La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4765/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali. In presenza di indagini bancarie, i versamenti sui conti correnti si presumono legalmente come ricavi non dichiarati. Di conseguenza, grava sul contribuente l'onere della prova di dimostrare, in modo analitico e per ogni singola operazione, che tali somme non costituiscono reddito imponibile. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente dato prevalenza ai conteggi generici del contribuente, annullando l'accertamento.
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