L'Indagata, arrestata a Monza per un reato commesso a Brescia, ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Milano che confermava gli arresti domiciliari disposti dal giudice della convalida di Monza. La difesa sosteneva l'inefficacia della misura cautelare per mancata tempestiva trasmissione e rinnovo degli atti da parte del giudice territorialmente competente di Brescia entro venti giorni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, se l'arresto avviene in un luogo diverso da quello del reato, l'inefficacia della misura cautelare scatta solo dopo una formale dichiarazione di incompetenza del giudice che ha emesso il provvedimento. Poiché tale dichiarazione formale non era avvenuta, la misura è rimasta pienamente valida. L'Indagata è stata condannata anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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