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Inammissibile — Anno 2026

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1305 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Inammissibile

Provvedimenti

Riparazione ingiusta detenzione: termine e ricorso
Un cittadino ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione dopo essere stato trattenuto in carcere oltre la data di fine pena. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità della richiesta, chiarendo che il termine di due anni per presentare la domanda non decorre dalla data di scarcerazione, ma dal momento in cui il provvedimento che ridetermina la pena diventa definitivo e inoppugnabile. Essendo la domanda stata presentata tardivamente, il ricorso è stato respinto.
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Ricorso post patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2392/2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso post patteggiamento presentato da un imputato. La Corte ha stabilito che la scelta del patteggiamento implica la rinuncia a sollevare eccezioni successive, specialmente se incompatibili con l'accordo sulla pena, come la contestazione del diniego della messa alla prova. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici non bastano
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 316-ter c.p. La decisione si fonda sulla genericità e assertività dei motivi presentati, che non contestavano specificamente la motivazione della Corte d'Appello, ritenuta invece argomentata e puntuale. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Esercizio arbitrario: quando far valere un diritto è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Pur vantando un credito e avendo già avviato un'azione legale, l'imputato aveva incendiato l'auto del debitore. La Suprema Corte ha confermato che tale violenza, sproporzionata e gratuita, qualifica il fatto come reato, escludendo la possibilità di farsi giustizia da sé.
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Ricorso inammissibile: motivi generici non bastano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato legato agli stupefacenti (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990). La decisione si fonda sulla genericità e assertività dei motivi di ricorso, ritenuti inadeguati a contestare una sentenza di merito ben argomentata. Tale esito ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando che un ricorso inammissibile non può essere esaminato nel merito.
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Violazione divieto avvicinamento: quando è reato?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la violazione del divieto di avvicinamento (art. 387-bis c.p.). Anche se a 427 metri di distanza, il reato è configurato perché si tratta di un reato di pericolo astratto, e la condotta non era giustificata. La semplice inosservanza del provvedimento è sufficiente a integrare il delitto.
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Reato di calunnia: quando la denuncia è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di calunnia. L'imputato aveva falsamente denunciato il furto di assegni che in realtà aveva già consegnato in pagamento. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano volti a una nuova valutazione dei fatti, compito non spettante al giudice di legittimità, confermando così la condanna e il pagamento di una sanzione.
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Ricorso per cassazione: limiti all’appello del patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento per spaccio. La Corte chiarisce che l'errata qualificazione giuridica del fatto è un motivo di ricorso valido solo se l'errore è palese ed evidente dagli atti, senza necessità di riesaminare le prove.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello non è valido
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, relativi alla presunta mancanza di motivazione sulla responsabilità, erano incompatibili con l'accordo sanzionatorio precedentemente accettato dall'imputato stesso, il quale presuppone il suo consenso. Di conseguenza, l'appello è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Reato di calunnia: quando la falsa accusa è più grave
La Corte di Cassazione conferma che il reato di calunnia sussiste anche quando si accusa una persona di un fatto più grave di quello realmente accaduto. Nel caso specifico, una donna aveva falsamente denunciato di essere stata urtata e ferita da uno scooter, mentre le prove video dimostravano che era stata colpita solo la sua bicicletta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso inammissibile dopo concordato: la Cassazione
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi addotti dal ricorrente, relativi alla mancata motivazione sulla responsabilità, erano in palese contrasto con un precedente accordo sanzionatorio. La decisione sottolinea che l'accettazione di un concordato preclude la possibilità di contestare successivamente i punti che ne costituiscono il presupposto, come l'ammissione di colpevolezza.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso pretestuoso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La giustificazione addotta, ovvero l'essersi allontanato per fumare una sigaretta, è stata ritenuta un motivo pretestuoso e non una causa di forza maggiore o stato di necessità, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi proposti dall'imputato sono stati ritenuti generici. L'appello non contestava specificamente le argomentazioni della Corte d'Appello, risultando in una condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati ritenuti generici e finalizzati a una rilettura dei fatti e a una rivalutazione della pena, compiti non consentiti in sede di legittimità. Il ricorrente è stato di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile e pena concordata: il limite
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato non può contestare la responsabilità penale dopo aver accettato l'accordo con la pubblica accusa, rendendo le sue motivazioni incompatibili con il consenso prestato. La decisione conferma che l'accettazione della pena concordata preclude la possibilità di rimettere in discussione la propria colpevolezza.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e reati di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato. Il caso riguardava un reato di lieve entità in materia di stupefacenti, già qualificato ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Piccolo spaccio: quando non è concesso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane imputato che chiedeva la riqualificazione del reato in 'piccolo spaccio'. La decisione si è basata sulla quantità di stupefacenti, sul possesso di materiale per il confezionamento e sul contesto dell'arresto, elementi ritenuti incompatibili con un'ipotesi di lieve entità. È stata negata anche la concessione delle attenuanti generiche, poiché la giovane età e l'assenza di precedenti non sono stati considerati di per sé sufficienti.
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Reato di evasione: giustificazione generica non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. L'imputato aveva giustificato il suo allontanamento dal domicilio con non provati motivi di salute. La Corte ha stabilito che un ricorso che mira a una nuova valutazione dei fatti, mascherato da denuncia di vizi di legge, è inammissibile, confermando che la generica giustificazione non è sufficiente a escludere l'elemento psicologico del reato.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte chiarisce che per configurare il reato è sufficiente che le espressioni offensive possano essere sentite da terze persone, poiché ciò compromette la prestazione del funzionario e lede l'immagine della Pubblica Amministrazione. Viene inoltre rigettata l'eccezione sulla violazione del diritto di difesa.
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Piccolo spaccio: quando non è concesso il beneficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato in 'piccolo spaccio'. La decisione si basa sulla valutazione complessiva di vari elementi, quali la notevole quantità di stupefacente, la presenza di una contabilità dell'attività, il possesso di denaro e il fatto che l'imputato fosse ai domiciliari, ritenuti incompatibili con l'ipotesi di lieve entità.
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