Il Ricorrente, condannato in contumacia nel 2013, veniva arrestato in Spagna nel 2020 in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La Corte di Appello dichiarava inammissibile per tardività la sua richiesta di restituzione nel termine per impugnare la sentenza, ritenendo che il termine decorresse dal momento dell'arresto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione per incompetenza funzionale dei giudici di secondo grado. Decidendo nel merito, la Suprema Corte ha accolto la richiesta di restituzione nel termine, stabilendo che, in caso di estradizione o mandato d'arresto europeo, il termine di trenta giorni per presentare l'istanza decorre esclusivamente dalla consegna effettiva del condannato allo Stato italiano, e non dal giorno del suo arresto all'estero. Di conseguenza, il Ricorrente ha ottenuto il diritto di impugnare la vecchia sentenza di condanna.
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