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Indennità Risarcitoria Onnicomprensiva

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Risarcimento forfettario, stabilito dalla legge in un numero di mensilità, che spetta al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo, quando non è prevista la reintegrazione nel posto di lavoro. Copre tutti i danni derivanti dall'illegittimità del recesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Nullità del contratto a termine: causale generica e reintegra
Una lavoratrice ha impugnato il secondo contratto a tempo determinato stipulato con un'azienda di trasporti, denunciando la genericità della causale apposta. L'azienda aveva riproposto la medesima motivazione legata all'avvio dell'attività d'impresa a distanza di molto tempo dall'effettivo inizio delle operazioni. I giudici di merito hanno dichiarato la nullità del contratto a termine, ordinando la conversione a tempo indeterminato e la corresponsione di un'indennità risarcitoria. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione. La Corte ha chiarito che il datore di lavoro deve specificare in modo concreto e puntuale le reali esigenze aziendali per evitare l'invalidità della clausola temporale.
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Conversione del rapporto di lavoro: risarcimento con tetto massimo
Un lavoratore ha svolto mansioni di custode e manutentore per un condominio senza un contratto scritto preventivo. I giudici di merito hanno accertato la natura subordinata della prestazione e disposto la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Hanno inoltre condannato il condominio a versare tutte le retribuzioni maturate dal 2010 alla sentenza. Il condominio ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'entità del risarcimento. La Suprema Corte ha confermato la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato per assenza di forma scritta. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso del condominio sul piano economico: in caso di conversione del rapporto di lavoro si applica l'indennità onnicomprensiva forfettaria prevista dalla legge e non l'integrale risarcimento delle retribuzioni pregresse.
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Somministrazione di lavoro illegittima: reintegro e indennità
Un dipendente ha contestato la somministrazione di lavoro illegittima utilizzata dall'azienda per impiegarlo in servizio. I giudici hanno accertato la nullità del termine e convertito il rapporto a tempo indeterminato. In sede di rinvio, la Corte territoriale ha condannato l'impresa a versare un'indennità forfettizzata di sette mensilità oltre alle retribuzioni maturate dall'ordine giudiziale di reintegro all'effettiva ripresa. La società ha impugnato la decisione sostenendo che il giudice di rinvio avesse ecceduto i limiti fissati dalla Suprema Corte. I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso aziendale. La Corte ha confermato che il lavoratore ha pieno diritto sia all'indennità per il periodo intermedio sia al pagamento delle retribuzioni successive all'ordine di riammissione in servizio.
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Indennità risarcitoria onnicomprensiva e scatti di anzianità
Una lavoratrice ha ottenuto la conversione di contratti a termine illegittimi in un unico rapporto a tempo indeterminato, con diritto alla ricostruzione della carriera. Le società datrici di lavoro sostenevano che l'indennità risarcitoria onnicomprensiva ex art. 32 L. 183/2010 coprisse ogni pretesa economica, escludendo ulteriori differenze retributive. La Corte di Cassazione ha chiarito che tale indennità risarcisce solo i periodi di interruzione del lavoro, mentre per i periodi di effettiva attività lavorativa spettano la ricostruzione della carriera e gli scatti di anzianità. La Suprema Corte ha però accolto parzialmente il ricorso delle società per un vizio di motivazione: la Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto nuove e inammissibili le contestazioni sui conteggi delle somme dovute, che erano invece state tempestivamente sollevate in primo grado. La causa è stata rinviata per ricalcolare gli importi.
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Conversione Contratto a Progetto: Lavoro Fisso ma con Risarcimento Limitato
Un lavoratore ottiene la conversione del suo contratto a progetto in un rapporto a tempo indeterminato perché il progetto era troppo generico. Tuttavia, la sua richiesta di ricevere tutte le retribuzioni non pagate viene respinta. La Corte di Cassazione conferma che, in caso di conversione contratto a progetto illegittimo, al lavoratore spetta solo un'indennità risarcitoria forfettaria, come previsto dalla Legge 183/2010, e non il pagamento di tutti gli stipendi arretrati. La sentenza stabilisce un importante principio sull'entità del risarcimento, equiparando di fatto la tutela a quella dei contratti a termine illegittimi. Entrambi i ricorsi, del lavoratore e dell'azienda, vengono rigettati.
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Retribuzioni post conversione: non vanno restituite
Una lavoratrice, dopo aver ottenuto la conversione del suo contratto a termine, veniva condannata a restituire le somme percepite dopo la sentenza di primo grado. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che le retribuzioni post conversione del rapporto di lavoro sono dovute e non ripetibili, distinguendole dall'indennità risarcitoria forfettaria prevista dalla legge.
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Indennità di preavviso: sì al cumulo con il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3247/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di licenziamento illegittimo. Anche se al lavoratore spetta un'indennità risarcitoria definita "onnicomprensiva", questa non assorbe l'indennità di mancato preavviso. La Corte ha chiarito che le due tutele hanno funzioni diverse e tra loro compatibili: la prima sanziona l'illegittimità del recesso, mentre la seconda compensa il danno economico derivante dalla sua improvvisa risoluzione. Pertanto, in caso di licenziamento illegittimo intimato senza il dovuto preavviso, il lavoratore ha diritto a entrambe le indennità.
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Indennità di mancato preavviso: cumulo con risarcimento
Una società datrice di lavoro ha impugnato una decisione che riconosceva a due ex dipendenti, licenziati illegittimamente, sia l'indennità risarcitoria che l'indennità di mancato preavviso. Secondo la società, la prima, essendo "onnicomprensiva", doveva assorbire la seconda. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che le due indennità hanno funzioni distinte e cumulabili. L'indennità risarcitoria compensa l'illegittimità del recesso, mentre l'indennità di mancato preavviso risarcisce il danno derivante dalla cessazione improvvisa del rapporto.
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