La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione per un utente accusato di furto di energia elettrica. L'imputato aveva usufruito di un allaccio abusivo alla rete di distribuzione, realizzato mediante la forzatura del quadro elettrico centralizzato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'allacciamento diretto alla rete configura sempre l'aggravante della violenza sulle cose, poiché comporta il danneggiamento, anche minimo, dei cavi conduttori. Inoltre, risponde del reato anche chi si limita a utilizzare consapevolmente un allaccio abusivo creato da terzi. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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