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Indizi

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167 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prova indiziaria spaccio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla validità della prova indiziaria spaccio, ritenendo le doglianze del ricorrente manifestamente infondate e confermando la condanna basata su indizi gravi, precisi e concordanti, come l'osservazione di uno scambio analogo da parte della polizia.
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Valutazione complessiva indizi: la Cassazione decide
Una società immobiliare viene accusata di sottofatturazione. I giudici di merito valutano gli indizi (valori OMI, mutui) in modo separato, ridimensionando l'accertamento. La Corte di Cassazione interviene, annullando la decisione e stabilendo che è necessaria una valutazione complessiva indizi per provare l'evasione, considerando tutti gli elementi probatori nel loro insieme.
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Frode IVA: onere della prova e consapevolezza
Una società operante nel settore della vendita di auto si è vista negare la detrazione dell'IVA a causa del suo coinvolgimento in una frode IVA. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che quando l'Amministrazione Finanziaria fornisce solidi indizi sulla consapevolezza dell'imprenditore riguardo alla frode, l'onere della prova si sposta su quest'ultimo. La società deve quindi dimostrare di aver agito con la massima diligenza per evitare di essere coinvolta. In questo caso, numerosi elementi indicavano la consapevolezza della società, un onere probatorio che non è riuscita a soddisfare.
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Risarcimento danno cane randagio: la prova del fatto
Una richiesta di risarcimento danno cane randagio viene respinta in tutti i gradi di giudizio per mancata prova della dinamica dell'incidente. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che le dichiarazioni dei testimoni riportate in un verbale di polizia non costituiscono prova legale e che la Corte non può riesaminare i fatti. Il caso evidenzia l'importanza cruciale di fornire prove concrete e circostanziate per ottenere un risarcimento.
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Fatture inesistenti: onere della prova per l’IVA
Una società si vedeva contestare la deducibilità di costi e la detrazione IVA per fatture relative a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22490/2025, ha stabilito che, a fronte di un quadro indiziario grave, preciso e concordante fornito dall'Amministrazione Finanziaria, l'onere della prova si sposta sul contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare l'effettiva esistenza dell'operazione, non essendo sufficienti la fattura e la prova del pagamento. La buona fede è irrilevante in caso di inesistenza oggettiva.
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Dichiarazioni di terzi valide come indizi nel processo
Una società ha impugnato degli avvisi di accertamento fiscale relativi a costi per operazioni ritenute inesistenti e per un immobile non strumentale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13979/2019, ha stabilito che il giudice tributario di merito ha errato nell'escludere a priori le dichiarazioni di terzi prodotte dalla società. Tali dichiarazioni, pur non essendo prove testimoniali, costituiscono validi indizi e devono essere valutate. La Corte ha inoltre rilevato un'omessa pronuncia sulla specifica questione dei costi dell'immobile. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che tenga conto delle dichiarazioni di terzi e della domanda non decisa.
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Simulazione contratto preliminare: la decisione
La Corte d'Appello conferma la nullità di un contratto preliminare di vendita, ritenendolo un'operazione fittizia. La decisione si fonda sulla prova per indizi della simulazione del contratto preliminare, orchestrata tra due società con forti legami per sottrarre fondi alla società acquirente, ormai insolvente e prossima al fallimento. Elementi decisivi sono stati l'insolvenza dell'acquirente, i legami tra gli amministratori e le anomalie nei pagamenti della caparra.
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