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Indennità Sostitutiva Preavviso

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità sostitutiva preavviso: fuori dal calcolo TFR
Un fondo di previdenza ha agito per ottenere il versamento di contributi calcolati anche sull'indennità sostitutiva del preavviso di un ex dirigente di una società fallita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio secondo cui tale indennità, avendo natura risarcitoria e non retributiva, non rientra nella base di calcolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), in quanto si riferisce a un periodo non lavorato.
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Indennità sostitutiva preavviso: contributi sempre dovuti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20432/2024, ha stabilito che i contributi previdenziali sull'indennità sostitutiva del preavviso sono sempre dovuti, anche se il lavoratore vi ha rinunciato tramite un accordo. L'obbligazione contributiva ha natura pubblica e sorge al momento del licenziamento senza preavviso, rendendo irrilevante qualsiasi patto contrario tra le parti.
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Indennità sostitutiva preavviso: inclusione bonus
Un dirigente di un'importante azienda automobilistica impugna il licenziamento. Due procedimenti paralleli portano a sentenze d'appello contrastanti sul calcolo delle sue spettanze. La Corte di Cassazione, riunendo i ricorsi, stabilisce che nel calcolo dell'indennità sostitutiva preavviso devono essere inclusi anche i bonus variabili erogati negli ultimi tre anni. La Corte risolve anche una questione di giudicato esterno su differenze retributive, cassando senza rinvio la sentenza sfavorevole al lavoratore.
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Preavviso: indennità dovuta nel cambio appalto
La Corte di Cassazione ha confermato che l'indennità sostitutiva del preavviso è dovuta al lavoratore licenziato a seguito di un cambio appalto, anche se viene immediatamente riassunto dalla nuova azienda. La Corte ha chiarito che la risoluzione del rapporto è un licenziamento unilaterale e non un accordo consensuale. Il fatto che il contratto collettivo preveda un preavviso ridotto per questa specifica ipotesi conferma che il diritto non viene meno, ma è solo diversamente modulato.
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Indennità sostitutiva preavviso: fuori dal calcolo pensione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva di includere l'indennità sostitutiva del preavviso nel calcolo della sua pensione. La Corte ha confermato che i contributi versati per periodi successivi alla data di decorrenza della pensione non possono essere utilizzati per ricalcolarla, ma possono solo dar luogo a un supplemento di pensione, previa apposita domanda. La decisione ribadisce anche l'importanza dell'onere della prova e i rigidi requisiti di specificità per i ricorsi in Cassazione.
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Indennità preavviso: quando il datore non ha diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda non può trattenere l'indennità sostitutiva preavviso dalle somme di fine rapporto se, al momento delle dimissioni del lavoratore, non ha più alcun interesse concreto a ricevere la prestazione lavorativa. Nel caso specifico, l'azienda aveva perso un appalto, cessato l'attività e già esonerato i dipendenti dal lavoro, rendendo illegittima la trattenuta.
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