La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21130/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per tentato omicidio. L'imputato sosteneva di aver agito in preda a uno 'stato d'ira' dopo aver ricevuto un pugno, ma la Corte ha negato l'attenuante della provocazione. La decisione si fonda sul principio che, in un contesto di aggressioni reciproche e contrasti pregressi, non è possibile isolare un singolo fatto ingiusto come causa scatenante, escludendo così l'applicazione della suddetta attenuante.
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