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Finto ispettore e sostituzione di persona: condanna definitiva

Un uomo, per rintracciare e molestare l’ex partner, telefona alla polizia fingendosi un ispettore dell’Anticrimine e contatta privati cittadini usando false identità. Viene condannato per falsa attestazione a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e sostituzione di persona. L’imputato ricorre in Cassazione chiedendo l’assorbimento dei reati e contestando la ricostruzione dei fatti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il reato di sostituzione di persona ai danni di privati non può essere assorbito in quello di false dichiarazioni a pubblico ufficiale, trattandosi di condotte distinte contro soggetti diversi. La condanna viene confermata con sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 27971 Anno 2023
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Pubblicato il 16 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il reato di sostituzione di persona per perseguitare l’ex partner

Un uomo ha cercato in tutti i modi di rintracciare la sua ex compagna dopo la fine della loro relazione. Per raggiungere questo scopo, ha messo in atto una serie di inganni telefonici. Il soggetto ha chiamato il commissariato di polizia locale qualificandosi falsamente come un ispettore dell’Anticrimine di Roma. Grazie a questo stratagemma, ha cercato di ottenere informazioni riservate sulla donna. Questa condotta integra pienamente il reato di sostituzione di persona e di falsa attestazione a un pubblico ufficiale. Inoltre, l’uomo ha contattato diversi cittadini privati utilizzando nomi falsi e spacciandosi nuovamente per un appartenente alle forze dell’ordine. Le sue continue telefonate hanno distolto gli agenti di polizia dai loro compiti istituzionali, provocando anche l’invio inutile di una pattuglia presso una struttura ricettiva. I giudici di merito hanno condannato il colpevole per i reati di sostituzione di persona, false dichiarazioni a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.

Quando scatta la sostituzione di persona e il disturbo ai servizi pubblici

La legge punisce severamente chiunque inganni gli altri sostituendo la propria identità con quella di un soggetto inesistente o di un’altra persona reale. Nel caso specifico, l’imputato ha agito su due fronti distinti. Da un lato ha mentito a un pubblico ufficiale in servizio presso la sala operativa della polizia. Dall’altro lato ha ingannato comuni cittadini per ottenere informazioni sulla vittima e arrecarle molestia. La difesa ha sostenuto che la condotta di sostituzione di persona dovesse considerarsi assorbita nel reato più grave di false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Secondo questa tesi, l’inganno complessivo faceva parte di un unico disegno e non meritava una doppia condanna. La difesa ha anche contestato l’esistenza di un reale disservizio per la polizia, minimizzando l’impatto delle telefonate ricevute dalla centrale operativa.

Le motivazioni della sentenza sulla sostituzione di persona

La Corte di Cassazione ha respinto fermamente tutte le tesi difensive dell’imputato. I giudici di legittimità hanno chiarito che non può esserci alcun assorbimento tra i reati contestati. La sostituzione di persona è avvenuta ai danni di privati cittadini e in occasioni diverse rispetto alla telefonata effettuata al commissariato. Si tratta di condotte autonome che offendono beni giuridici differenti e colpiscono soggetti diversi. Mentire a un poliziotto per ottenere dati riservati è un reato grave contro la fede pubblica. Ingannare i privati cittadini spacciandosi per un ispettore di polizia costituisce un ulteriore e separato illecito. La Corte ha anche confermato la sussistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Le telefonate ingannevoli hanno distratto gli operatori della centrale e hanno causato l’invio di una volante sul territorio per accertamenti inutili. Questo comportamento ha sottratto risorse preziose alla sicurezza pubblica, creando un concreto disservizio.

Le conclusioni della Cassazione sulla sostituzione di persona

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal colpevole. I giudici hanno confermato integralmente la condanna inflitta nei gradi precedenti. Il ricorrente deve pagare le spese del procedimento giudiziario. Inoltre, la Corte ha condannato l’uomo al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende a causa dell’infondatezza dei motivi proposti. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale per la tutela dei cittadini e delle istituzioni. Chi utilizza false identità per scopi persecutori risponde di ogni singola condotta ingannevole. La giustizia non tollera l’uso di qualifiche pubbliche inventate per aggirare le regole e molestare le persone. La condanna definitiva mette fine alla vicenda e ristabilisce la legalità.

Quando si configura il reato di sostituzione di persona?
Il reato si configura quando qualcuno induce in errore un altro soggetto attribuendosi un falso nome, una falsa qualità o una falsa identità per ottenere un vantaggio o causare un danno.

Si può essere condannati se si disturba il lavoro della polizia con false segnalazioni?
Sì, telefonare alle forze dell’ordine fingendo un’identità falsa e provocando l’invio inutile di pattuglie integra il reato di interruzione o turbamento di un pubblico servizio.

Il reato di sostituzione di persona può essere assorbito in altri reati di falso?
No, se la sostituzione di persona viene compiuta in tempi diversi e nei confronti di soggetti privati differenti rispetto alle false dichiarazioni rese a un pubblico ufficiale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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