva unicamente il principio di inerenza all'attività. La Corte ha rigettato sia il ricorso del contribuente, basato su vizi procedurali, sia quello dell'Agenzia delle Entrate, che contestava la deducibilità di canoni di locazione e spese comuni.
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Scelte imprenditoriali e Fisco: limiti del sindacato
Le scelte imprenditoriali di un contribuente, come preferire una locazione costosa all'acquisto di un immobile, non possono essere sindacate nel merito dall'Agenzia delle Entrate, salvo palese irragionevolezza. Con questa ordinanza, la Corte di Cassazione ribadisce la libertà gestionale del professionista, distinguendola da condotte elusive. Viene inoltre confermato che gli studi professionali associati sono soggetti a IRAP per presunzione legale e si chiarisce che l'amministrazione non è tenuta a motivare nell'atto impositivo il rigetto delle osservazioni presentate dal contribuente.
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Costi deducibili studio associato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante i costi deducibili di uno studio associato. L'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di canoni di locazione ritenuti anti-economici, la mancata ripartizione di spese comuni con i collaboratori e la soggettività passiva ai fini IRAP. La Corte ha stabilito che le scelte imprenditoriali non sono sindacabili dal Fisco se non palesemente anomale, ha ritenuto inammissibile la censura sulle spese comuni e ha confermato che gli studi associati sono soggetti a IRAP per presunzione legale di 'autonoma organizzazione'. Ha inoltre chiarito che il diritto al contraddittorio è rispettato con la possibilità di presentare osservazioni, senza obbligo di risposta puntuale nell'avviso di accertamento.
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Detraibilità IVA: costi esenti e preparatori
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della detraibilità IVA. È stata negata la detrazione per i costi associati a operazioni passive finalizzate a una cessione di quote esente IVA. Inoltre, per i costi preparatori di un'attività mai avviata, la detraibilità IVA è ammessa solo se il mancato inizio è dovuto a cause indipendenti dalla volontà dell'imprenditore, con onere della prova a suo carico. La Corte ha cassato la decisione precedente che non aveva applicato correttamente questi principi.
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Spese di sponsorizzazione: la deducibilità è presunta
Una società attiva nel commercio all'ingrosso di fiori ha contestato avvisi di accertamento che negavano la deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva dilettantistica. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5042/2025, ha accolto il ricorso della società, ribadendo che l'art. 90 della Legge 289/2002 istituisce una presunzione legale assoluta di inerenza e congruità per tali spese, se destinate alla promozione dell'immagine o dei prodotti dello sponsor. Il caso è stato rinviato alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della commissione tributaria regionale per motivazione apparente. I giudici di secondo grado avevano riconosciuto la deducibilità di alcuni costi aziendali con una formula generica, senza spiegare il ragionamento logico seguito. La Corte ha stabilito che una motivazione meramente assertiva, che non permette di comprendere l'iter decisionale, equivale a un'assenza di motivazione e rende la sentenza nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame dei costi contestati.
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Detrazione IVA e inerenza: onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione IVA non è automatica per una società. Se un'impresa costruisce immobili per i propri soci e non per il mercato, i relativi costi non sono considerati inerenti all'attività d'impresa. L'ordinanza chiarisce che spetta al contribuente l'onere di provare il nesso diretto tra i costi sostenuti e un'effettiva attività commerciale finalizzata alla produzione di utili, anche se uno degli immobili viene venduto a terzi.
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Costi non inerenti: ecco quando sono indeducibili
L'appello di una società contro un accertamento fiscale per costi non inerenti è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che riteneva indeducibili le spese di consulenza, poiché la società contribuente e quella fornitrice costituivano di fatto un unico centro di interessi economici. La Corte ha ribadito che la prova dell'inerenza dei costi spetta al contribuente e che non è possibile un riesame dei fatti in sede di legittimità.
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Inerenza delle passività: la Cassazione decide
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la deduzione di passività dal valore di immobili conferiti in una società. La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità è ammessa solo se sussiste il requisito dell'inerenza delle passività, ovvero un collegamento funzionale con l'atto di conferimento, escludendo debiti personali dei soci.
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Onere della prova costi deducibili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7285/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo i principi sull'onere della prova per i costi deducibili. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare l'esistenza e l'inerenza dei costi all'attività d'impresa. Tuttavia, una volta fornita la documentazione probatoria, l'Amministrazione Finanziaria non può contestare le scelte economiche dell'imprenditore né richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti già accertati dai giudici di merito.
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Deducibilità contributi notai: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1690/2025, ha stabilito la piena deducibilità dei contributi obbligatori versati dai notai alla Cassa Nazionale del Notariato dal loro reddito di lavoro autonomo. La Corte ha chiarito che tali contributi sono da considerarsi costi inerenti all'attività professionale, in quanto ne costituiscono una diretta conseguenza. Questa decisione ribalta un precedente orientamento che li considerava spese personali, affermando un principio fondamentale per la determinazione del reddito dei professionisti e confermando la piena legittimità della loro deduzione.
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Spese di sponsorizzazione: la presunzione di deducibilità
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti della deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche. Il caso riguarda un agente di commercio a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di tali costi. La Corte ha confermato la validità di una presunzione legale assoluta che, al ricorrere di specifiche condizioni, rende i costi deducibili senza che l'amministrazione finanziaria possa valutarne l'inerenza o la congruità economica.
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Spese di sponsorizzazione: i requisiti per dedurle
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche. Il caso riguardava un agente di commercio a cui l'Agenzia delle Entrate aveva negato la deduzione di tali costi. La Corte ha chiarito che, sebbene esista una presunzione legale sulla natura pubblicitaria di queste spese, il contribuente deve comunque dimostrare che l'associazione sponsorizzata abbia effettivamente svolto l'attività promozionale pattuita. In mancanza di tale prova, il costo non è deducibile. La stessa sorte è toccata alle spese di ristorazione, ritenute non deducibili per mancata prova della loro inerenza all'attività d'impresa.
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Spese di sponsorizzazione: limiti alla deducibilità
Una società ha contestato degli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate negava la deducibilità di costi per sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive. La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo che le spese di sponsorizzazione fino a 200.000 euro godono di una presunzione legale assoluta di inerenza. Inoltre, ha chiarito che il "raddoppio dei termini" per l'accertamento non si applica all'IRAP. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Spese di sponsorizzazione: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista contestare la deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive. La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo due principi chiave: la presunzione legale di deducibilità per tali spese fino a 200.000 euro non richiede un'ulteriore prova di inerenza e il raddoppio dei termini di accertamento per reati tributari non si applica all'IRAP. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Credito d’imposta: quando l’investimento è inerente
Una società si è vista negare un credito d'imposta per l'acquisto di un'imbarcazione. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la mancanza di inerenza del bene all'attività d'impresa al momento dell'investimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 783/2025, ha confermato la decisione sul merito, chiarendo i requisiti di strumentalità, ma ha annullato la sentenza di secondo grado per motivazione carente riguardo le sanzioni, rinviando la causa per un nuovo esame su questo specifico punto.
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